Il Canale dei Mulini

Pista ciclabile e Canale dei mulini

Il Canale dei Mulini: cultura, ambiente e territorio

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Il Canale dei Mulini della provincia di Ravenna, nasce con la diga steccaia leonardesca sul fiume Senio, a Castel Bolognese, e confluisce dopo quaranta chilometri nel fiume Reno. Da un pò di tempo si è ripreso a parlarne. Certamente non perchè riaprono i mulini, ma per la sua valenza storica e ambientale. Ultimamente, Legambiente ha editato una guida che propone, il Canale dei Mulini, come un punto di forza del turismo pedociclabile e naturalistico.

Castel Bolognese (Ra) - Diga steccaia leonardesca (XIV sec.)

Legambiente pone l’accento sul tema del turismo. Afferma che il Canale dei Mulini, nel suo tratto che solca la Bassa romagna, è diventato costante frequentazione di turisti in bicicletta del nordeuropa. Attratti dal valore ambientale e naturalistico proprio dell’ambito del Canale e dal fatto che le amministrazioni hanno lavorato per adeguare la viabilità alle biciclette, sviluppando la rete delle cosidette piste ciclabili. L’associazione afferma che questo movimento turistico può ampliarsi ancora di molto se si punta ad una ancora maggiore valorizzazione del Canale dei Mulini e del suo ambiente caratteristico circostante.

L’ottima iniziativa di Legambiente coglie nel segno. Penso che Castel Bolognese (e Solarolo) potrebbero agganciare questa tematica legata al Canale dei Mulini e svilupparla. Nel territorio castellano esistono due fra i punti di maggiore interesse del canale: la diga steccaia da cui esso ha origine e il Mulino Scodellino, uno dei più antichi e meglio conservati della regione. Mentre la diga è perfettamente operante, per quanto riguarda il mulino, la Regione e l’Amministrazione comunale sono da tempo impegnati per metterlo in sicurezza, per renderlo visitabile e per riattivarlo, seppure ad uso culturale ed ambientale. Esiste un forte movimento di opinione pubblica con associazioni impegnate nel tentativo di ridare vita al manufatto storico. La rete viaria secondaria si presta per una sua valorizzazione ciclopedonale. Ci sono quindi tutte le condizioni perchè Castel Bolognese possa dire la sua.

Castel Bolognese (Ra) - Mulino Scodellino (XIV sec.)

Occorrerebbe un coordinamento funzionale su area vasta. Potrebbe essere la Provincia a farsi carico della promozione di un tavolo con i comuni toccati dal Canale dei Mulini. Si potrebbero così condividere i vari progetti e le varie idee e definire un piano generale di valorizzazione e di sviluppo delle varie potenzialità, compreso quelle economiche. Penso che, riunendo le energie e le risorse, pur in tempi di ristrettezze economiche, si possa riuscire a dare corso ad un progetto che, valorizzando le caratteristiche ambientali, storico-culturali e produttive dei territori attraversati dal canale, aiuti l’economia e favorisca occasioni di lavoro e di impiego.

Cosa si può fare per creare una adeguta sensibilizzazione verso questo tema? Pensate si possa ipotizzare la promozione di un convegno di tutte le istanze di base sensibili – associazioni, movimenti, blog, circoli, ecc. – operanti nei territori attraversati dal Canale dei Mulini per creare interesse e per redigere un documento comune da sottoporre alle amministrazioni comunali e alla Provincia?

Per favorire lo sviluppo dell’interesse vi chiedo infine di collaborare, rispondendo al sondaggio posto all’inizio dell’articolo e nella colonna a lato della homepage.

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3 commenti

  1. Salve Domenico, mi fa piacere vedere rinnovato interesse per il Canale dei Mulini. Anche se Provincia e Comuni non ne hanno diffuso l’informazione, vorrei mettere al corrente che il Canale da marzo 2011 è divento ARE ovvero Area di Riequilibrio Ecologico, nel trato che va da Cotignola-Lugo a Fusignano. Anche questo è un piccolo passo…. Se vi va, potete digitare ARE CANALE DEI MULINI DI LUGO E FUSIGNANO su Panoramio per attingere info aggiuntive.

  2. Sicuramente andrebbe tutelato in maniera totale; sarebbe bellissimo poter vedere il mulino in funzione, anche una volta alla settimana, magari durante laboratori o visite guidate, vendendo anche al pubblico. Ma soprattutto…le piste ciclabili…ce ne vogliono molte di più e mantenute meglio…la via lughese è pericolosissima da percorrere in bicicletta: figuriamoci se una persona è intenta a guardare il canale?!?! Però…molto bello che siamo già un passo avanti sulla questione Legambiente, tutela, messa in sicurezza…e che ci siano associazioni che si prendano a cuore questi patrimoni storici della nostra cultura.

  3. Ciao Domenico,
    condivido in pieno le cose che dici sul canale dei mulini. Come sondaggio ho risposto che deve essere tutelato dalla sorgente alla fonte, ma mi permetterei di aggiungere che deve anche essere inserito in un sistema di tutela dei canali e dei percorsi d’acqua. Ad esempio un percorso simile è quello che si può fare sul canale naviglio zanelli, ma analoghi potrebbero essere quelli sulle sponde del fiume Lamone e Senio. Con tutto questo restimo in provincia di Ravenna, ma se poi guardiamo un po’ oltre ad esempio a forlì mi vengono in mente i percorsi del Senio e Montone.
    Insomma è all’area vasta romagnola che anche in questo caso mi piacerebbe guardare. E’ bello suggerire che la bella pubblicazione di Legambiente possa diventare una collana di percorsi in Romagna o sarebbe bello lavorare su una pubblicazione sui percorsi d’acqua ciclabili in Romagna.
    Tra l’altro questo potrebbe essere il vero percorso per promuovere un turismo europeo ecologico ambientale.

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