Scrivo perchè …

Castel Bolognese - via De Gasperi

“Un’inchiesta giornalistica è la paziente fatica di portare alla luce i fatti, di mostrarli nella loro forza incoercibile e nella loro durezza. Il buon giornalista sa che i fatti non sono mai al sicuro nelle mani del potere e se ne fa custode nell’interesse dell’opinione pubblica” Giuseppe D’Avanzo

Rispondo con un assioma a chi, con insistenza, continua a chiedermi con diverse modalità di smetterla di scrivere sui fatti della città in cui abito. Scrivo non perché voglia atteggiarmi a giornalista, ma perché credo che la trasparenza, la ricerca e l’espressione delle opinioni, il dibattito franco e aperto siano alla base della civile convivenza e del progresso di una comunità. E naturalmente di un Paese.

Ho avuto la fortuna di fare parte per cinque anni della squadra di governo di Castel Bolognese. Come assessore ho avuto la possibilità di conoscere tante problematiche, di averle approfondite nel dibattito con i cittadini, negli incontri istituzionali e nel lavoro collegiale della Giunta e del Consiglio Comunale. A volte con asprezza come è possibile fra persone vive, ma sempre con rispetto. Abbiamo risolto tanti problemi, abbiamo lavorato perché altri – come quello delle infrastrutture necessarie – fossero studiati, progettati e messi in fila per la futura realizzazione. Cosa che pur con difficoltà sta avvenendo. Molti problemi non li abbiamo risolti, vuoi per difficoltà intrinseche, vuoi anche per incapacità. Cinque anni di lavoro, intenso, nell’amministrazione comunale, hanno fatto si, non solo che conoscessi i problemi della città, ma anche che mi appassionassi a loro, vivendoli con il cuore e con la mente.

Conclusa quella difficile e appassionante esperienza, non ho potuto/saputo staccarmi dai problemi della città in cui vivo. Per cui continuo a parlarne, a proporre idee e a scriverne con i mezzi a disposizione di ognuno di noi, compreso internet con il suo corollario di nuovi strumenti comunicativi. Lo faccio perché lo sento innanzitutto come dovere civico e per il rispetto che si deve alla buona politica intesa come bene di tutti.