Vendesi

Via Emilia

Via Emilia

Sono almeno dieci, o forse più, i cartelli con su scritto “vendesi” che ho potuto contare stamane, appesi alle abitazioni lungo il tratto interno della via Emilia. Fra pochi giorni ci sarà un bell’asfalto, liscio, resistente, dove gli automezzi potranno transitare veloci, ma attorno abbiamo degrado. I cittadini proprietari di abitazioni lungo la via Emilia, non credendo che la variante si realizzi in tempi accettabili, evidenziano la propria sfiducia cercando di vendere. Faranno sconti, sperando che qualche straniero si faccia avanti. Ma non è tutto.

A fianco di chi vende ci sono vetrine disadorne e molti negozi chiusi. Le facciate di molte abitazioni gettano crepe, sono scrostate, di colore plumbeo. I portici, anch’essi anneriti dai fumi di scarico, dilatano il rumore degli automezzi in transito e trattengono una quantità impressionante di gas e polveri sottili. Questo va a scapito della salute principalmente dei cittadini che lì vi abitano e lavorano. L’insieme di questi aspetti connotano una situazione di vero e proprio degrado. Degrado che piano piano si estenderà a grande parte del centro storico, svuotandolo degli antichi residenti e lasciando così spazio a fenomeni difficili da controllare anche sul piano della sicurezza.

L’antidoto a tutto ciò è la variante, ma da realizzare presto, nel giro di pochi anni. Prima che sia troppo tardi. Tocca all’Anas, ma le scelte dipendono dalla politica. Occorre che questa opera sia riconosciuta come una delle priorità da parte della Provincia e della Regione. Non bastano le buone intenzioni e le promesse, servono atti deliberativi e comunque politicamente impegnativi. Sulla base dei quali dare luogo ad un confronto serrato con il Ministero e quindi col Governo, i veri dominus della vicenda. Naturalmente le forze politiche, tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, debbono convergere su questo obbiettivo e impegnarsi in modo straordinario.

Infine noi cittadini che non dovremmo delegare solo ad altri la soluzione del problema. Ci stiamo impegnando abbastanza? Forse dovremmo essere protagonisti in campo e non attori passivi. Non è il caso di lottare maggiormente? Di mettere in atto iniziative, se necessario anche eclatanti, con lo scopo di farci meglio ascoltare? C’è un comitato, “Circoliamo per Castello” che è benemerito per quello che ha fatto e sta facendo. Non lasciamolo solo. Diamogli forza. Facciamo sentire la nostra voce. Se vogliamo una città sempre più accogliente, bella e sicura, dipende anche da noi tutti.