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L’assemblea e quell’argine da rifare

Occorre ascoltare i corpi intermedi della società e volare più in alto

L’assemblea pubblica di giovedì scorso ha rappresentato un cattivo esempio di partecipazione. Promossa dal comune di Castel Bolognese, col supporto dell’Autorità di Bacino e della Regione, ha visto la presenza di un forte pubblico esterno, parte del quale arrivato per fare cagnara, con lo scopo di insultare le istituzioni e i tecnici, con ogni probabilità politicamente eterodiretti.

L’intenzione della maggioranza del pubblico era certamente quella di capire e partecipare, animato di buone intenzioni. Non hanno potuto farlo perchè anticipati e sopraffatti da chi aveva solo in animo di distruggere. Va anche detto che l’assemblea è stata condotta male e conclusa in maniera non adeguata. Chi la presiedeva avrebbe dovuto farsi carico di garantire la correttezza e la pari dignità di chi è intervenuto, cosa non avvenuta.

Chi l’ha conclusa a mio parere doveva scegliere di volare alto circa le problematiche dei fiumi e dell’acqua proponendo una “visione” del futuro. Avrebbe potuto parlare di come dare maggiore spazio all’acqua e ai fiumi; poteva relazionare la questione dei fiumi con quella dell’innalzamento del mare; dire di come territori e città vanno resi resilienti alle mutazioni strutturali indotte dai cambiamenti climatici; affrontare il tema della formazione dei tecnici e del ruolo dell’Università nella vicenda fiumi e acqua. Così si sarebbe posta da parte la canea dei pochi esagitati e fornito un contributo di chiarezza e lungimiranza al pubblico. Invece è potuto capitare che chi aveva idee da esporre, domande da proporre, non è stato sostanzialmente ascoltato ed è uscito frastornato e deluso.

Scopo principale dell’assemblea era quello di parlare di manutenzione e delle casse di espansione.  La parte più interessante della serata è stata appannaggio dei tecnici che hanno fatto il punto della situazione. Si è notato come nel corso delle loro esposizioni abbiano utilizzato come riferimenti le linee di indirizzo del PAI-PO e questo è stato un segnale positivo. 

Tema manutenzione. L’ingegnera Dal Piaz, da poco a capo del Bacino fluviale che comprende il Senio e prima ad intervenire, ha subito posto in chiaro la questione della vegetazione. Ha mostrato con una slide molto chiara che “La vegetazione si gestisce, non si elimina”. Precisando che nei tratti non arginati di collina e montagna la vegetazione serve per consolidare le sponde (tratto fra alveo e golena) e per contenere la velocità dell’acqua. Nei tratti arginati di pianura gli argini vanno tenuti liberi (due sfalci all’anno), mentre la vegetazione nelle sponde, essendo utile al loro consolidamento, va gestita, così come nelle golene. Le alberature vanno controllate con tagli selezionati, non devono crescere troppo.

Passaggio importante, la questione della manutenzione dell’argine fra Ponte del Castello e Rio Torretto (Tebano). Le linee guida del Pai, riconoscendo a quel tratto di argine la funzione essenziale per la tutela dell’abitato di Castel Bolognese, hanno permesso di superare lo storico conflitto pubblico – privato che non consentiva una corretta manutenzione di quell’argine. In questi giorni inizierà lo sfalcio e finalmente potremo vedere in quali condizioni si trova. Vorrei ricordare che nella sua parte finale verso il ponte di Tebano quell’argine, verso l’esterno, è ancora eroso – quindi ulteriormente indebolito – dalla esondazione del 2023 (V. foto in evidenza). E qui nessuno è ancora intervenuto.

Attenzione però. Pulire finalmente quell’argine è il minimo sindacale. Servirà er vedere se ci sono tane di fossori e a tamponarle. Saremo soddisfatti per questo? No. Il PaiPo dice che quell’argine va rinforzato, arretrato (per dare maggiore spazio all’acqua) e classificato. Nella sostanza, va rifatto. Questa è la condizione per diminuire il rischio di nuove alluvioni per Castel Bolognese e per i comuni della vallata. Abbiamo visto come nel maggio del 2023 le rotte del Senio – avvenute tutte in quel tratto di argine – abbiano allagato Solarolo, parte di Cotignola e giunte fino al Pavaglione di Lugo.

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La questione su cui, a mio parere, deve quindi concentrarsi l’interesse di tutti – PaiPo, Regione E/R, Comuni della vallata e popolazione è la progettazione e il rifacimento di quell’argine come opera prioritaria per il Senio. Questo è ciò su cui è bene concentraci, tutti uniti. 

Circa la vicenda delle Casse di espansione tornerò con una seconda puntata.

 

 

 

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