Escursioni

Da Auronzo a San Vito per la Forcella Grande

La passione per la montagna e il ricordo di don Pio e delle sue lezioni vita, animano ancora oggi le famiglie che, in suo ricordo, continuano a frequentare il Campeggio Alfonsine a San Vito di Cadore.
Oggi Alex e i giovani ragazzi raccontano l’escursione a piedi compiuta da Auronzo a San Vito, passando per la forcella Grande, il 19 e 20 luglio scorsi.

Partiti a piedi dal campeggio Alfonsine a San Vito, hanno preso l’autobus delle 7,37 per Calalzo – Auronzo.  Passato Auronzo, sono scesi alla fermata della colonia Gregoriana, nella frazione S. Marco (mt 1112). 

Hanno proseguito per qualche centinaio di metri lungo la statale in direzione Misurina, fino ad incontrare il sentiero CAI 226 che si addentra nella Riserva naturale orientata Somadida, il più grande e storico bosco del Cadore. 

Dopo una breve sosta all’ ingresso, dove si trovano una biblioteca e un piccolo museo di guerra con servizi pubblici annessi, il gruppo si è addentrato nella foresta ed è salito per un’ora e mezzo attraverso un bosco ombreggiato con una serie di tornanti spesso occupati da alberi caduti. Fino al raggiungimento di una bella cascata.

Da qui comincia un ghiaione dove si inizia a prendere decisamente quota. Si sale accompagnati sempre dal Rio di San Vito e da numerose cascatelle. Ad un certo punto si apre, ampia e lunga, la Valle di San Vito. Si sale il sentiero avvicinando sempre più da un lato il Gruppo del Sorapiss e dall’altro il Gruppo delle Marmarole. In cima alla valle si staglia, imponente, la Torre dei Sabbioni. Una volta superata si giunge alla Forcella Grande (mt 2255) da dove si vede San Vito.

I ragazzi della compagnia raccontano di un cammino lungo, a tratti faticoso. Un obbiettivo lontano da raggiungere ma che man mano lo si avvicina ti da la carica che serve a raggiungerlo. Una bella metafora della vita. Non dimenticano di ricordare e di raccontare la bellezza di un paesaggio che muta molte volte, prima la tranquillità del bosco, dopo la dolcezza dei prati fioriti, poi la scontrosità dei sassi, infine l’asprezza del vento e del freddo che si incontrano in cima alla forcella. Infine il ricordo di qualche nevaio e la bellezza di una sorgente che sgorga limpida e che coglie i riflessi delle possenti vette che gli stanno intorno.

Una volta pranzato in forcella, il gruppo è sceso al rifugio San Marco (mt 1823) dove ha pernottato e da cui è disceso a San Vito il giorno dopo.

Il tempo di percorrenza è stato di circa 5 ore fino alla forcella a cui si è aggiunto poco più di un’ora per la discesa al rifugio. Il dislivello in altezza è di circa 1200 metri.

La formazione: Alex, Consuelo, Giacomo, Valeria, Jarno, Lucia, Irene. 

Il racconto si conclude con una piccola raccolta di foto.

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6 commenti

  1. Domenico, grazie per i tuoi articoli sulle scarpinate in montagna la lettura mi stimola a ripercorre tanti piacevoli ricordi di escursioni fatte con e con tanti vecchi amici del campeggio di Don Pio; tempi passati ma quanti bei ricordi .. e adesso largo ai giovani. Ciao

  2. Mi sembra uno splendido giro, a settembre tornerò per qualche settimana in Cadore e l’ho già messa in programma 🙂 Secondo lei conviene farla nel verso descritto nell’articolo (partendo cioè da Auronzo) o è preferibile incamminarsi da San Vito? Conosco il sentiero per il San Marco, ma non ho mai proseguito oltre, e il mio dubbio è che la Val di San Vito sia forse più abbordabile in salita che in discesa, soprattutto considerato che vorrei completare l’escursione in giornata… consigli al riguardo? Grazie in anticipo 🙂

    1. Salendo da Auronzo il percorso è più lungo e meno ripido. Paesaggisticamente più bello.
      Salendo da San Vito è più duro. Dopo il San Marco si sale alla forcella a zig zag dentro un canalone di detriti (meglio farlo in discesa, a mio avviso).
      Tanti saluti e buona montagna. D

      1. Mmmm, non sono un’amante dei canaloni, ma ne ho affrontati alcuni talmente ripidi negli ultimi anni che sono pronta a tutto 🙂 Soggiornando a San Vito, pensavo che forse potrei raggiungere Auronzo in autobus, così da rientrare in paese con calma e non avere il problema di dove lasciare la macchina… considerato che lungo il tratto da Palùs San Marco alla forcella non ci sono fonti d’acqua, dovrò partire ben attrezzata, ma penso che alla fine ne verrà fuori un giro molto soddisfacente. Grazie ancora per le dritte e buona montagna a lei! 🙂

      2. Da San Vito, il pulmann delle 7,37 la porta alla frazione San Marco, dopo Auronzo, da dove può iniziare la scarpinata. In discesa lungo il canalone, il sentiero è comunque ben evidente. Tanti saluti.

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