La tariffa dei Consorzi di bonifica

La presa del canale dei Molini
La presa del canale dei Molini

Poco tempo fa ho ricevuto da un concittadino una lettera che tratta un argomento molto discusso. Un amico consigliere regionale – Mirco Bagnari – a cui mi sono rivolto, mi ha gentilmente risposto. Siccome il contenuto della risposta può essere utile a comprendere la questione, mi è parso utile pubblicare quesito e risposta.

QUESITO. Salve Domenico, scrivo anche a Lei che spesso è un riferimento nella comunità locale e magari ha già raccolto commenti a riguardo.

In questo periodo i residenti e le imprese del territorio, stan ricevendo l’avviso di pagamento della tassa annuale da versare al consorzio di bonifica della Romagna occidentale. Con rammarico però quest’anno, diversi abitanti hanno ricevuto un aumento spropositato rispetto agli anni scorsi. Alcune quote sono più che raddoppiate. Inutile telefonare al Consorzio: Viene risposto che è la Regione ad aver imposto gli aumenti. Ora come si può inviare una lamentela alla Regione? Ormai la scadenza del pagamento è alle porte. Non rimane che pagare nel silenzio generale delle istituzioni interessate che ben si guardano di giustificare gli aumenti. Inoltre al danno si aggiunge una beffa: Non tutti i cittadini hanno ricevuto l’aumento raddoppiato. Alcuni qualche euro di aumento. Altri il doppio se non il triplo. Così che riesce anche difficile raccogliere firme ed esporre il problema. Cordiali saluti…” (lettera firmata).

RISPOSTA. Ciao Domenico, ho provato a ricostruire la vicenda sui Consorzi di bonifica e le tariffe.

Quella dei nuovi piani di classifica è una questione piuttosto articolata che DOVREBBE avere avuto la seguente scansione temporale (scrivo “DOVREBBE” perché quello che trovi sotto è una ricostruzione “artigianale” che ho fatto io personalmente dopo avere messo insieme le diverse informazioni raccolte, quindi va tutto verificato ulteriormente, ma intanto così ci si dovrebbe orientare sul problema):

  1. La Regione con deliberazione n. 385 del 24 marzo 2014 ha approvato un documento chiamato “Linee guida per la predisposizione dei Piani di classifica da parte dei Consorzi di bonifica” contenente criteri e indirizzi per l’elaborazione dei nuovi Piani di classifica previsti dalla legge sulle bonifiche;
  2. Ogni Consorzio ha definito i suoi piani di classifica entro l’estate scorsa. I piani sono definiti e votati dai Consorzi, enti privati, anche se di diritto pubblico
  3. Le delibere dei nuovi piani dei Consorzi sono state oggetto di una fase di tre mesi in cui i contribuenti potevano presentare osservazioni.  Dopo le osservazioni i Consorzi hanno assunto le delibere definitive entro il 2015 perché i nuovi piani dovevano entrare in vigore entro il 2016
  4.  La legge (comma 4, art. 4 della L.R. 7/2012) ha previsto anche l’istituzione della Commissione tecnica per le bonifiche con il compito, di supportare la Giunta regionale nella valutazione della conformità dei Piani di classifica ai criteri ed indirizzi deliberati dalla Giunta regionale e nella   individuazione dei parametri tecnici atti a determinare quando le interconnessioni tra le reti fognarie e la rete di bonifica siano da considerare significative;
  5. La Commissione tecnica, di cui fanno parte tutti i portatori di interesse si é riunita a fine 2015 ed ha dato parere tecnico positivo sui vari piani, valutando attentamente anche che non si creassero eccessi in aumento o in diminuzione delle tariffe preesistenti. Per gli scostamenti rilevanti, in più o in meno è prevista una transizione spalmata nel tempo alle nuove tariffe.
  6. Dopo il parere positivo della Commissione la Giunta, a dicembre 2015, ha approvato il parere di conformità ai criteri di legge di tutti i piani di classifica dei vari Consorzi. Da specificare che è stato dato solo un parere di conformità, ma i piani non vengono fatti né deliberati dalla giunta, bensì dai consorzi
  7. In tutte le delibere di Giunta è riportata questa dizione:

a) di stabilire che  qualora si determinino degli scostamenti significativi nelle posizioni contributive rispetto a quelle determinate con i piani precedenti, si debba applicare  nella riscossione un meccanismo di gradualità e perequazione in modo da mitigare l’impatto dei nuovi Piani e accompagnarne la progressiva messa a regime sotto il profilo del contributo intervenendo sulle seguenti posizioni contributive:

– per i comprensori di pianura per aumenti maggiori di € 100 e maggiori del 20% rispetto ai Piani precedenti;

– per i comprensori di montagna per aumenti maggiori di € 50 e maggiori del 15% rispetto ai Piani precedenti;

b) di stabilire che il tempo congruo per il completamento del processo di gradualità e perequazione sia costituito da cinque annualità durante le quali la fissazione del contributo si avvicinerà progressivamente al contributo determinato dal nuovo piano di classifica; 

c) di precisare che il meccanismo di gradualità riguarda sia gli scostamenti in aumento che quelli in diminuzione in modo che vi sia una compensazione che si ponga a garanzia del mantenimento delle risorse indispensabili allo svolgimento delle funzioni e allo stesso modo vada progressivamente ad annullarsi nel lasso temporale previsto per la messa a regime anche dell’aspetto contributivo dei nuovi Piani di classifica

Per il momento questo è quanto.

In sintesi, la determinazione precisa delle tariffe sembra non essere competenza diretta della Regione, che, però, è vero, da delle linee guida entro le quali i consorzi decidono. Quindi chi risponde “parlate con la Regione” mi sembra che usi un metodo un po’ troppo sbrigativo ed eccessivamente semplificatorio.

Resto a disposizione per tutti gli approfondimenti del caso.

Ndr – Personalmente non sono in grado di esprimere pareri sulla vicenda. Dico solo che il Consorzio di bonifica si occupa della regimazione della rete scolante. Aiuta quindi a raccogliere e a portare l’acqua ai fiumi. Credo svolga una funzione fondamentale e lo fa anche con una certa cura per l’ambiente e il territorio. Ricordo molto volentieri la gestione del Canale dei Mulini e di alcuni suoi manufatti come la diga steccaia di Tebano e il molino di Scodellino.