Politica

Le dimissioni di Savorani

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Castel Bolognese – Giardini Peroni – Aceri

Conosco Savorani da più di trent’anni e penso che la scelta compiuta di abbandonare il suo partito gli sia costata molto. Mi chiedo se sia stata la scelta giusta.

Savorani ha detto di essersi dimesso perché non più in sintonia con il partito che lo ha indicato come assessore. E la mancata sintonia pare derivi dal fatto che il suo ex partito non riesce a tenere a bada Renzi.  Mi chiedo se la soluzione per coloro che non vedono bene Renzi, sia consegnargli il partito. Ne dubito molto. C’è il congresso alle porte, coloro che non condividono Renzi, organizzino idee e forze e si battano per farle prevalere.

La seconda perplessità deriva dal fatto che Savorani è l’Assessore alle attività economiche e al lavoro di Faenza, ossia del comune cardine dell’Unione dei comuni della Romagna faentina; tratta una materia molto importante che ha riflessi che vanno oltre i confini della sua città. Ha ricevuto quell’incarico (importante) dal Sindaco per attuare il programma elettorale che ha avuto il consenso maggioritario fra i cittadini. Lui stesso dice che non c’è una relazione fra le sue dimissioni e il suo lavoro di Giunta. Savorani lega però le sue dimissioni dal partito a quelle da assessore, facendo prevalere il vincolo di mandato partitico all’incarico ricevuto dal Sindaco. Ai tempi del PCI, questa “coerenza” gli avrebbe reso onore, ma oggi desta perplessità.

Savorani con le sue dimissioni così motivate parrebbe non avere ben compreso che le cose sono cambiate. Che quel modello di partito idealista, che etero dirigeva tutto – per fini anche nobili – è crollato sotto i colpi della storia. I suoi succedanei, purtroppo, si sono mostrati sempre più strumenti di gestione del potere corporativo, fino a staccarsi dai cittadini e dal loro mondo di riferimento: il mondo del lavoro, della produzione, dei diritti, della tutela dei diseredati.

A ben guardare le dimissioni di Savorani sembrano volere rimpiangere un modello di partito che in questi anni, anche nella nostra provincia, si è dimostrato spesso, inerte, arrogante, vicino al potere, ma lontano dai cittadini. Un partito da rinnovare profondamente, da collocare saldamente nell’alveo del centro sinistra e dell’Europa progressista, non certo però da abbattere o da regalare.

 

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Un commento

  1. Quante cavolate che dite….sapeste qual’è il vero motivo per cui va via….
    ‘Sto qua scrive che lo conosce da più di 30 anni; io da più di 40!
    Vedremo chi ha ragione: “ai posteri l’ardua sentenza!”

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