Politica

La benzina di Bersani

Stamane la stampa locale da notizia del fatto che il distributore di carburante indipendente sorto nell’area Conad, in via San Silvestro a Faenza (ex distilleria Neri), verrà ampliato con una nuova pompa erogatrice e con una seconda cassa.

Quel distributore è conosciuto da tanti automobilisti per il fatto che il carburante costa meno, e non di poco: circa 8 centesimi al litro rispetto alla media delle altre pompe. Per un pieno di 50 litri vuole dire, se non erro, 4 euro di risparmio. Il fatto è che per gran parte della giornata è inaccessibile a chi non ha troppo tempo a disposizione, causa le lunghe fila alle pompe e alla cassa.

L’aspetto veramente positivo di quel distributore è costituito da fatto che la politica dei prezzi praticata ha trascinato al ribasso anche quelli delle pompe di tutta la zona (sicuramente di Faenza e Castel Bolognese) con un beneficio quindi che si è riversato in una platea molto vasta di consumatori. Infatti, la pompa di distribuzione più vicina a questo impianto pratica un prezzo superiore di un solo centesimo, ampiamente giustificato dal servito.

Coloro che viaggiano per l’Italia possono testimoniare che nel faentino la benzina costa mediamente meno, o molto meno  che altrove.

Di tutto questo occorre dare atto a Bersani che, da Ministro dell’industria del governo Prodi, liberalizzò il prezzo della benzina, consentì ai supermercati di venderla (così come in tutta Europa), approvò la trasformazione strutturale delle stazioni di servizio.

Questo è sicuramente un punto a favore di Bersani che gli elettori debbono conoscere, nella certezza che, se vince le elezioni, potranno esserci altri provvedimenti di questo tipo.

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4 commenti

  1. Roberto, il suo commento contiene numerose inesattezze.
    Non furono né Bersani né Prodi a impegnare lo Stato Italiano nella promozione della forma cooperativa ma si tratta di una specificità prevista nella Costituzione, all’art.45, che recita: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità (…)”
    L’ultima riforma fiscale complessiva in materia di tassazione sulle cooperative è stata fatta dal Governo Berlusconi nel 2002.
    In breve la fiscalità agevolata riguardava solo gli utili destinati a “riserva indivisibile” e che non possono mai entrare nelle disponibilità dei soci, né in vita della cooperativa né alla cessazione, utilizzabili quindi solo per investimenti nella stessa cooperativa.
    Successivamente, sempre con il governo Berlusconi, la finanziaria Tremonti ha ridotto notevolmente questa agevolazione, tassando una percentuale più alta degli utili, anche se destinati a riserva. L’affermazione “non pagano neanche un quarto delle tasse” è molto lontana dalla realtà perché le cooperative pagano regolarmente tutta la tassazione sul lavoro, l’imu e qualsiasi altra forma di tributo previsto.
    Se fosse così agevolante probabilmente sarebbero molti di più gli imprenditori in forma cooperativa, ma gli obblighi delle cooperative a forte di queste piccole agevolazioni sono notevoli: gli utili non sono divisibili, vige il principio “una testa un voto”, a prescindere dal capitale conferito e della porta aperta a eventuali nuovi soci.

    Elena Zannoni – responsabile organizzazione Legacoop Ravenna

  2. Io non darei tanti meriti al caro bersani, il carburante al conad costa meno perchè proprio bersani e l’altro suo socio prodi hanno fatto si che, alla faccia dei privati, le coop pagano neache un quarto delle tasse guadagnando in questo modo tantissimo rispetto ad un privato.
    In più ha tolto posti di lavoro, provi a contare i dipendenti dei distributori della zona e poi senza dimenticarne il numero vada al conad e conti quelli che trova

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