Così, il nostro viale potrebbe morire

Ieri pomeriggio, mentre nella sala del Consiglio Comunale di Faenza passavano le immagine del nostro viale della Stazione deturpato, si sono udite risa di compatimento. Penso che i castellani presenti, che vogliono bene alla loro città, abbiano provato un sottile senso di vergogna. Per me lo è stato. Assieme al rincrescimento per non avere fatto abbastanza perché quell’errore non venisse compiuto.

Nel corso dell’iniziativa, promossa dal Comune di Faenza sul tema “Il verde in città”, l’agronomo Giovanni Morelli e Mirco Tugnoli hanno presentato relazioni su: “Gli alberi, pilastri della terra, pilastri della città”. Si è trattato di una conferenza propedeutica alla stesura del Regolamento sul verde che dovrebbe valere per tutti i comuni dell’Unione della Romagna faentina. Quindi anche per Castel Bolognese.

Mentre nella sala erano presenti amministratori del comune di Faenza, sindaco in testa, e gran parte dei tecnici comunali, compreso il loro dirigente, non ho avuto il piacere di notare presenze castellane che non fossero di semplici cittadini.

Sarebbe stato interessante e utile che quanti hanno avuto un qualsiasi ruolo nella decisione sul tipo di potatura dei tigli del viale della Stazione di Castel Bolognese avessero ascoltato, ed eventualmente interloquito, con quanto i tecnici studiosi e specialisti dell’argomento, hanno detto. E’ stata senz’altro un’occasione persa. Come quella di non essere stati presenti all’iniziativa svolta, sempre su questo tema, a Castel Bolognese.

Fra le tante notizie esposte sugli alberi, tre mi hanno particolarmente colpito.

  1. Il tema della trattazione degli alberi ornamentali è innanzitutto un problema culturale. Questo determina (ma non giustifica) gli errori che solitamente vengono compiuti, sia dai privati che dal pubblico. A ben vedere, non è aspetto di poco conto.
  2. Il problema del viale della Stazione di Castel Bolognese non è solo di tipo paesaggistico, ma soprattutto derivato dal fatto che, con quella potatura – e con quella veramente distruttiva del 1975 -, si sono costruite le premesse affinché quel viale, fra 10-15 anni sia definitivamente compromesso in modo tale da dovere essere reimpiantato. Questa affermazione non ha bisogno di commenti.
  3. Gli alberi ornamentali, oltre ad avere un valore, paesaggistico, storico, sociale, ambientale, hanno anche un valore economico. E’ stato portato come esempio un particolare albero in una piazza di Londra (citata), il cui valore è stato stimato in un milione di euro. Mi chiedo, se al termine di una discussione che non può dirsi conclusa, fosse confermato che quel tipo di potatura arrecherà un danno a quegli alberi, tenuto conto dei valori sopra citati, chi risarcirà e come verranno risarciti i cittadini per il danno loro arrecato?