Castel Bolognese

Ricordiamo Carlo Pirazzini

Carlo Pirazzini in una foto degli anni novanta

Questa sera a Castel Bolognese, al Teatrino del Vecchio Mercato – in via Rondinini 11 – l’Associazione Pietro Costa ricorda il decennale dalla scomparsa di Carlo Pirazzini.

Carlo Pirazzini, castellano dalla nascita, pur con il suo comportamento riservato e schivo, mai sopra le righe, ma grazie al suo impegno costante negli ambiti della politica e del sociale, è stato certamente un protagonista di rilievo della vita comunitaria castellana nel corso degli ultimi trent’anni del novecento.

Rammento il suo costante impegno nel P.C.I., nel Consiglio Comunale e poi come amministratore nell’ Ente Ospedaliero e nelle giunte del sindaco Franco Gaglio. Lo ricordo come una persona tenace e positiva. Il lavoro e il suo impegno politico non gli impedì di essere attivo anche nel volontariato, particolarmente nell’Avis dove gli attivisti di allora lo ricordano ancora con grande affetto.

Raggiunta la pensione, Carlo Pirazzini affiancò alla sua passione per la politica, un’azione incisiva per la tutela del patrimonio architettonico e ambientale di Castel Bolognese. Fu protagonista attivo nell’alimentare un Comitato di cittadini, del quale divenne il presidente. Carlo era molto addolorato del fatto che la guerra, oltre ad avere colpito pesantemente la propria famiglia, avesse tolto al suo paese la Torre civica. Assieme ad altri, si battè in quegli anni perchè il tema della ricostruzione della Torre e del campanile della chiesa di San Francesco, fosse posto al centro dell’attenzione dei cittadini e della politica.

Alla costante azione politica e sociale, Carlo Pirazzini affiancò poi la grande passione per il dialetto romagnolo. A mio parere questo fu un aspetto di grande rilievo della vita di Carlo che gli consentì, fra l’altro, di mostrare altre faccie del suo carattere poliedrico. Quelle dell’allegria e dell’ironia, sempre espresse con misura.

Carlo Pirazzini non c’è più, ma rimane il suo insegnamento che ci riporta a quel senso positivo di comunità coesa che dobbiamo preservare e sviluppare.

Articoli correlati

7 commenti

  1. Domenico, io ricordo bene una riunione pubblica in sala consigliare sulla riqualificazione della piazza. Si discusse molto, e ricordo bene Stefano Borghesi che prese la parola per dire che la nostra era la piazza più brutta della Romagna dopo quella di Cotignola. Se non lo era allora, credo che lo sia diventata oggi.
    Era ancora sindaco Dardi, per cui di tempo mi pare ne sia passato molto. Non ti pare? Credo fosse il 1997, 15 anni fa.
    Progetti, percorsi, discussioni sono sempre benvenuti. Ma consentimi di essere piuttosto rassegnato sull’argomento.

    1. Borghesi aveva ragione. Il fatto è che Cotignola ha gia un progetto che sta discutendo con i cittadini per la sua piazza. Siamo ultimi, come per i sottopassi, la circonvallazione… . Bisogna fare qualcosa.

  2. Di riscoprire le fondamenta della Torre se ne parla da 30 anni, quando se ne interessò moltissimo Oddo Diversi. E alla Torre si interessò tanto anche Pirazzini, come è noto. Purtroppo da alcuni questa sua passione per la Torre era molto malvista… infatti non solo non si è ricostruito, ma non si è nemmeno fatta un’opera importante sulle fondamenta.
    Finirà come la storia della circonvallazione: non si farà mai nulla.
    Erano tutte cose da fare quando soldi da spendere in opere pubbliche ce ne erano tanti. Ora non c’è possibilità di fare nulla.

    1. Io non credo che ci si debba rassegnare a mantenere la nostra piazza nelle attuali condizioni. Ci vuole un progetto e un percorso. Intanto si potrebbe chiedere ai cittadini che idea hanno della loro piazza. Insomma, aprire una discussione partecipata per fornire ai tecnici che poi dovranno progettarla alcune linee di indirizzo possibilmente condivise. Le idee non costano, recuperiamo almeno quelle. Contemporaneamente i politici hanno il dovere di predisporre un progetto finanziario, coinvolgendo tutto ciò che è necessario coinvolgere. Primo crederci. Secondo agire con perseveranza e passione.

  3. credo che il modo più efficace di ricordare Carlo Pirazzini sia quello di riportare alla luce le fondamenta della Torre, stante che il suo totale ripristino, mi sembra difficile.

  4. Bella serata direi, io Carlo Pirazzini lo conoscevo solo di vista ma il ritratto che ne è scaturito dalla serata mi fa pensare: ce ne fossero anche ora di persone simili in paese………forse qualche piccolo passo avanti si potrebbe fare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controlla anche
Close
Back to top button