Alla fine Miguel straripa

Cotignola - Creativi all'Arena della balle di paglia

Ieri sera all’Arena delle balle, ad un certo punto il pubblico in prevalenza maturfemminile (senza offesa alcuna, io sono il più tardo di tutti) ha cominciato a scalpitare. Il ballerino, Miguelete, non usciva. Bravissimo il chitarrista e altrettano bravo il violoncellista di gamba, ma insomma, il pubblico voleva il ballerino. Quel signore gentile che nel tardo pomeriggio aveva “provato” dando un saggio della sua classe e che poi si era intravisto sull’argine del Senio, fra i pioppi e le acacie, a ciondolare lentamente il suo corpo e le sue membra con lievità e leggerezza. Pareva un omaggio alla filosofia di quelli di Primola.

Finalmente arriva una breve uscita di Miguel, un assaggio, la platea che si predispone al meglio … e viene annunciato l’intervallo. Mario, l’anfitrione di Promola, colui che all’inizio aveva chiesto al pubblico di sopportare il ritardo, perchè al botteghino la fila non si esauriva, colui che per intrattenere il pubblico aveva disquisito sui simboli allegorici della paglia, colui che aveva lanciato l’asta delle balle – un’euro come base di partenza – perchè così piccole i contadini non le vogliono comprare, colui che ci ha chiesto di comprarla per metterla nel salotto di casa con un vetro sopra, annuncia che l’intervallo sarà almeno di 20 minuti.

I tantissimi del pubblico dell’Arena inebetiscono, ma dimostrano tutta la loro grandezza. Da buoni romagnoli rispondono con una piadina imbottita e un boccale di vino o birra. E inc… ai profeti di sventure.

Cotignola - Arena della balle di paglia, aspettando Miguel

ll secondo tempo parte piano, ma subito c’è lo scatto. Il ballerino si cambia i pantaloni e via in un crescendo che finisce in un tripudio che non sò quanto consono alla musica colta, ma sicuramente espressione genuina di un pubblico che così manifesta la propria gioia e anche la propria filosofia di vita. Davvero un grande finale.

Ho parlato in modo scherzoso di quello che però è stata senz’altro l’esibizione di grandissimi artisti internazionali. Un vero tocco di classe nella goliardia dell’Arena e dei personaggi che la fanno vivere.

Concludo con un’annotazione che dimostra quanto nelle arti le cose che valgono non abbiano confine. Era uno spettacolo, quello di ieri sera, di flamenco, quindi, nella vulgata popolare, richiamava prepotentemente la Spagna. Ebbene, il violoncellista è un lettone, il chitarrista è un polacco e il ballerino? Il ballerino è…. un tedesco. Si, proprio un tedesco, di quelli della Merkel. E questo può fare molto riflettere e farci capire le ragioni di tante cose oggi di attualità.

Questa sera grande finale. All’Arena non poteva mancare un richiamo alla fantasia felliniana, poi la musica zingar-balcanica, infine un live di musica intimistica (?), rock, blues, folk (e qui mi perdo). Vi aspettiamo.