Santa Maria per tutti

Castel Bolognese - Santa Maria della Misericordia

“Ambienti da destinarsi a diverse funzioni, nel rispetto delle caratteristiche originarie e degli elementi architettonici più significativi, potrebbero essere restituiti alla città sotto forma di polo culturale dedicato all’arte, alla creatività, alla socialità”. Questa è la proposta dei promotori della mostra sul complesso architettonico di Santa Maria della Misericordia, la bella iniziativa promossa per la Pentecoste, ideata dall’Associazione culturale Pietro Costa e curata dallo Studio Malucelli Architetti Associati. Con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

Dunque, un polo culturale per la città. Giusto quello che avrebbe potuto essere il Palazzo Ginnasi e che, alcuni decenni fa, non si ebbe il coraggio di realizzare. L’idea non è nuovissima, tant’è che da anni parte di quei locali funzionano già sotto l’egida di Centro Culturale Polivalente. Con la mostra e con lo studio che ne sta alla base, si raccoglie l’idea e la si promuove a progetto. La chiesa di Santa Maria della Misericordia è l’opera di maggior pregio artistico e storico di un complesso più vasto di cui fa parte l’ex ospedale di Santa Maria (gli attuali locali del centro espositivo) e l’adiacente palazzo Zacchia-Rondinini. Il complesso è quindi un tutt’uno architettonicamente omogeneo. Da qui la proposta che si pensi ad una ristrutturazione progettata nel suo insieme. In sostanza un piano particolareggiato per il recupero di una porzione del centro storico. Una delle poche con un rilevante interesse storico e culturale. Un progetto che nella sua fase progettuale dovrebbe collegarsi ai Beni culturali e nella sua fase realizzata potrebbe vedere il coinvolgimento della Regione, oltre che, naturalmente dei privati.

Vedremo se le risposte saranno, o potranno essere, all’altezza delle aspettative. Nell’attesa però, si potrebbe partire con l’adeguamento dei locali della ex chiesa. Per metterne in risalto ancor più il valore architettonico, ma anche per mettere a disposizione della città uno spazio pubblico per dibattiti, conferenze, musica, ecc.. In sostanza per coprire il vuoto lasciato dal diverso uso che si è fatto del vecchio Auditorium comunale. Risulta che per rendere lo spazio adeguato ad uso pubblico non servano molti denari. Potrebbero derivare da una iniziativa rivolta ai cittadini e alle attività economiche. Io avrei un’idea, che naturalmente esporrò, se saranno create le condizioni.