ASPettando una scelta

Castel Bolognese - Sede ASP Solidarietà Insieme

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Entro settembre, in Emilia Romagna si deciderà chi dovrà gestire i servizi sociali, oggi gestiti in vario modo: pubblico, privato, privato sociale, pubblico con supporto di personale di cooperativa.

Questa scelta, che viene chiamata accreditamento, vuole essere una certificazione di qualità delle strutture abilitate. In particolare non sarà più possibile che le strutture pubbliche, come ad esempio la nostra Casa di Riposo, sia gestita con proprio personale, supportato da personale di cooperative. O queste figure professionali di supporto vengono assunte, mantenendo così la gestione pubblica, oppure la gestione delle strutture deve completamente passare ad aziende private, cooperative o altro.

Occorrerà quindi decidere se i Comuni debbono gestire i servizi per mezzo delle Asp, aziende appositamente create per questo scopo da una legge Regionale che ha mutato la natura delle vecchie Ipab/Opere Pie, oppure se consegnare le chiavi delle strutture pubbliche (pagate dai cittadini tramite la fiscalità o edificate dalle ingenti donazioni dei cittadini avvenute nei secoli) e dei servizi ad aziende private che operano ed opereranno, come è ovvio, a scopo di lucro, ossia per guadagnarci denaro.

Io penso che l’opzione della gestione pubblica non debba assolutamente cadere. Ritengo che la delicatezza dei servizi alla persona, particolarmente per gli anziani, essendo loro l’anello più debole ed esposto della catena, comporti una visione sociale che il pubblico può garantire meglio. Particolarmente per quanto riguarda l’assistenza domiciliare, per la flessibilità che occorre garantire nel rapporto con l’utente e per le mille sfaccettature che comporta (relazione con i familiari, il condominio, il vicinato, il volontariato, ecc.) e posta la funzione strategica che si vuole fare assumere a questo intervento.

Naturalmente non si può eludere la realtà (economica, produttiva, occupazionale) delle cooperative sociali. Occorre quindi lavorare per una soluzione equilibrata che tenga conto anche del passato. A mio avviso nulla osta che il privato venga accreditato per la gestione di alcune strutture (pagando naturalmente un canone, se di proprietà pubblica) dove la loro gestione è consolidata e dove le variabili dipendenti sono minori.

Infine, una semplice considerazione. La legge regionale ha creato le Aziende di Servizi alla Persona, ponendole in mano ai comuni, perchè questi possano gestione tramite loro i servizi sociali. Qualora con l’accreditamento i servizi venissero affidati ai privati, cosa farebbero dopo le Asp, venendo a mancare la loro principale funzione statutaria?