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Porto Sant’Elpidio in plein air

Nella settimana fra il 6 e il 12 settembre (2021), alla ricerca di acqua di mare limpida quanto più vicino a casa, ci siamo fermati qualche giorno a Porto Sant’Elpidio (Bandiera Blù). Per poi risalire a Fano. Siamo nelle Marche, un bell’entroterra, mare abbastanza pulito, ma una costa per lunghi tratti devastata da un inurbamento senza regole comprensibili.

La zona di Porto Sant’Elpidio è dotata di diverse aree camper, tutte private. Siamo approdati al Fronte mare parking, dopo avere litigato con i sottopassi, molti dei quali non transitabili col camper. Arrivati la domenica, era quasi al completo: 150 posti, senza ombra. con parecchia polvere. Un aspetto non edificante e ancor meno accogliente. Dodici euro al giorno, più due per la luce, servizi presenti, ma abborracciati. Per fortuna dal lunedì con meno camper presenti siamo stati meglio e abbiamo potuto guardarci attorno.

La spiaggia è di sassi, ma l’acqua è bella e trasparente, anche se cresce in fretta, quindi balneazione poco sicura. Le barriere di protezione, se sono presenti, sono sotto il livello del mare, questo offre una vista al largo sgombra, eccetto una grande struttura in acciaio, forse un pozzo per trivellazioni. Nessun bagnino per la sicurezza e i “bagni” che si sono cautelati con cartelli che dicono che la “struttura” è aperta solo per prendere il sole. Ricordo che però siamo in settembre, quindi non nel pieno della “stagione”.

Dicevo che l’area è quasi fronte mare. Davanti una strada, una bella ciclabile, un ampio corsello pedonale, i servizi di spiaggia – tutti con adeguata ristorazione – e la battigia. La ciclabile è in sede protetta, però non adeguatamente ampia. A nord si interrompe col territorio di Civitanova Marche (peccato), mentre a sud procede oltre Sant’Elpidio, non si sa fino a dove. Questo tratto, colorato di rosso, fa parte della ciclabile Adriatica in costruzione.

Fra le cose belle, proprio davanti all’area, sono presenti sei piccole costruzioni in legno dove i piccoli pescatori locali vendono ogni giorno il pescato. Va detto che nonostante la città si fregi del nome Porto, non ha porto e quindi non abbiamo notato dove tengono le barche. Ogni mattina arrivano con le reti del pescato dentro piccoli autoveicoli a cui aggiungono piccole quantità recuperate in qualche mercato. Abbiamo capito che pescano su, verso Fano, dalla cui marineria hanno anche mutuato in parte il mestiere. Adesso è la stagione delle cannocchie, ma anche sogliole, triglie, mazzancolle.

Pescatori al lavoro dietro le loro “botteghe”.

La cosa certa è che ogni mattina, a pochi metri dai camper è disponibile il pesce fresco di cui noi ci siamo abbondantemente serviti per confezionare ottimi piatti. Quando siamo ricorsi ad un bel fritto da asporto in un localino davanti all’area, abbiamo incontrato una frittura mista di ottima qualità. La migliore che abbia mai mangiato.

Dicevo di un certo disordine edilizio. Dopo il fiume Tenna che segna a sud l’inizio di Porto San Giorgio, percorrendo la ciclabile si incontra un fitto agglomerato urbano, sovrastato da un possente grattacielo costruito a poche decine di metri dall’acqua. Un vero abominio, ma ciò che stupisce è che tutta l’area appare essere abitata in massima parte da cittadini stranieri che la rendono assimilabile ad un ghetto. Naturalmente si spera che questa sia solo una impressione e che invece la realtà sia diversa.

Possente costruzione in cima al mare

Un cenno infine ad una bella pineta attrezzata verso nord, sempre lungo la ciclabile e a diversi tratti di dune naturali, in parte deturpate dai rifiuti che, se in futuro saranno degne di maggiore attenzione, potranno essere trasformate in un bel parco tematico.

Il progetto della Pineta

Come avete letto cose belle e cose meno belle. Dove però i turisti in camper sono bene accolti in riva al mare, anche con cartelli di benvenuto (e non in un parcheggio scambiatore lontano dal mare chilometri come in una rinomata località dalle nostre parti).

Adesso alcune foto a testimonianza di quanto abbiamo visto.

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