Verso sud sette, Locorotondo

A Locorotondo la sosta per i camper si trova nel piazzale dello stadio. E’ solo parcheggio, ma adeguato, in leggera pendenza che si corregge con piccoli cunei. Dista poche centinaia di metri dal centro storico.

Locorotondo è uno dei Borghi più belli d’Italia.

Città bianca, eretta in cima ad un colle e caratterizzata da una viabilità a cerchi concentrici. Siamo già stati sette anni fa, però ci stupisce piacevolmente all’ingresso nel borgo, subito dopo la porta, incontrare la stessa persona che ci accolse sette anni fa. Si tratta di un volontario della Pro loco locale, associazione che qui ha un ruolo preciso nell’accoglienza dei turisti.

Locorotondo, ospitale.

La prima passeggiata la facciamo al mattino.

Colpisce la pulizia del centro e un sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta funzionante. Incontro uno spazzino che mi dice essere orgoglioso del suo lavoro e che a Locorotondo differenziano l’81% dei rifiuti. Si nota nelle istallazioni presenti, un forte richiamo ai cittadini sul tema rifiuti. Poi, però, capita anche di ascoltare involontariamente il dialogo di una famigliola che sgranocchia olive che, quando il babbo getta i semi nel cestino dei rifiuti, il figlio lo rimprovera suggerendogli, piuttosto, di buttarli in terra.

Camminando per le vie veniamo subito attratti dagli addobbi natalizi e dalle tante luminarie.

Attendiamo curiosi la sera e la sorpresa è davvero sorprendente. I colori, le luci, il contrasto con le bianche abitazioni offrono uno spettacolo veramente bello, direi inaspettato. Col calar della luce, la cittadina si anima sempre più di persone, fino ad arrivare al punto che, verso le diciannove, non ci si da più la strada. Allora apprendiamo del grande successo di pubblico favorito dalle luminarie, del fatto che la voce si è sparsa fino a diventare virale nei social, con milioni di visualizzazioni. Insomma un fenomeno che la dice lunga sulla potenza dei social, ma che parla anche di lungimiranza dei commercianti del luogo che hanno promosso l’iniziativa.

Rientriamo verso le venti ai camper e ancora per almeno due ore udiamo allegre famigliole salire verso il borgo. Senza contare i pullman che scaricano e caricano comitive di visitatori.

Il mattino dopo, attirati dalla curiosità di  vedere le mura e lo skyline  del paese scendiamo in basso per ammirare il borgo bianco e l’effetto che fa stagliato verso il cielo blu. Davvero bello. Rientriamo dalla porta ad ovest e notiamo diverse epigrafi sulle colonne della porta. Quella dedicata a Garibaldi è molto sobria. Mi ricordo allora che diverse volte, per ultima al castello di Manfredonia, ho incontrato persone che mi hanno parlato di Garibaldi in termini non proprio entusiastici. La tesi è che Garibaldi sia stato un feroce conquistatore per conto dei Piemontesi e che, in quella fase storica, il meridione abbia subito una unificazione che loro non avevano cercato. All’obiezione che la storia parla diversamente, dicono che la storia è scritta dai vincitori.

Nel pomeriggio, saliamo per dare un’ultimo sguardo al borgo. Non c’è folla e possiamo apprezzarne l’architettura, i famosi tetti “a cummerse”, a punta; il Palazzo Morelli con la sua grande porta e i suoi balconi barocchi; l’imponente chiesa Madre dedicata a San Giorgio, simbolo dello storico potere della Chiesa. A mio parere, Locorotondo è uno dei più bei borghi della Puglia.