L’argine sbarrato suscita interesse

Fiume 021Solo il primo giorno, sono stati 300 i clik sull’articolo di venerdì del blog dedicato alla vicenda della chiusura dell’argine del fiume; 255 quelli a Castelbolognesenews.eu. Se a questi dati si aggiungono le molte condivisioni e commenti su Facebook, si può ben dire come la vicenda desti  un grande interesse nell’opinione pubblica di Castel Bolognese e dei comuni vicini.

Mi permetto di dire a quei politici locali che pensano si tratti solo di una mera questione di servitù di passaggio e di proprietà privata, che questa “misera” vicenda non è di poco conto. E sopratutto non è di quelle che possano essere passate in camuffa. Attorno a questa vicenda – ne parlavo già in Si vorrebbe vietare il passaggio… –, ruota un aspetto del diritto della tutela dei “beni comuni”, evidenziato in questo caso dalla possibilità da parte dei cittadini di fruire del godimento rappresentato dal corridoio ambientale e paesaggistico costituito dal “loro” fiume. Così come lo è sempre stato fin dai secoli scorsi, quando i castellani hanno fatto del fiume Senio, nel suo percorso dal Ponte del castello alla Diga steccaia, uno degli elementi indentitari del loro luogo abitativo. Penso che chi mantiene qualche radice a sinistra dovrebbe essere sensibile a questo tema.

Mentre i cittadini sensibili all’argomento, sono in attesa di notizie da parte delle autorità competenti e da parte del Comune, si è saputo di una petizione in corso nella città. Si registra anche l’interessamento al problema da parte delle associazioni di bikers.

Aggiungo che la Provincia sta progettando un percorso ciclo-pedonale dal mare alla collina, sopra gli argini del fiume Lamone. Sarebbe bello pensare ad analogo percorso anche lungo gli argini del Senio, da Riolo Terme alla sua foce nel Reno, quindi un collegamento fra l’Appennino e la Bassa Romagna. Ragioni pure queste, che inducono a sperare in una rapida e definitiva soluzione dell’intoppo castellano.