La pesca tabacchiera

Pesca tabacchiera
Pesca tabacchiera

Il giardino dei frutti continua a dare prodotti. E’ il momento della pesca tabacchiera. La scoprii alcuni anni fa all’agriturismo Speca di Martinsicuro. Cercai la pianta e la misi a dimora nel mio orto dei frutti a Cotignola, in Romagna. Dopo quattro anni raccolgo frutti copiosi.

E’ una pesca a pasta bianca, molto dolce e succulenta. Odora leggermente di vaniglia. Essendo piatta, anzi, leggermente concava con al centro un seme piccolissimo, si addenta che è un piacere. Non ha prezzo, se raccolta dall’albero ben matura e assaporata all’istante. Immagino sia deliziosa anche trasformata in marmellata (quest’anno ci provo, poi vi dirò).

Se disponete di un poco di terreno, e accanto all’orto volete crescere qualche pianta da frutto per il consumo familiare, questa qualità molto particolare di pesca, attecchisce bene anche in Romagna. Necessita di pochi “trattamenti”. Quello più importante è l’antibolla da farsi in primavera a gemme ingrossate e da ripetere ogni 15 giorni fino alla scamiciatura dei piccoli frutti. Nel corso dell’estate qualche trattamento antimuffa e, se necessita, quello contro i “pidocchietti”. Quest’anno, per dirla alla contadina, ce n’è un’invasione.