Orto, reimpianti e conserve

(2 agosto) Dopo la debacle, si lavora per la rinascita.

I lavori. Dopo avere ripulito l’orto delle piante secche, ho provveduto a rilavorare la terra libera con la fresa. Il lavoro, causa il gran caldo è stato arduo e faticoso. Innaffiature regolari, goccia a goccia.

Le semine. Ho seminato i fagiolini e messo a dimora alcune piante di zucchine. Sono convinto che a fine agosto potrò avere a disposizione le zucchine e ad inizio ottobre i fagiolini. Ho seminate le rape rosate per l’autunno, i finocchi e messo a dimora piantine di insalata, di porri, quelle dei sedani e quelle dei cavoli. Per la messa a dimora, dopo avere raffinato la terra, ho tracciato i solchi, ho concimato con stallatico ed ho innaffiato. Poi ho deposto le piantine, le ho rincalzate con la terra e steso i tubicini dell’irrigazione, che deve essere costante almeno fino all’attecchimento certo. Ricordate che le piantine di sedani e di insalata vanno interrate solo fino al colletto.

Il raccolto. Qualche pomodoro, alcune melanzane e cetrioli, qualche zucchina nelle piante che vecchie ancora in vita. Poi carote e cipolle. E i meloni, belli e dolci. Insomma, ci si accontenta.

Il giardino dei frutti. Improvvisamente sono venute a maturazione le percoche, le pesche che si usano per i vasi e la marmellata. Pochi ci credevano, ma la scommessa è vinta. Anche un frutticultore improvvisato, può riuscire a produrre la frutta che gli serve. E con pochissimi trattamenti. Con il primo stacco abbiamo confezionato 20 vasi sciroppati di quel delizioso e profumato frutto.

Le conserve vegetali. Assieme alle percoche sono venuti a maturazione i pomodori che abbiamo lavorato per confezionare la passata. La produzione è stata scarsa, ma quanto ci serve per l’anno a venire è garantito. Le ricette che noi usiamo per le pesche sciroppate e la passata di pomodoro sono contenute nell’articolo “Oggi conserve”.