Politica

Turismo, perchè Castel Bolognese resta fuori?

Castel Bolognese – Monumento allo sminatore
Castel Bolognese – S. Maria della Misericordia

Le cronache locali giorni fa hanno riportato la notizia di un incremento del turismo nel faentino. Si riferivano a Faenza, Brisighella, Casola e Riolo. Come se Castel Bolognese  e Solarolo non facessero parte del faentino, o per meglio dire in clima di Unione, della Romagna Faentina. Forse è logico che ciò accada, visto che le varie amministrazioni comunali di Castel Bolognese (non saprei per quanto riguarda Solarolo), mai hanno avuto una politica di rilievo verso il turismo e, di conseguenza, mai hanno rivendicato una funzione adeguata nella società d’area, che presiede (con risorse) alla politica del turismo nel faentino. Credo che tale società ora si chiami Terre di Faenza e abbia sede a Riolo. Ma potrei sbagliare tanto poco se ne sa.

Personalmente credo che il turismo, intimamente legato alle attività commerciali e ad una “città bella”, sia, in genere, una fonte di lavoro e di reddito da non sottovalutare, anche per i piccoli centri. Potrebbe esserlo anche per Castel Bolognese. Castel Bolognese ha visto decenni di benessere economico grazie alla sua rendita geografica, al dinamismo imprenditoriale del mondo agricolo e manifatturiero e all’avvedutezza di alcune scelte politiche. Ora, con i tempi che corrono, questo potrebbe non bastare. E allora perchè non considerare l’idea di promuovere, a Castel Bolognese, lo sviluppo del turismo? Certo, mi rendo conto, Castel Bolognese non dispone di attrattive particolarmente conosciute, per cui è sicuramente impensabile un turismo di massa. Però si sà che esiste un turismo di nicchia, con determinate disponibilità economiche, che fa della vivibilità dei piccoli centri e dell’enogastronomia importanti punti di interesse per i weekend e le piccole visite.

Castel Bolognese – Museo all’aperto

Allora perchè non pensare di offrire in una visione coordinata e d’insieme i tanti punti di interesse artistico, architettonico e culturale di cui Castel Bolognese è certamente ricco? Abbiamo visto in questi giorni l’interesse attorno alla figura di Biancini, ma penso al Museo civico, a Santa Maria della Misericordia, a San Francesco, a San Sebastiano, al Mulino Scodellino, alla città del verde e dei viali. Penso ai tanti commercianti che a fronte di un simile disegno saprebbero sicuramente offrire una rete commerciale rinnovata e qualificata. Penso ad una città ancora più bella che dovrebbe rifiorire attorno al suo centro storico e alla sua piazza. Esigenza questa ormai più procrastinabile, pena la credibilità di tutti coloro che hanno gestito la cosa pubblica in questa fase.

E’ auspicabile che su questo tema si apra un dibattito nella città e fra le forze politiche e sociali. Sarebbe interessante conoscere il parere degli amministratori, capire se, al di là dei problemi economici, c’è la disponibilità ad approfondire questa problematica, delinendo un progetto capace di sviluppare l’economia della città e di offrire nuove occasioni di lavoro. Sarebbe parimenti interessante conoscere il parere dei vari settori dell’economia, a partire dai commercianti e dagli artigiani; così come da parte del mondo della cultura e delle associazioni. Parliamone e proviamo a progettare il futuro della città in cui viviamo.

Turismo a Castel Bolognese, ha senso parlarne?

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