Palazzuolo sul Senio, sono tornati i romagnoli

Son tornati i romagnoli. Con queste parole e col sorriso sulle labbra ci ha accolto ieri Franco a Palazzuolo sul Senio (m. 428). Già sabato avevamo notato la gioia del palazzuolesi nel rivedere tante persone. Frotte di motociclisti, ciclisti, camminatori hanno rianimato la bella città della nostra Romagna toscana. Come fosse stato tolto il tappo ad una bottiglia di ottimo spumante.

Però quel silenzio… diceva il barbiere al macellaio. Quasi a significare come il periodo di quarantena da coronavirus, ci abbia fatto ricordare cose anche belle a cui non eravamo più abituati. Le statistiche ci dicono che Palazzuolo sul Senio non ha registrato fino aggi casi sintomatici del Covid. Merito, riconoscono, anche della prontezza e della chiarezza con cui l’Amministrazione comunale è intervenuta prima della chiusura.

Per festeggiare questo ritrovato incontro siamo saliti a Lozzole, da Quadalto. Il percorso è comodo. Lo stradello prima è asfaltato, poi ghiaiato. Verso la fine è come una carraia, che però i temerari percorrono anche in auto. La prima parte costeggia il rio Lozzole, che mostra una discreta portata di acqua. E’ lungo questo tratto che abbiamo notato più orti che nel passato. Il paesaggio è verdissimo, quasi completamente boscoso e tinteggiato di tanti fiori dai diversi colori.

Arrivati a Campergozzole abbiamo notato come purtroppo il piccolo borgo sia stato lasciato completamente andare alla malora. Tanto che la natura lo sta inghiottendo, lasciando solo intravedere le belle architetture preesistenti. Ci è parso manche anche un segnale di pericolo che richiami l’attenzione su un muro che rischia di cadere sulla strada percorsa dagli escursionisti.

Ancora un breve tratto e siamo giunti a Lozzole (m. 803). Salendo di buon passo, da Quadalto abbiamo messo un’ora e mezzo. Come sapete, Lozzole è stato recuperato per meritoria volontà di don Antonio. Recuperata anche la Casa del Popolo che ora funge da rifugio e da luogo d’incontro.

Altre novità sono che a Lozzole è stata portata l’acqua, ricavandola da una sorgente riscoperta dalle pendici del monte e la costruzione di uno strano monumento che – fra altro – mette alla berlina i francesi e la loro rivoluzione, ironizzando sul loro motto nazionale. Può darsi che non abbia ben inteso il significato di quell’opera, ma a me è parsa abbastanza strana.

Alcune info. Percorso di circa 12 km; dislivello di circa 400 m.; Tempo A/R ore 3,30, con le soste.

E adesso alcune foto.