Domenica si vota, Bonaccini o Borgonzoni?

Domenica 26 gennaio alle elezioni per l’Emilia-Romagna voterò per Stefano Bonaccini e per il Partito Democratico. Non sono tutte rose e fiori, ma in questa regione si vive bene. C’è lavoro, ci sono servizi e una rete di protezione sociale forte ed estesa. L’ER è uno dei distretti economici e sociali più avanzati in Europa e nel mondo. E’ stata ed è la culla del riformismo. Per me, del socialismo possibile.

Abbiamo una sanità di qualità che cura tutti al medesimo livello (con qualche problema da risolvere), un’economia forte, diversificata e diffusa, una qualità della vita, sostenuta da cultura e solidarietà, che tanti ci invidiano.

Stefano Bonaccini è stato un buon presidente. Nel corso del suo mandato l’Emilia-Romagna è progredita. Localmente possiamo dire che Stefano Bonaccini e la sua Giunta hanno messo la realizzazione della circonvallazione di Castel Bolognese nelle prime tre priorità regionali e si è fatto carico del costo della sua progettazione. Di notevole importanza anche la concessione di un finanziamento per la ciclabilità; somma che consentirà di ampliare il nostro bel parco fluviale e di contribuire all’idea della ciclabile del Senio.

Certo, restano problemi che dovranno essere affrontati. Sono presenti a Bonaccini e sono nel programma del Pd e di altri partiti che lo sostengono, come Coraggiosa e i Verdi. Ne cito due – quelli a me più presenti: i temi dell’ambiente e della sostenibilità, il problema della non autosufficienza e dell’invecchiamento della popolazione.

In Emilia-Romagna il sistema elettorale prevede l’elezione diretta del Presidente con il sistema elettorale maggioritario. Ciò vuol dire che vince il candidato che ha anche solo UN voto in più dei suoi competitori. Domenica 26 gennaio c’è una sola persona che può competere con Bonaccini ed è la candidata della Lega Lucia Borgonzoni. Una signora, senz’altro rispettabile, ma senza esperienza di governo e che quasi nessuno conosce. In sua vece ha scorrazzato in lungo e in largo in Regione Salvini, un personaggio che gioca la sua partita, quella fondata sul miraggio di diventare Primo ministro, quando si faranno le elezioni politiche. Un individuo che quindi poco o nulla centra con la nostra Regione e il suo futuro.

Col nostro sistema elettorale i voti che contano e che decidono il governo per i prossimi cinque anni sono quelli dati a Bonaccini o alla Borgonzoni. Chi sceglie di non votare o vota per altri candidati, agli effetti pratici, sceglie di non contare. Di fatto avrà sostenuto il candidato vincitore.

La Borgonzoni, è certo, farà il pieno dei voti del suo campo, compreso tutti quelli dell’estrema destra fascista. Tutti gli altri, tutti coloro che non si sentono parte di questo campo, è opportuno che riflettano e che cerchino ragioni per fare prevalere il senso di responsabilità. La partita che si gioca domenica è di quelle importanti.