Consegnate 600 firme per il Senio

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Lunedì scorso abbiamo consegnato ai presidenti delle Unioni dei comuni della Bassa Romagna e della Romagna Faentina le prime 600 firme raccolte in calce alla petizione per la sicurezza a la valorizzazione del fiume Senio.

Le firme sono state raccolte negli ultimi mesi, da Palazzuolo sul Senio ad Alfonsine, nell’ambito delle manifestazioni promosse dall’Associazione e a quelle a cui abbiamo partecipato. Crediamo di potere dire che si tratta, quindi, di una adesione meditata e ben consapevole.

Dopo un anno di iniziative, l’Associazione Amici del fiume Senio presenta un bilancio positivo. Abbiamo mobilitato migliaia di persone per riavvicinarle al loro fiume. Lungo questo percorso, abbiamo capito quanto esso sia al centro del loro interesse, sia per la promozione della salute e dello svago, che per essere coinvolto come volano per lo sviluppo del turismo lento legato alla memoria e alle bellezze ambientali e paesaggistiche.

I temi della sicurezza, della manutenzione adeguata e costante e di un percorso ciclo-pedonale dalla sorgente alla foce restano al centro del nostro interesse e della nostra iniziativa.

Il maggiore elemento per la sicurezza è legato all’entrata in funzione delle Casse di espansione di Cuffiano. Lo stanziamento dei 9 milioni, di cui si è parlato recentemente, per avviare le opere di adduzione, è sempre quello promesso fin dal 2010. Ancora oggi manca la stipula della convenzione per il passaggio delle risorse dal Governo alla Regione. Occorre fare presto.

Il tema della manutenzione resta egualmente essenziale. E’ necessario uscire dalla fase emergenziale – che ha mostrato anche limiti – stanziando maggiori risorse per una manutenzione ordinaria ispirata al rispetto della complessità del fiume che quindi tenga conto, a partire dalla funzione idraulica, alla sua valenza storica, ambientale e paesaggistica.

Poniamo l’obbiettivo di un percorso ciclo-pedonale sull’argine o a fianco dell’alveo nei tratti non arginati. Occorre un comune capofila ed un progetto per potere concorrere ai possibili finanziamenti della Comunità europea.

Questa infrastruttura – che potrebbe poi collegarsi a quella del Lamone – traendo linfa vitale dalla storia del Senio e dallo sviluppo dell’idea di un fiume di land art, insita nella positiva esperienza dell’Arena delle balle di Paglia, potrà valorizzare l’economia della vallata e i suoi tanti prodotti di pregio.

Infine è necessario una adeguata gestione dei prelievi di acqua, perché in estate ne resti almeno un rivolo lungo tutto il corso e l’avvio di un percorso partecipato per un Contratto di fiume che unisca pubblico e privato nella sua gestione.

Su questi temi, oggetto della petizione, chiediamo di essere coinvolti. Lo chiediamo ai comuni, con i quali da tempo abbiamo tessuto una buona collaborazione. Lo chiediamo anche al Servizio di bacino del Reno, la struttura della Regione che ha il compito della gestione del fiume con il quale invece non siamo ancora (incomprensibilmente) riusciti a dialogare.