Borgogna, il Morvan da visitare

La maison du Parc
La maison du Parc

Il Morvan è una zona montagnosa nel centro della Francia. E’ la parte ovest della regione della Borgogna. Circa 900 chilometri da Castel Bolognese. La sua caratteristica morfologica è che le punte delle montagne sono arrotondate, tali da farle sembrare grandi colline. Oltre la metà del territorio è dedito a foreste e ad attività silvicole, l’altra a prato- pascolo. E’ una regione poco popolata, con un’economia sostanzialmente povera. Forse una delle regioni più povere della Francia, tant’è che Mitterrand – deputato di quella provincia – se la prese a cuore. Tentò di sostenerne lo sviluppo, con servizi di base e sopratutto con l’istituzione – nel 1970 – del Parco regionale naturale del Morvan, nella convinzione – giusta a mio avviso – che la tutela del territorio e la valorizzazione del suo patrimonio ambientale potesse costituire una concreta fonte di sviluppo e di benessere dei suoi abitanti.

Oggi, a quarant’anni di distanza, non è che siano fiorite tutte rose, ma la regione resta viva. Si incontrano molte mucche al pascolo; fra le attività silvicole ha avuto successo la coltivazione degli alberi di Natale per i cittadini delle grandi città, a partire da Parigi, che cullano così l’illusione di coccolare per un mese un albero vero. In questi giorni è curioso vedere questi piccoli campi di sapin de Noel, bellechè infiocchettati e pronti per assere tagliati, confezionati e inviati nella Capitale. Sono cresciute attività legate al turismo che danno qualche frutto, ma non ancora corrispondente all’attesa e al bisogno. Sono poi presenti, e hanno un ruolo importante, i pensionati di ritorno – prevalentemente da Parigi – o di importazione – soprattutto dal nord-europa – con i loro redditi da pensione e il loro desiderio di continuare ad essere attivi. Essendo, la regione, molto ricca di foreste, di acqua e di laghi, nel corso dei tre mesi estivi attrae abbastanza turismo; il problema sono gli altri nove mesi dell’anno.

Eppure quella è una regione, bella a tutte le stagioni. C’è una natura incontaminata, la possibilità di svolgere tutte le attività legate al turismo lento: dalle escursioni a piedi, alla bike, al cavallo; dal rafthing, agli sport di lago. Poco inquinamento, pochissimo traffico, strade lisce come un biliardo. Piccoli borghi con poche decine di abitanti, città più grandi con tutti i servizi, accoglienti e vivibili. Il Morvan è meta ideale per chi vuole trascorrere vacanze in relax; per chi vuole ricaricare le batterie; per chi vuole riflettere, concentrasi, casomai per scrivere un libro o una regia.

Chi ha una vena mistica può ristorarla alla bella abbazia benedettina di la Pierre-qui-vire, completamente immersa nella fitta foresta. E visitare la sua fornitissima libreria a tema, dove si possono anche acquistare gli ottimi formaggi degli allevamenti abbaziali. Se andate in camper, per carico e scarico, nessun problema: in quasi tutti i paesini troverete il servizio; ad esempio, a Quarrè-les-Tombes troverete un’area gratuita che comprende anche la possibilità di lavaggio della bike.

Il centro direzionale del Parco del Morvan, La maison du parc, si trova a St. Brisson. Lì troverete tutte le informazione circa le varie attività possibili. Si può sostare nel piccolo camping comunale, oppure scegliere un agriturismo – là si chiamano gite. Se non basta, nelle cittadine più importanti come Autun, Saulieu, Avallon e altre si trovano buone soluzioni alberghiere. Il cibo è di buona qualità. Non mancano i supermarket, ma anche le piccole botteghe. Ci sono i mercatini dei contadini e negozi con i prodotti biologici e del posto. La palma d’oro del cibo è tenuta dai formaggi e dalla carne. Siamo ad ottimi livelli… non per sentito dire. Ho chiesto ad un macellaio del posto, se la carne che vendeva era di mucche del luogo, di quelle belle che si vedono al pascolo lungo le strade. Mi ha rassicurato (avendo già chiesto a conoscenti e la rassicurazione poteva essere considerata plausibile). Allora mi sono fatto coraggio ed ho chiesto della costata (fiorentina). Mi ha rifilato una fetta con osso di un chilo e ottocento grammi. Imbarazzante. Dopo mezz’ora di rito della cottura – anche in piedi, suddivisa nei piatti a pezzettoni, condita con un filo d’olio e una grattatina di pepe, abbiamo però potuto gustare una vera prelibatezza.

Insomma, avrete capito che io tifo per il Morvan. Loro hanno bisogno di turismo, in cambio offrono un ambiente naturale, incontaminato, aperto e vario. La Borgogna è una delle zone più belle della Francia; allora perchè quando si va da quelle parti non dare un’occhiata al Morvan? Quando deciderete di andare, se vi sarà possibile, potete chiedere informazioni a questo sito: Alla scoperta del parco del Morvan. E quando arriverete alla Casa del Parco, a St Brisson (località Petites Fourches), bussate alla porta della casa che sta di fronte all’ingresso del parcheggio sul lago. Troverete la famiglia di Oriano, il mio fratello minore, un romagnolo che ha scelto di abitare lì, che vi accoglierà col sorriso e che potrà darvi tante utili informazioni.

Concludo con una slide di foto del Morvan ad ottobre inoltrato di quest’anno. Parlano come un libro.