Col voto, riportiamo la sinistra al governo dell’Europa

Giacomina al lavoro
Giacomina al lavoro

Ci risiamo. In Italia cala l’export, cala il Pil, cala la borsa, aumenta lo spreed, aumenta l’evasione fiscale, aumenta il debito pubblico. La disoccupazione rimane a livelli scandalosi. Le ricette di Renzi sembrano non pagare. Gli ottanta euro (benedetti per chi li riceve) non si capisce se saranno strutturali, o poco più di una mancia elettorale. La precarietà per chi lavora aumenta e così, l’insicurezza blocca le nascite, favorendo l’immigrazione. Siamo un paese che per i suoi egoismi, oramai deve ringraziare ogni giorno gli stranieri per essere presenti. Fanno i lavori che noi non vogliamo più fare e … ci pagano buona parte della pensione. Intanto i cittadini stranieri fanno figli, ai quali noi non diamo nemmeno la cittadinanza, ossia non li dichiariamo italiani, creando così la condizione che presto l’Italia sia degli stranieri.

Non contenti poi, caso mai, gridiamo al lupo europeo (l’unica ancora di salvezza che ci rimane); vogliamo erigere nuovamente barriere fra gli stati e tornare alla nostra “cara lira”. Un enorme cumulo di fesserie che potranno costarci caro, se continuiamo a pensare di votare affidando al voto il segno della protesta e non quello della costruzione del cambiamento. E così, di grillo in grillo verso l’autodistruzione.

L’Europa non è messa bene. A questo ci ha portato il governo europeo del Partito Popolare, ossia delle destre. Col voto del 25 maggio si può cambiare; la sinistra può tornare al governo con il Pse, casomai alleandosi con le altre forze di sinistra europeiste. Io mi auguro che così possa essere ed ecco perchè, allora, sarà importante in Italia una grande affermazione del Pd, di Tsipras e dei Verdi.