Retrogusto amaro

Il governo Monti ci lascia sperare che l’Italia possa tornare ad essere un paese normale. Un paese finalmente non condizionato dal pesantissimo conflitto di interessi di chi lo ha preceduto. Un paese che sappia ritrovare uno stile sobrio e autorevole, nel quale possano prevalere i concetti di bene comune, di equità, di giustizia. Debbo dire però che dopo avere assaporato la soddisfazione della caduta di una persona che all’Italia ha creato troppi guai, dopo avere centellinato il gusto del nuovo che avanza, lista dei Ministri e programma, ciò che mi resta in bocca è un certo retrogusto amaro. La sensazione di una buona portata per chi ha tanta fame, ma con in fondo una punta di un non so che di amarognolo. Da cosa può derivare? Avanzo qualche ipotesi.

Molti dicono che il vero vincitore è Casini. Se penso che vuole il ritorno al proporzionale e alla melassa democristiana, forse una punta di amaro mi sovviene. Tanti dicono che si tratta del governo di Gubbio, di tutti i cattolici colà riuniti con la benedizione del Vaticano. Tanto di rispetto, ma che fine faranno i diritti civili di cui l’Italia ha tanto bisogno? Monti dice che rimetterà l’Ici, ma non parla di patrimoniale. Io non discuto sul fatto che negli altri paesi la prima casa è tassata, ma penso che se rimette l’Ici perdiamo, noi del centro sinistra di botto un milione di voti che sosteranno nell’ansione per tornare a B quando alla prossima campagna elettorale dirà che la toglierà novamente. In cima alla mia lista delle priorità c’è la richiesta di un contributo significativo ai possessori delle grandi ricchezze, per riequilibrare anche solo in parte lo spostamento di risorse a loro favore avvenuto in questi anni. Anzi, penso che l’aliquota a loro carico debba essere sostanziale e progressiva. Il fatto che non se ne parli perchè B, sulla base di una posizione prettamente ideologica, non la vuole, forse aggiunge ancora una puntina di amaro.

Io non credo che ci sia stata una mente sopraffina che abbia architettato di affidare ad un governo del presidente, tenuto in vita dal centro sinistra, il cosidetto lavoro sporco che è necessario per rimettere in careggiata l’Italia, per poi dare al presidente a al centro sinistra il benservito a lavoro concluso. Ma se fosse vero? Di certo, per eludere questo pericolo, ora il centro sinistra dovrà avvinghiarsi sempre più al centro (Casini, Fini, Rutelli), ma a quale prezzo per il proprio insediamento sociale e a quale prezzo politico a sinistra?

Ecco come si spiega, il retrogusto amaro che la buona pietanza mi lascia in bocca. Penso che, data la situazione dell’Italia, il centro sinistra faccia bene a sostenere questo Governo. Penso però che si tratti di una partita a scacchi fra destra e sinistra che metterà in risalto le capacità dei giocatori in campo.E che bisognerà anche essere bravi nel sapere vedere i bluff che B, da vero campione in questo, metterà in campo. Ce la farà il centro sinistra? Vedremo, speranzosi. Ad ogni modo penso che, appena rimessa in mare la barca, sia necessario andare al voto per fare i veri conti politici con l’era del berlusconismo. Non mi sembra nel novero delle possibilità e delle cose giuste, protrarre per diciotto mesi questa anomala situazione del paese.