Ciclabile delle Dolomiti e oltre, fino a Spittal

Calalzo, Cortina, Dobbiaco; poi San Candido, Lienz, Spittal e forse oltre. Non so dove finisca questa pista ciclabile. L’abbiamo percorsa fino a Spittal in cinque tappe. E’ lunga circa 200 chilometri (per noi 400 in quanto ogni tratto lo abbiamo percorso in andata e ritorno). E’ stata un’esperienza molto bella che ci ha fatto vedere come il numero di persone coinvolte in questa attività sportiva sia in fortissimo aumento.

Oltre che dall’affluenza sulle piste si nota anche dai tanti automezzi con bici allegate. Questo ci dice come le amministrazioni pubbliche che hanno investito mettendo in  piedi questi percorsi ciclabili abbiano visto giusto. Il ritorno dal punto di vista economico per le economie dei loro territori è di sicuro interesse (ricezione, ristorazione, servizi collaterali), così come è di rilievo lo sviluppo dell’indotto collegato (bici, componentistica, trasporti, abbigliamento, ecc.).

Il rovescio della medaglia è costituito dal fatto che la bici e le piste ciclabili hanno in buona parte soppiantato le escursioni in montagna e creato problemi alla gestione dei rifugi.

Cercherò ora di fornire qualche informazione a chi volesse fare questa esperienza. Per comodità di esposizione suddividerò il percorso in diversi tratti.

Da Calalzo (stazione fs – m.806) a Cortina (stazione fs – m.1224) – 37 km. Il percorso segue in gran parte il tracciato della vecchia ferrovia, è ondulato con tendenza a salire. E’ su sede propria senza promiscuità con altri mezzi. Alcuni tratti sono costruiti di nuovo con soluzioni pensili. Partendo da Calalzo destano interesse: il panorama di Valle di Cadore, un bel ponticello, il vecchio casello ferroviario di Venas trasformato dal proprietario in piccolo museo di oggetti antichi e di una curiosa collezione di rettili in vaso (vipere), la magnifica vista delle vette dolomitiche, l’attraversamento panoramico degli abitati di San Vito e Cortina.

Da Cortina (fs – m.1224) a Dobbiaco (fs – m.1256) – 30 km. Il primo tratto di 13 chilometri è in continua salita fino a Cimabanche (m. 1530), poi discesa a Dobbiaco per 17 chilometri. Fino a Fiammes il percorso è asfaltato, poi su fondo bianco. Il tratto da Cimabanche a Dobbiaco è quello più accidentato, dovendo superare alcune colate di ghiaia. In questo tratto destano interesse la continua vista delle varie vette dolomitiche, gli orridi poco prima di Ospitale – purtroppo parzialmente oscurati da (sbagliate) barriere di protezione -, il bel laghetto che forma il rio poco prima di Cimabanche, la vista delle Tre cime di Lavaredo poco dopo il lago di Landro.

Da Dobbiaco (fs – m.1256) a Lienz (fs – m.673) – 50 km. Il percorso è interamente asfaltato. Fino a Versiaco è ondulato poi 42 chilometri di discesa fino a Lienz. E’ questo il tratto più trafficato. Viene percorso generalmente in discesa. Per il ritorno è possibile salire con la bici in comodi treni (forse questo è la chiave del grande successo di pubblico). E’ questo il tratto in cui alcuni anni fa Bruno Trentin ebbe un incidente a seguito del quale di lì a poco, purtroppo morì. Ricordo in lui il sindacalista e l’intelletuale che è stato per tanti, me compreso, un punto di riferimento che oggi manca. Il percorso è prevalentemente immerso nel verde. Di rito la visita, prima di Sillian, alla fabbrica Loackher che si è attrezzata convenientemente per accogliere i ciclisti e vendere i propri prodotti.

Da Lienz (fs – m.673) a Spittal (m.560) – 77 km. Si segue in prevalenza il percorso della Drava. I tratti asfaltatati si intervallano con altri in sterrato. I primi 30 km sono pianeggianti, gli altri sono un continuo sali e scendi in quanto la pista segue i piccoli paesini che si trovano sulle prime pendici della montagna. Nella seconda parte di questo tratto spesso la pista sfrutta strade di campagna, c’è quindi promiscuità con altri mezzi di locomozione. Lungo questa parte del percorso si nota la cura con cui i piccoli paesi si sono abbelliti per favorire l’accoglienza dei turisti, con belle esposizioni floreali, sculture naturalistiche e invenzioni varie. Segnalo a chi frequenta i campeggi che a Dellach, siamo in Carinzia, ce n’è uno di nuova concezione. E’ organicamente inserito nella zona sportiva della città. Gli impianti sportivi sono a disposizione degli ospiti, compreso tre piscine con annessi giochi d’acqua. Tutto è compreso nella quota di 19 euro al giorno (camper e due persone). Davvero bello.