Al monte del Casino

Monte del Casino

(... mi ritrovai per una selva oscura, ...)

Recentemente ho scoperto il gusto dell’andare con la muntan baik. Grazie a mio figlio Lucio che ancora ieri mi ha invitato (spronato) a fare un giro. Col suo fare sornione, che dice e non dice, come un bravo politico moderno, scommettendo sul mio orgoglio e la mia tenacia, mi ha indirizzato verso Prugno, passando sotto al monte del Casino. Si tratta di un tratto della Corolla delle ginestre.

Partiti da casa, passati da Villa Vezzano e scesi a Riolo, abbiamo bipassato la salitella verso Rivola, passando per Isola, un bel percorso fra la campagna, gli orti, il ponticello sul fiume. Superato Borgo Rivola, abbiamo imboccato a destra la Corolla verso la chiesa di Sasso Letroso. Subito un paio di km di salita, credo almeno al 20%, il contachilometri segnava zero e già stare in equilibrio sulla bici era un bell’esercizio.

Appena la strada ha degradato ci siamo immersi in uno splendido bosco, molto fitto, quasi una foresta, ricco di vegetazione mediterranea che probabilmente lì può prosperare sfruttando il calore immagazzinato dalla roccia gessosa. Siamo nella vena del gesso. Prima di arrivare in cima al monte del Casino, alcuni punti panoramici consentono di ammirare una grande zona calanchiva, molto bella, che qualche autorità dovrebbe pensare di tutelare, almeno in gran parte, dagli attacchi delle ruspine dei contadini.

Arrivati in cima ci siamo rifocillati, poi giù in direzione di Casola. Il primo tratto l’ho percorso in piedi su un pedale di lato dalla bici, tanta era la paura. In altri casi mi sono fatto coraggio. Poi un tratto lungo un tormentato sentierino sopra ad un calanco e su, al monte Battagliola. Per poi scendere e salire verso il valico del Prugno dalla parte verso la valle del Santerno. Anche qui l’ambiente è molto bello, caratterizzato da castagneti curati come campi da golf, da prati, boschi e case ben conservate. Siamo arrivati sul Prugno dopo 30 km. Il tempo non lo dico. Qui finisce la parte ambientale dell’escursione in bici.

Dopo 5 km di discesa fino a Casola e altri 20 per arrivare a Castello, sempre per Isola e Tebano, cercando di scansare la Casolana, assai pericolosa per i ciclisti. In tutto 55 km.

La sera mi sono coricato contento, nonostante il Papi e altre piccole amarezze della politica.