Fiume, tutto tace
Siamo alle soglie dell'autunno e la preoccupazione aumenta

Nella consueta passeggiata lungo il Senio, fra il Ponte del Castello e Tebano, ho visto.
Nel tratto di argine fra il Boccaccio – dove inizia il percorso ciclabile del comune di Castel Bolognese – e la diga steccaia è stata falciata la vegetazione. Cosa che non è (ancora?) avvenuto nel tratto fra il Boccaccio e il Ponte del Castello. Sarebbe interessante capire la ratio di questo diverso atteggiamento. Nelle foto: l’argine verso il ponte della via Emilia e lo stesso argine verso Tebano
Al solo passaggio in bici, lungo il tratto ripulito ho notato una tana importante – oltre 20 cm di diametro – proprio nel punto in cui l’argine di sx venne eroso dalla tracimazione dell’acqua del maggio 2023. Non sarebbe stato possibile vederla se l’erba non fosse stata tagliata. Torno per un momento all’argine eroso. Faccio notare che – a quanto mi risulta – lungo il Senio, dalla via Emilia alla foce, ovunque gli argini siano stati erosi dalle esondazioni, sono stati riassettati con importanti interventi di rafforzamento. In questo caso specifico non si è intervenuti. Ben sapendo che, se rompe in quel punto, si allagano i centri abitati di Castel Bolognese, Solarolo e anche Lugo. Foto: la tana e l’argine eroso (poco visibile in foto, mi dispiace).
Perchè questo diverso atteggiamento? Faccio anche notare che, in corrispondenza del punto dove l’argine di sx è stato indebolito da esondazione e tane, l’argine di fronte, quello verso la campagna è stato invece rafforzato. Si vuole spiegare la ragione? Altrimenti si potrebbe pensare che sia meglio allagare tre città, invece di tratti alluvionali di campagna.
L’argine invece nel tratto fra il Boccaccio e la via Emilia (Ponte del Castello) è impenetrabile, anche alla vista. Si cammina sopra, con difficoltà, fino a poco dopo il distributore di carburante (dove da anni è stato segnalato un collasso all’interno dell’argine, senza che nessuno sia intervenuto, ma anche senza una risposta almeno di cortesia). Dopo il distributore la giungla diventa inestricabile e non si transita nemmeno sopra. Si vorrebbe sapere perchè viene tollerata da tutte le Autorità una simile situazione. Chiederei, a chi ha il dovere istituzionale di farlo, come fa a controllare questo tratto di fiume, inibito al passaggio? Foto: l’argine fino al distributore (sopra si cammina) e l’argine dopo (impenetrabile).
In questo tratto di fiume, tempo fa, è stata regolarmente segnalata la presenza di tane, forse di volpe; ne fu vista una passeggiare nei paraggi. Ora le volpi a passeggio pare siano 4-5. La famigliola è cresciuta, lunga vita a loro. La/le tana è stata coperta da arbusti e non si vede più nulla. Si può essere preoccupati di questo? Penso di si. A quando una risposta alla segnalazione fatta?
Camminando, sempre lungo quel tratto del fiume Senio, si incontrano diversi mucchietti di questi contenitori. Un geologo, amico di Facebook, che ringrazio, ha scritto essere i contenitori dei carotaggi che si fanno per constatare la salute dell’argine. Benissimo. Quei contenitori però sono lì da mesi. Si può ritenere che la loro fine possa essere quella di essere triturati al primo passaggio della fresa per ripulire l’argine. Si potrebbe sapere dalle Autorità del fiume, o da chi per loro, quale siano le intenzioni sottese alla presenza di quei contenitori e quale progetto ci stia dietro? E i tempi della loro realizzazione? Solo conoscendo come stanno le cose, la popolazione potrà sentirsi più tranquilla e, di conseguenza, meno angosciata. Perchè non viene dato il giusto peso alla informazione? Foto: i contenitori di cui si parla.
Concludo dicendo che a Tebano sono in corso i lavori per riassettare la Diga steccaia. La diga, gestita con acume, dal Consorzio di Bonifica, ha retto la forza degli eventi, ma deve essere manutentata e si sta facendo. Dispiace solo vedere i lavoratori – tutti stranieri – consumare il pranzo in quella condizione, ma, credo, si tratti di una loro libera scelta. Foto: la diga in ristrutturazione.
Circa la tana, visto che l’Autorità del fiume da tempo non risponde alle mie/nostre segnalazioni, e volendo essere in pace con la coscienza, siccome questo atteggiamento, dato il mio carattere, purtroppo mi offende, segnalerò il fatto al Sindaco, quale massima autorità comunale. Poi vedrà lui che farne.
Ps. Addetti passati e presenti dell’Autorità del fiume, affermano che lo sfalcio della vegetazione lungo gli argini va fatto due volte l’anno.