Tredozio, Pian di Stantino

Tredozio (FC) è un borgo di montagna dove camminare è un piacere. Quest’anno ci aiuta una bella carta escursionistica del Cai di Faenza che aggiorna la sentieristica segnalata. Un poco cara, 12 euro, ma certamente utile. Da anziano camminatore del nostro Appennino debbo dire che negli ultimi anni i sentieri di montagna sono meno curati di un tempo. Non ne conosco le ragioni, ma credo sia un errore delle amministrazioni e un danno per l’economia di questi luoghi. Speriamo che nel prossimo futuro, siccome tutti parlano di economia verde, a queste problematiche sia dato maggiore ascolto.

La camminata di oggi (30 maggio 2020, cielo nuvoloso) ci ha portato a Pian Stantino. Il nostro punto di partenza è stato il Centro Turistico Sportivo Le Volte (m. 370), che ospita una bella area camper. Saliti verso Lago di Ponte lungo la vecchia via fiorentina, seguendo il torrente Tramazzo, si incontra la località di Ottignana con la sua bella chiesetta. Si prosegue fino alla località Isola, subito dopo si gira a sx. Attraversato il ponte con una bella vista sul fiume (foto di testa), abbiamo proceduto per stradello fino al grazioso casolare di Pian di Stantino (m. 590) ristrutturato come Agriturismo da due ragazzi scesi anni fa dal  Trentino alla ricerca di nuove esperienze di vita e culinarie (foto).

Tornati sui nostri passi, dopo circa un chilometro, mentre la compagnia ha proseguito lungo la strada percorsa in andata, ho imboccato a dx il sentiero 563/A. Scorre su di una comoda carraia, a tratti selciata a testimonianza dell’importanza che deve avere avuto in passato. Si sale in leggera salita dentro un fitto bosco fino ad incontrare una vecchia casa ristrutturata che devia con una piccola bretella realizzata, penso, per non disturbare i suoi abitanti. Proseguendo, dopo circa mezz’ora si arriva alla casa I Monti dove si incrocia il sentiero 569, che da Tredozio (il Castellaccio) sale sul crinale, dove incontra il 553. Si imbocca a sx e si inizia a scendere verso Tredozio.

Fiore di ginestra

Qui il paesaggio cambia, diventa più vario. Tratti di bosco lasciano spazio ad ampi campi coltivati. Prevale il foraggio che a questa altezza non è ancora stato sfalciato. In questi giorni i campi a foraggio sono completamente inondati da una interminabile messe di fiori di ogni colore. Un vero spettacolo della natura. Le poche case che si incontrano sono ben ristrutturate e appaiono in prevalenza come seconde case ad appannaggio dei cittadini della pianura.

Scendendo, i prati si ampliano, ma qui sono sfalciati. Arrivato in località Casalino, perdo il segnale Cai. Scendo lungo un campo sfalciato, ma giunto in fondo, invece del sentiero incontro uno strapiombo. Risalgo all’ultimo segnale visto. Mi guardo attorno e ne vedo uno sulla dx, in un palo della luce. Seguendolo percorro un grande campo sfalciato che scende e non vedo nessun altro segnale. Alè, ci risiamo. Arrivo in fondo, il bosco è fitto, ma qui percorribile. Poco prima avevo visto i primi tetti di Tredozio, quindi ero tranquillo. Dopo un breve tratto di ortiche e rovi, mi trovo ad una piccola sorgente da dove parte un piccolo tubo che raccoglie l’acqua. Da qui parte un piccolo sentiero che in pochi minuti sbocca sulla stradina del torrente pochi metri dopo la partenza del 569, poco prima del ponte San Michele.

Il cammino è bello, il fatto che ad un certo punto si perda il sentiero, anche se la situazione non è di pericolo, essendo molto vicini al Paese, non è buona cosa. Ho segnalato l’evento alle autorità del posto perchè, se lo credono, pongano rimedio.

Alcuni dati: Percorso di circa 13 chilometri; tempo di percorrenza ore 3,30; dislivello circa  500 m.