Castel Bolognese

La nostra Casa di Riposo

Castel Bolognese - Parco dell'ex ospedale (Foto del 2010)
Castel Bolognese – Parco dell’ex ospedale (Foto del 2010)

Dopo quattro anni di rispettoso silenzio scrivo su un argomento al quale nella mia esperienza di assessore ai Servizi Sociali ho dedicato molto impegno: la nostra Casa di Riposo. Mi piace chiamarla così. Tutti avrete capito che  parlo di quella che oggi si chiama ASP Solidarietà Insieme.

Ne scrivo per segnalare il disagio che vivo quando ogni giovedì mattina porto, come autista volontario della Misericordia, alcuni anziani al Centro Diurno. La sensazione che provo è quella di un’accoglienza spesso non adeguata. Non ho rilievi da muovere a persone – ci mancherebbe – non è questo il mio ruolo, ma il fatto resta. Le persone con handicap non sono pacchi che si possono depositare. Personalmente, come volontario desidererei che il primo impatto che ho quando entro nella struttura con le persone che accompagno, fosse con gli addetti deputati alla presa in carico. Un saluto, una battuta, un sorriso con l’ospite e per lui il sereno avvio di una nuova giornata. Troppo spesso questo non capita e non vorrei che questo fosse la spia di altri disagi.

Ad esempio: ospiti del Centro Diurno mi dicono che le attività che si svolgono sono scarse e che si dorme molto. Non so, posso dire che l’impressione che ho fra le otto e le nove del mattino, quando entro nella Casa è quella del vuoto. La giornata però è lunga. Ciò di cui sono certo è che in passato la giornata degli ospiti del Centro Diurno e di quelli del residenziale in condizione di abilità era coinvolgente ed animata, con addetti incaricati a svolgere questo compito, molto gradito agli ospiti e alle loro famiglie. E di cui l’Azienda traeva merito. E’ cambiato qualcosa in questi ultimi anni?

Ho sollevato i dubbi esposti a membri del Comitato Cittadino; mi hanno detto, se ben ricordo, che non era loro compito occuparsi di queste questioni. Ma come? Quando volemmo quel Comitato e lo codificammo nello Statuto dell’Asp, il suo compito doveva essere quello di antenna e garanzia dei cittadini: i cittadini “dentro” la Casa di Riposo per garantire che tutto procedesse per il meglio. Per svolgere questo compito sarebbe necessario che i componenti del Comitato conoscessero bene, direi ogni giorno, la Casa di Riposo. E che entrassero senza chiedere permesso. Sbaglio in questo? Può darsi che la memoria mi tradisca. Se è così fosse vedremo le precisazioni.

 

 

 

 

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6 commenti

  1. Ho saputo che il 22 ci sarà una riunione in Municipio.Il nuovo testo della PROPOSTA di legge regionale è stato in parte migliorato,prevede anche delle DEROGHE.Bisogna fare tutto il possibile per utilizzare tutte le vie possibili per difendere la nostra ASP per i suoi risultatri positivi.Resto in attesa di vedere i conseguenti sviluppi!

  2. ringrazio Francesco per la sua pronta informazione.ORA SPETTA AD ALTRI AFFRONTARE IL PROBLEMA SOLLEVATO DA DOMENICO E LE STESSE CONSIDERAZIONI DI FRANCESCO.Confesso che non avendo alcun incarico pubblico e di Partito resto in attesa di conoscere come stanno le cose. Grazie

  3. E’ da tempo immemorabile che il comitato misto non si riunisce. Il sindaco sopratutto in vista dell’unificazione ( poi rimandata?) mi aveva annunciato una riunione che poi il direttore della struttura non ha convocato. Più che dal comitato che ascolta le relazioni del direttore sul buon giudizio degli ospiti cosa dobbiamo dire e fare se i parenti degli ospiti nulla ci segnalano?

    1. Ciao Francesco, innanzitutto ti ringrazio per avere scelto di commentare il mio dire, unico fra tutti coloro che hanno voce in capitolo e questo mi rattrista molto. Mi rattrista e mi amareggia perchè è un segno di disprezzo verso una persona che si impegna… e per tanto altro. Nel merito desidero solo dirti che il Comitato misto nelle intenzioni di chi lo volle doveva essere (se non erro) anche un ricettore delle istanze dei cittadini, compreso gli ospiti della Casa di Riposo. Doveva/dovrebbe avere anche una funzione di vigilanza attiva sulla qualità del servizio (altrimenti chi, se non il Comitato?), ragione per la quale deve prendersi la libertà di entrare nella Casa, anche per verificare come vanno le cose; senza chiedere permesso, ho scritto (sperando di non essere frainteso). Il fatto poi che i “parenti non segnalino” purtroppo non dice tutto. Pensa alla ragione per la quale nessun paziente parla criticamente del suo medico.
      Cari saluti, Domenico

  4. ho saputo che è in corso la raccolta dei questionari da compilare dai ricoverati o parenti,in forma anonima,circa la funzionalità dei servizi,presentazione di proposte.Una volta elaborati i dati,con invito agli interessati di dire tutta la loro opinione,è bene che siano approfonditi -anche col contributo dei sindacati,ecc.per poi presentare delle proposte al con siglio ASP.

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