Facciamo si che i nostri figli possano dirci grazie

Ambrosoli per la Lombardia

Se martedì non sarà chiaro chi ha vinto le elezioni, l’Italia si troverà sul baratro e la parte più onesta del paese starà ancora peggio. Non possiamo permettercelo, non lo vogliamo. Votare è un dovere, ma non basta. La protesta è legittima, ma si fa nelle piazze. Col voto si costruisce la speranza del nostro futuro. Occorre un voto responsabile. Poi battiamoci più forte per rinnovare i partiti e la politica.

Io lo so che i voti che si pensa di dare a Grillo testimoniano un fallimento per la politica e per i partiti. Ma questo non basta per dire tanto peggio, tanto meglio. Stiamo decidendo del futuro nostro e dei nostri figli. Il passaggio è cruciale. Dobbiamo tenere la carreggiata, evitare l’ingovernabilità.

Poi io, che voterò PD, e tutti voi che voterete Pd o per la coalizione di Centro sinistra, dovremo essere inflessibili nel chiedere ai nostri partiti di cambiare, loro e la politica.

Qualcosa si è fatto, ma è poco. Dobbiamo riconoscere che le primarie anno avviato un nuovo percorso. Nuove idee si sono affacciate, dobbiamo dare loro forza. Soprattutto dobbiamo immediatamente e senza sconti, a tutti livelli, da Roma a San Giovenale, mettere al centro della vita dei partiti e della politica, la moralità e il bene comune. Basta potere per il potere, basta lobbismo.

Dobbiamo realizzare il sogno di un nuovo futuro che possa far dire ai nostri figli “grazie”, come noi l’abbiamo detto ai nostri padri. Per questo dobbiamo essere rivoluzionari e conservatori. Rivoluzionari nel ridefinire la nostra scala di valori, portando al centro l’essere al posto dell’avere. Conservatori nell’assumere come prassi quotidiana e come stile di vita la tutela di tutto ciò che sarà essenziale per la vita delle future generazioni.

Nel cammino che ci spetta verso il sogno di un futuro giusto, il voto di domenica può essere decisivo. Non pensiamo di essere al riparo dal peggio. Facciamo si che il nostro voto conti.