Enrico Berlinguer, la sua eredità politica e morale

Giovedì sera 19 Aprile a Castel Bolognese, al Teatrino del Vecchio mercato, in via Rondinini 11, si parlerà di Enrico Berlinguer. L’Associazione Pietro Costa e la Fondazione Bella Ciao, hanno invitato per ricordare il suo pensiero Aldo Tortorella, che di Berlinguer fu per anni stretto collaboratore. Una figura, quella di Berlinguer, amata dai suoi compagni e stimata dagli avversari. Un leader carismatico la cui eredità ad alcuni oggi appare controversa.

Io penso che oggi di controverso ci sia solo il tentativo di alcune delle diverse anime della sinistra di tirarlo dalla propria parte, casomai per nascondere le proprie debolezze e producendo, al di là delle reciproche intenzioni, uno svilimento del suo pensiero.

Berlinguer merita di essere studiato, analizzato, rispettato. Merita di essere considerato come un punto di riferimento per lo schieramento progressista dell’Italia. Aveva capito che il mondo stava cambiando e che se la sinistra voleva vivere doveva trovare “nuove strade per vecchi ideali”. Capì con largo anticipo la degenerazione che stava investendo i partiti e la loro trsformazione in macchine di potere corrosivo e corruttore.

Sul piano internazionale ebbe il coraggio di criticare e staccarsi dall’Unione Sovietica; di scegliere senza remore il Patto Atlantico, ritenendosi “più tranquillo” sotto il suo ombrello; di parlare di Europa in contrasto sia con il comunismo realizzato che con il capitalismo liberista senza regole del quale si intravvedevano già le mire. Parlava già nei primi anni 80′ di energia solare per ridurre la dipendenza energetica; di nuovo compromesso storico per rinnovare l’Italia. Discuteva con i dirigenti socialdemocratici per affrontare il tema del crescente divario fra nord e sud del mondo. Parlava di diplomazia dei popoli, dei movimenti per la pace e delle donne.

Scrisse la pagina, a mio avviso memorabile e attualissima, dell’austerità come leva per un nuovo modello di sviluppo del Paese.

Ma è con il tema della questione morale che si capisce appieno la grandezza e la lungimiranza di Enrico Berlinguer. Solo lui, in quegli anni, aveva capito i rischi della disaffezione verso cui andavano incontro i grandi partiti di massa, se non avessero aggredito le cause della questione morale, già allora evidente nel paese.

Di tutto questo, e di tanto altro, si parlerà giovedì sera al Teatrino del Vecchio mercato di Castel Bolognese.