Castel Bolognese, nuovo accoltellamento.

Stamattina, poco dopo le quattro, un concittadino è stato accoltellato da una persona, pare un nordafricano, mentre consegnava le paste in un bar vicino all’ex ospedale. L’uomo colpito ha potuto chiamare soccorso, essere ricoverato ed ora è sottoposto alle cure del caso.

Il fatto desta impressione per la sua efferatezza e per come ancora una volta venga dimostrato come oggi la vita di una persona, possa valere anche solo pochi euro. Se poi lo accostiamo ad altri recenti gravissimi fatti di sangue accaduti a Castel Bolognese – l’uccisione di un giovane albanese, l’accoltellamento avvenuto alle Cupole, per non tacere i furti a ripetizione – cresce l’idea di una situazione dell’ordine pubblico locale, non proprio così normale.

Forse è il caso che la comunità in tutte le sue articolazioni ne discuta in modo più esteso, per escludere il pericolo sempre più presente che il problema venga sottovalutato. Sappiamo tutti che il tema della sicurezza è alla base della civile convicenza di una città. Non si vorrebbe mai che passasse l’idea, temo presente, che è meglio non parlarne per evitare allarmi, o fastidi.

Le persone esperte e responsabili potranno dire meglio cosa occorra fare per arginare la recrudescenza di episodi malavitosi a Castel Bolognese. Agli occhi di comuni cittadini pare sia opportuno enucleare la realtà di Castel Bolognese per le tante ragioni fatte presenti da anni e anni. Città di confine, città ottimamente servita da tante vie di comunicazione, città piccola fra realtà maggiori, città investita oltre misura dai fenomeno della prostituzione e si pensa dello spaccio, città deturpata da una insopportabile mole di traffico.

Quello che pare indispensabile nell’immediato è un’aumento della vigilanza e dei controlli da parte delle forze dell’ordine, ventiquattro ore su ventiquattro. Il presidio del territorio non può essere pressochè totalmente eluso per diverse ore della notte e negli orari in cui le attività iniziano il loro lavoro. E troppe armi in giro.