Palinuro

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Palinuro

Cilento in camper (4). Ultima tappa nel Cilento, a Palinuro, comune di Centola. Poco prima dell’entrata in paese incontriamo l’area camper Milagro, dove sostiamo al costo di 15 euro al giorno, luce compresa. I custodi sono “i gemelli”, due persone talmente uguali da non distinguerle. Si scende al mare attraversando l’area di un Club Mediterranée, fallito. La spiaggia (sabbia e roccia) in quel punto è abbastanza bella, anche se sotto l’acqua, qua e la si notano detriti cementiferi, forse residui dell’ex porticciolo del Club.

Non visitiamo altre spiagge, se non quella dell’Arco naturale. Vi giungiamo, su indicazione di un “gemello”, con una comoda passeggiata di mezz’ora lungo un percorso ciclabile in mezzo alla natura. L’Arco naturale, attrazione principe del luogo, è messo male. Ingabbiato da reti per evitare la caduta di sassi, consente un piccolo passaggio ai pedoni. La zona è caratteristica a bella. Poco antropizzata – forse per ragioni di Parco – consente un buon rapporto con la natura. Sopravvive il piccolo porticciolo dei pescatori.

Se Marina di Camerota fa la differenza per le spiagge e la costa, di Palinuro ho apprezzato maggiormente la cittadina, con la sua miriade di piccoli locali, la qualità dei prodotti e l’allegria dello struscio delle tante persone presenti. Fra i tanti ristorantini, bar, pasticcerie e forni – che poi c’è poca differenza, data la loro polivalenza, alla faccia delle tabelle merceologiche – si può giocare a scegliere i migliori.

Fra le curiosità abbiamo il fornaio che serve pizze napoletane alle nove del mattino; il bar con sovra prezzo per vista mare; la vecchietta defunta dietro la porta aperta sulla via dello struscio, omaggiata del rosario delle pie concittadine; una rinomata pizzeria – sempre indicataci dai “gemelli” – che si chiama Club Farine Med, che usa farine biologiche al 100% e di diverso tipo, con simpatico pizzaiolo che si fregia del titolo di essere “l’ultimo di quelli buoni di una volta”, assistito nel suo lavoro da una gigantografia di Che Guevara. Pizza ottima.

Con tutto il parlare che si è fatto dei rifiuti in Campania debbo dire di avere visto cittadine invece molto pulite. Con un sistema di raccolta differenziata che assomiglia a quello del Trentino. E che da dei punti a quello in atto a Ravenna. Addirittura con il sistema a scomparsa. Non conosco la fine che fanno quei rifiuti. Posso solo dire di essere capitato per caso, proprio a Palinuro, nel centro locale di raccolta dei rifiuti e di avere notato che la differenziazione viene migliorata. Potrebbe anche essere che fanno sul serio.

Due annotazioni per concludere. Il mare del Cilento e il suo entroterra, non saranno il massimo, se paragonati ad altri ambienti, che so, della Puglia, della Sardegna, della Sicilia, ma sono attraenti, godibili e hanno le loro specificità. Meritano senz’altro di essere visitati.

Il meridione del nostro Paese è in movimento. In poco tempo ho potuto visitare la Sicilia, la Puglia e adesso parte della Campania e posso dire di avere notato, sopratutto in Puglia e in Campania, un impegno deciso a fare delle cose. A muoversi, a proporsi. Con gli ampi spazi che hanno per migliorare potrebbe anche essere che da quelle parti venga nei prossimi anni un deciso impulso alla ripresa dell’Italia.

E adesso alcune foto di Palinuro.