Un esito che fa riflettere

Fini ha perso, Berlusconi ha vinto. A ben guardare ha perso l’ipotesi, di in nuovo neocentrismo da porsi come ago della bilancia fra le forze contrapposte e che faccia piazza pulita della strada del bipolarismo imboccata dopo tangentopoli: il cavallo di battaglia di Casini e di tanti altri. Questa ipotesi, nella sostanza, si materializzava e si sosteneva sull’idea di un futuro governo di transizione, di emergenza, costituzionale, ecc. Temo che anche questa ipotesi abbia preso un brutto colpo. Forse però, non tutto il male viene per nuocere.

Penso che, con tutto il negativo che rappresenta Berlusconi, abbia vinto anche in parte l’idea di mantenere aperta nel Paese la strada di un sistema politico bipolare. Pare abbia vinto il nucleo politico più coeso che si è contrapposto a quello che può essere apparso un magma (testimoniato anche dall’atteggiamento ondivago di Fini e dei suoi). Questo può voler dire la giornata di ieri.

Comincio a credere anch’io che, forse in fondo in fondo, Berlusconi rappresenti un distillato del paese. Rappresenti quindi qualcosa di vero, di profondo. Rappresenti nella sostanza, un’idea credibile agli occhi di tantissime persone di società e di governo in un paese complesso, variegato, storicamente colmo di vizi, ma anche di innegabili virtù, come l’Italia.

Comincio a credere anch’io che il problema vero per noi della sinistra, sia oggi quello di uscire dall’ossessione dell’uomo Berlusconi. Certo, di confermargli un’opposizione dura, di vigilare e di denunciare tutte le sue malefatte, ma di imboccare la strada, non delle alchimie tattiche e delle alleanze fini a loro stesse, bensì quella del duro lavoro per mettere in campo un vero programma politico alternativo e un leader credibile. Attorno ai quali lavorare per creare un consenso maggioritario nel paese.