La bottega sotto casa

Evviva le botteghe di caseggiato. Ti manca il pane? Il latte? Un cespo di insalata? Gli stuzzicadenti? Qualche dolcino? Una pizzetta? Una birra? Esci di casa, due passi a piedi o in bici ed ecco la soluzione al tuo problema.

E poi vuoi mettere la cordialità dell’esercente? Lo conosci da tanto tempo. Due chiacchiere, un saluto, un sorriso e via. Alla bottega vicino a casa può andare senza preoccuparsi più di tanto il bambino, la vecchina che così fa due passi e intanto socializza. Puoi avere con te il cane, lo lasci un minuto fuori e intanto lo controlli.

Con la bottega sotto casa, risparmi tempo, inquini meno, sei più sicuro. Trovi più facilmente un buon prodotto locale, incontri persone con le quali dialogare. Ricordo quando Tiglio era ancora dietro al bancone che lì avevo info certe sui primi funghi, mi ricordava la caccia, la campagna, il lavoro dei contadini. Era un piacere scambiare due parole al profumo di mortadella.

Penso che il super mercato vada anche bene, che Amazon serva, ma mai in una posizione dominante di monopolio. E’ la politica che deve regolare questa questione, sapendo che i quartieri, i piccoli paesi, gli agglomerati urbani, i centri storici non possono ridursi a luoghi alienanti e insicuri dove quasi solo si dorme.

Le piccole botteghe vanno aiutate. Per primi devono essere i cittadini nel non smettere di frequentarle. Poi vanno sostenute, affidando un valore alla funzione sociale che svolgono. Vuole dire aiutarle sugli affitti, casomai anche dal punto di vista fiscale. E poi chi ci dice che piccoli artigiani e commercianti non trovino conveniente mantenere o aprire nuove attività a contatto di gomito con i cittadini?

Vicino a casa mia vive da decenni una famiglia con verdura e poco altro da vendere. Ma verdura scelta, che arriva fresca ogni giorno. Da poco uno storico forno locale ha aperto a poche centinaia di metri di distanza – ma in un luogo pensato – una piccola rivendita di pane e prodotti da forno salati e dolci. Ebbene io non so e non voglio fare i conti in tasca alle persone, ma in quella bottega vedo sempre gente, e la commessa ha il sorriso sulle labbra.

Chiudo qui con un auspicio. Quello che le nostre amministrazioni comunali siano sempre più attente alle piccole realtà del commercio e dell’artigianato locale. E’ anche da ciò che dipende la qualità della vita delle loro e nostre città.