Scalo merci a Castel Bolognese

La stazione di Castel Bolognese

La stazione di Castel Bolognese

Il Corriere di Romagna di oggi ci informa che le ferrovie investiranno nella stazione di Castel Bolognese, 3,5 milioni di euro in tecnologia. Dopo averne investiti – nel corso del 2009 – 1,9 per ammodernare i locali, allungare il sottopasso fino al quarto binario, adeguare le banchine per i passeggeri.

Si tratta di una notizia importante e positiva. L’investimento  è funzionale alla logica di adeguare la funzione della stazione castellana a quella di porta d’ingresso per la linea adriatica, al nodo ferroviario di Bologna. Il ruolo della stazione di Castello, per quanto rigurda il trasporto passeggeri, aumenta così di rango, ma in un’ottica prevalentemente funzionale a Bologna. Questo non guasta, ma non basta.

A mio parere il nodo ferroviario di Castel Bolognese è ancora più importante e potenzialmente funzionale all’economia locale, se visto nella sua proiezione verso il porto di Ravenna e la costa adriatica. La stazione di Castello potrebbe essere attrezzata per una funzione intermodale di scalo merci. Ci sono gli spazi e un interessante bacino di utenze (Castello, la vallata, Solarolo nella prospettiva, con attrattive verso Faenza e Imola; non secondario il fatto che la linea per Ravenna, certamente da potenziare, tocca Lugo e Bagnacavallo raccogliendone gli interessi). Mi chiedo perchè a Castel Bolognese non cresca l’interesse a discutere questo tema. Non si sono mosse le varie amministrazioni comunali, non si sa cosa ne pensino le aziende piccole e grandi e le loro associazioni. Eppure gli interessi e le convenienze a me paiono indubbie. Può non essere vero, ma almeno se ne potrebbe parlare.

Castel Bolognese ha bisogno di idee importanti e di nuovi progetti di sviluppo e di qualificazione per il futuro. Bisognerebbe tentare di riprendere a volare alto, usando un vecchio termine. Debbo dire che nei miei anni di assessore a trasporti non sono riuscito ad organizzare un convegno che, su questo tema, mettesse attorno ad un tavolo i vari attori protagonisti. La ragione è stata che non ho trovato sponde. Spero che gli attuali amministratori, ma anche le aziende e i vari depositari di interessi economici a Castello, colgano la questione e riescano almeno ad aprire il dibattito.