Il Pai del Po, casse e argine strategici. Non si può più aspettare, dovremo mobilitarci.
Ritardi incomprensibili, da colmare in fretta.
Il Pai del Po, che si potrebbe definire la nuova Bibbia dei fiumi per l’autorevolezza di chi l’ha scritto, nella monografia del Senio, fra tanto altro, afferma che “a valle della confluenza del Sintria, è strategico il completamento delle casse di laminazione in località Cuffiano, opere fuori linea, attuate con scavi e arginature, connesse a un sistema di regolazione dei deflussi in alveo” per un volume utile complessivo di 3.500.000 metri cubi. Proseguendo, sempre il Pai, ci dice che “in corrispondenza della derivazione del canale dei Mulini e della confluenza rio del Torretto, inizia in sinistra il sistema difensivo arginale, oggi strategico per la difesa di Castel Bolognese”.
Riguardo le “casse” ci dicono anche che debbono essere “connesse a un sistema di regolazione dei deflussi in alveo”. Il che potrebbe voler dire, con la cautela di un profano, con uno sbarramento regolato in alveo come previsto dal progetto del 2018 e non con laminazione per caduta come poi è stato realizzato dopo gli eventi del 2023.
Quindi, i tecnici del Pai del Po, che credo abbastanza autorevoli, dal momento che curano il bacino imbrifero di gran lunga maggiore d’Italia, ci dicono che le casse di espansione di Cuffiano e l’argine di sx che da Tebano giunge al Ponte del Castello sono opere strategiche per la sicurezza della popolazione della valle. Poi, ovviamente dicono tanto altro di cui occorrerà tenere conto.
Alla luce di tutto questo ci chiediamo come mai queste due situazioni non vengano affrontate con l’urgenza che richiedono. Sappiamo tutti che quelle casse non sono terminate nella loro portata e non sono adeguatamente collegate all’alveo (visto che non funzionano a dovere). Assistiamo con incredulità al fatto che quel tratto di argine strategico non venga nemmeno manutentato. Certamente non tutti sanno che lungo il Senio la manutenzione degli argini viene effettuata dal Reno fino al Ponte del Castello (via Emilia). In quel punto, dove inizia l’argine strategico per la tutela di Castel Bolognese e dei comuni di valle, la manutenzione si interrompe. E di questo, che si appalesa sempre più come atto discriminatorio (ma contro chi?), non può esserci giustificazione alcuna.
Aggiungo che quel tratto di argine, figlio di nessuno ma definito strategico è forato visibilmente in più punti dai fossori e indebolito in alcuni tratti dalle esondazioni del 2023, presenta erosioni spondali di ogni dimensione e ospita ancora tanto legname flottante. Come ciò non bastasse, è oscurato alla vista da una fitta vegetazione arbustiva che impedisce di vedere la eventuale, ma assai probabile, presenza di tane.
Aggiungo che a fronte della debolezza strutturale di questo argine strategico, dal lato opposto, in destra, dove secondo le indicazioni del Pai “la fascia di deflusso di piena è vincolata dai limiti morfologici” quindi dalla collina, abbiamo constatato in un punto nodale, il rafforzamento dell’argine creato a difesa dei campi (dove l’acqua dovrebbe potere affluire fino alla collina).
Tutte queste situazioni sono state segnalate con dovizia all’Autorità di Bacino competente anche da parte di Associazione e Comitato del Senio, senza che queste abbiano prodotto alcun risultato. Nemmeno una risposta di cortesia. E questo è francamente inaccettabile, sotto diversi punti di vista.
E’ del tutto evidente come il perdurare di questa situazione dovrebbe indurre i cittadini a manifestarsi con una qualche forma di protesta. Quelle due situazioni strategiche vanno affrontate e risolte al più presto. A prescindere dai tempi del Pai, che già le riconoscono. Non si può più aspettare. Intanto piove.





