Il disincanto

Dopo il canto e l’incanto, ora il disincanto. La parabola discendente di Berlusconi è certificata da un voto per lui disastroso, che pare trascini anche una Lega incredula. Il PD dimostra di essere un partito dalle grandi potenzialità, la cui base costitutiva tende sempre più a solidificarsi. Il PD, come fisionomia di partito moderno, riformatore e di governo, è in  netto vantaggio sul PDL, che appare sempre più un non partito. Questo lascia presupporre che la fase del ricambio politico, anche in Italia, si stia avvicinando.

In questi giorni nel campo di chi ha vinto, le riflessioni si moltiplicano. Come si conviene e come è possibile, dato che oggi ci sono mezzi informativi che consentono a tutti di dire la loro. Non sfuggo alla regola e faccio anch’io alcune considerazioni.

Primarie. Il PD le ha proposte per primo in Italia. Questo è un merito indiscusso. Anche la destra, se vorrà stare al passo con i tempi, dovrà farle proprie. Consentire agli elettori di decidere sui leader del partito e delle coalizioni di governo, è decisivo. Anche queste elezioni dimostrano che i candidati usciti dalle primarie sono dei vincenti. Ciò vale anche per Ravenna e per Casadio. Avere svolto le primarie ha consentito innanzitutto di fare un ampio dibattito sui temi della provincia, ha favorito un’ampia mobilitazione delle forze dei partiti della coalizione, PD in testa, ed ha rafforzato il candidato che le ha vinte. Bravo quindi chi le ha volute, presentando candidature e a chi le ha politicamente sostenute. Ora si vedrà in quale maniera nella composizione della squadra di governo, si terrà conto di questo aspetto.

Alleanze. Penso che da questa tornata elettorale, sopratutto dai voti di Milano e Napoli, esca con chiarezza che, quelle logiche per il PD, siano SEL e IDV, senza relegare in un limbo la Federazione della Sinistra. A partire da ciò è possibile e giusto lanciare una sfida ai centristi.

Donne e politica. Il PD per il consiglio provinciale aveva candidato 12 donne su 24 (se non erro). Ne risultano elette 2 su 13. Forse qualcosa non ha funzionato.

Voti e buche. Leggo che esponenti del PD imputano alle tante buche sulle strade il calo dei voti alle comunali di Ravenna. Non mi pare fosse presente un partito anti buche. Forse varrebbe la pena guardare dalle parti del Movimento 5 Stelle.

Grillo. Non lo stimo. Mi sembra un santone e queste figure non mi piacciono. Però, fra le tante cose che dice, alcune fanno parte del dibattito nel PD. Altre dovrebbero entrare a farne parte. Mi riferisco ai temi del consumo del territorio, dell’ambiente, dell’energia, della trasparenza, dei costi della politica, del rinnovamento della classe poltica. Non penso che i giovani che lo votano siano qualunquisti di destra, come qualcuno a sinistra forse pensa. Sono solo persone che chiedono politiche nuove, una diversa moralità e che condividono quegli obbiettivi. Parte dei quali sarebbe bene che il PD consolidasse in fretta. Altrimenti avremo che da un movimento nascerà un partito, che mangerà addosso anche al PD. Come fu con la Lega.

Analisi del voto. Vi invito a dare un’occhiata all’analisi dell’Istituto Cattaneo di Bologna, famoso per la sua autorevolezza.