Il congresso provinciale del Pd

Congresso del Pd di Castel Bolognese

Congresso del Pd di Castel Bolognese

Riporto una sintesi dell’appello (il testo intero potrete leggerlo fin dai prossimi giorni nel sito del PD provinciale) di un gruppo di militanti del Pd che nelle recenti primarie per l’elezione del segretario nazionale, hanno sostenuto Ignazio Marino.

Premessa

Il risultato delle Regionali ci ha detto che per corrispondere alle aspettative che la nascita del Pd aveva suscitato, per far crescere una cultura, curiosa, ospitale, aperta alle domande della società, per dare risposte ispirate a valori di libertà, giustizia e solidarietà la strada da fare è ancora molta. …. Ci siamo ritrovati per preparare un documento da proporre ad Alberto Pagani, candidato alla Segreteria del PD della nostra provincia. Confermiamo la nostra stima nei suoi confronti e gli chiediamo di imboccare con determinazione la strada dell’apertura verso tutte le espressioni progressiste della società e del rinnovamento. Abbiamo quindi deciso di dare massima visibilità al documento e chiediamo a tutti gli iscritti del Pd di leggerlo e, se lo ritengono condivisibile, sottoscriverlo…

Il senso di una missione

Non si può parlare dei partiti senza affrontare il tema della democrazia e non si può parlare della salute della democrazia se non la mettiamo in rapporto con le domande e le espressioni della società civile… La contrapposizione tra società civile e partiti è, in democrazia, innaturale. Ci può essere politica senza democrazia, ma non ci può essere democrazia senza politica.

Il Pd è nato con l’obbiettivo di alzare la qualità della democrazia in Italia… Il suo primo compito, attingendo al meglio delle tradizioni riformiste, è innovare la cultura politica così da corrispondere alle domande e ai bisogni della nuova Italia. Per poterlo fare deve stabilire un rapporto di osmosi con la società civile così che i partiti siano restituiti alla loro funzione costituzionale e le istituzioni possano funzionare ed essere rappresentative. La società è la sorgente della democrazia…

La partecipazione rappresenta un fondamentale carattere identitario del Pd, il suo peculiare modo di essere e di relazionarsi. Non può restare solo un mito fondativo. Dobbiamo riuscire a farla vivere nei processi decisionali ad ogni livello.…

La differenza delle posizioni sulle forme organizzative, che ha assorbito tanta parte delle energie congressuali, non rende conto, da sola, di una difficoltà così forte e protratta… siamo in presenza della difficoltà culturale di un intero gruppo dirigente ad elaborare le forme di una moderna, responsabilizzante partecipazione e di un rinnovamento intelligente divenuto, nel frattempo, indispensabile al raggiungimento dell’obbiettivo.

Bisogna prendere coscienza del limite, andare oltre la soglia dell’esortazione e spezzare l’inerzia, promuovendo un percorso di ricerca delle energie migliori che si allarghi progressivamente verso la società civile… .

Garantire il buon funzionamento di tutti gli organi dirigenti del partito

Il rapporto fra direttivo ed esecutivo va impostato secondo un criterio di integrazione funzionale. Il direttivo va composto secondo criteri di qualità e rappresentatività.

I componenti degli organismi provinciali devono rispondere all’esigenza di un ricambio generazionale non limitato ai soli canoni anagrafici, ma di culture, esperienze, attraverso una selezione orientata alla rappresentatività di pluralità di genere, generazioni, gruppi sociali e professionali e di una rappresentatività territoriale..

Decide sui temi politici locali più rilevanti e viene coinvolto sulle grandi scelte nazionali.

E’ necessario rendere pienamente funzionanti gli organi di governo del partito. Per facilitare questo compito è necessario istituire organi di dimensioni tali da favorire la discussione ed istituire meccanismi di funzionamento trasparente.

In particolare si propone di:

–         istituire una segreteria con compito di direzione politica composta da un massimo di 10 persone;

–         istituire un esecutivo di massimo 20 persone;

–         istituire una direzione provinciale di massimo 80 persone;

–         redigere verbale durante ogni riunione da trasmettere a tutti i componenti entro la settimana successiva, comprendente le conclusioni del segretario;

–         prevedere la registrazione delle presenze tramite firma, separate fra eletti ed invitati, consultabile su richiesta dagli iscritti al partito;

–         istituire fra i componenti la direzione, integrabili anche con personalità esterne, dipartimenti di lavoro a tema e permanenti, dotati di risorse, con compito di monitorare con tempistiche non a schema fisso e di relazione, con parere “abbastanza” vincolante alla direzione.

L’esecutivo programma, seleziona e istruisce le questioni da proporre al direttivo e da corso alle decisioni adottando le formule organizzative e relazionali più appropriate.

Gli amministratori sono membri invitati, senza diritto di voto sulle questioni che riguardano l’esercizio delle loro funzioni. Il segretario e l’esecutivo propongono al direttivo i temi e i modi del coinvolgimento di simpatizzanti ed elettori non iscritti al Pd.

Orientamento alla società

Il partito deve favorire il confronto culturale con un’azione di approfondimento, animazione e informazione su tutte le grandi questioni civili ed etiche che percorrono le società moderne, formano il senso civico, influenzano i costumi di vita, confluiscono nella politica come luogo di condivisione e formazione dei progetti per il futuro.

Il Pd deve essere società, ritrovare e valorizzare la forza di una militanza generosa ed intelligente e ricercare l’apporto di chi ha con i partiti un rapporto di adesione meno intensa ma non meno preziosa, seguendo il profilo di un’organizzazione a geometria variabile.

Occorre stabilire un circuito permanente di ascolto, confronto e progettazione. Tutto deve essere pienamente aperto alla condivisione e teso a realizzare il massimo coinvolgimento e la massima corresponsabilizzazione. In questo quadro va rilanciato il rapporto con associazioni, comitati, movimenti di cittadini, nella comune ricerca e tutela del benessere collettivo…

Radicamento e apertura sono concetti coessenziali, non alternativi. I circoli costituiscono la prima espressione di questo modo di essere e di fare politica….

Occorre assumere modalità e pratiche che rispettino i tempi di vita e di lavoro delle persone che non fanno della politica una professione, per favorire la partecipazione e l’apporto professionale e culturale dei cittadini.

Formazione e selezione dei gruppi dirigenti.

L’allargamento della partecipazione è la premessa di ogni serio processo di selezione dei migliori con lo scopo di  formare una classe dirigente all’altezza dei compiti che si assumerà…

Il rinnovamento deve essere non solo generazionale, ma anche di approcci, culture ed esperienze; questo garantisce la vita di una formazione politica non solo perché ne assicura la continuità ma perché immette nel confronto punti di vista diversi necessari ad una fertile dialettica delle idee.

Confronto e responsabilizzazione sono la base di ogni percorso formativo che deve prevedere una verifica sperimentata della attitudini a ricoprire incarichi importanti.

Il Pd ha il dovere, nei confronti dei propri aderenti e delle comunità amministrate, di portare al governo dei processi politici e istituzionali le proprie risorse migliori.

Nessun criterio deve essere anteposto a questo, che può, al più, essere collegato all’esigenza di avere una rappresentanza di genere e anagrafica rafforzata rispetto a quella attuale.

La politica, come ogni attività umana, richiede a certi livelli professionalità che si acquisisce attraverso l’esperienza nella direzione dei processi decisionali.

Non deve però necessariamente coincidere con un professionismo che si protrae per tutta la vita, determina automatismi incongrui e finisce per ostruire i percorsi e limitare l’apporto prezioso di competenze maturate al di fuori dei tracciati tradizionali.

… Per le nomine degli amministratori di enti e di società controllate/partecipate occorre applicare rigorosi parametri di competenza, di cui venga dato conto con la massima trasparenza.

I rappresentanti del partito ad ogni livello devono garantire assoluta correttezza e trasparenza nella vita pubblica e in quella privata.

La sostenibilità come chiave dello sviluppo.

Economia e lavoro devono essere al centro dell’attenzione politica. Senza sviluppo non c’è benessere materiale delle persone e delle comunità, né la possibilità di ripartire le risorse in modo equo, riducendo la distanza che si è fatta così ampia da compromettere la coesione del corpo sociale.

Lo sviluppo alimenta il circuito virtuoso delle libertà e dei diritti che, a loro volta, in una società della conoscenza, sorreggono nuove opportunità economiche.

La sostenibilità ambientale è diventata, nel frattempo, la condizione stessa di riproducibilità del sistema che ci ha dato il benessere. Se non viene affrontata e risolta ostruisce il cammino dello sviluppo. La Green Economy è la risposta alla crisi nella prospettiva di una ricongiunzione tra economia ed ecologia.

Economia verde che non è solo un importante versante dell’economia su cui orientare l’innovazione delle imprese ma una concezione di vita, Green Life, che riconsidera, in un mondo sempre più congestionato i modi di produzione e di consumo.

Rapporto tra il Partito e le Amministrazioni

Negli enti locali e nelle società a partecipazione pubblica, nelle istituzioni della Provincia di Ravenna, dove il PD è investito di responsabilità a tutti i livelli di governo locale, occorre stabilire un corretto ed efficace rapporto tra il Partito e le Amministrazioni che, nel rispetto delle rispettive funzioni, sia in grado di impegnare gli organi di direzione politica nella discussione e sulle scelte che il partito di maggioranza propone per la città.

Dove sono in gioco interessi collettivi e scelte strategiche (servizi pubblici locali, scelte urbanistiche e inerenti lo sviluppo economico, politiche sociali) il PD, nei suoi organi dirigenti di livello corrispondente (direzioni comunali e provinciali) deve essere in grado di discuterne in tempo utile per far conoscere agli amministratori il proprio orientamento.

In questo senso vanno ridisegnati anche i ruoli dei circoli, che vanno adeguatamente sostenuti per raccogliere istanze e costituire reali luoghi di partecipazione attiva alla vita della comunità locale.

Particolare attenzione va posta nella costruzione di strumenti di democrazia partecipativa, come stimolo, proposta e verifica del lavoro degli amministratori. La costruzione del programma di mandato, bilanci partecipati, bilanci di mandato, valutazione dei risultati delle politiche pubbliche devono essere frutto della partecipazione attiva dei circoli.

Un’idea di sviluppo e di benessere: temi politici del territorio ravennate

Il nuovo Segretario Provinciale, la Segreteria e la Direzione che saranno chiamati a dettare le linee guida per i prossimi anni del nostro territorio riteniamo che dovranno occuparsi di questi temi.

  • arrestare il consumo del territorio incentivando il recupero del patrimonio edilizio esistente;
  • progettare lo sviluppo su area vasta, rafforzando i legami di sistema e ricercando relazioni di rete anche oltre l’ambito provinciale;
  • il lavoro e le imprese: perseguire uno sviluppo economico intersettoriale equilibrato cha favorisca l’innovazione nel settore industriale e artigiano e sostenga l’agricoltura del territorio;
  • ridurre, per quanto di competenza delle istituzioni locali, gli adempimenti delle imprese all’essenziale per garantire il rispetto delle leggi e la tutela dei cittadini;
  • incalzare il Governo sulle questioni infrastrutturale irrisolte nell’ottica di una revisione dei trasporti che deve avere una natura di sistema padano e nazionale, per renderli più efficienti ed economici  e per proteggere la salute dei cittadini minacciata dall’inquinamento; rafforzare l’azione sul fronte della mobilità cittadina  che, nelle città di medie dimensioni, vede ridursi progressivamente l’apporto dei mezzi pubblici sempre più circoscritti ad una tipologia d’utenza meno avvantaggiata;
  • in generale va previsto un piano di trasporto che nel medio periodo sposti la mobilità regionale dalla gomma verso il ferro –green mobility- (potenziamento degli spostamenti dei pendolari da e verso i grandi centri della regione). Conseguentemente potenziare anche parcheggi scambiatori esterni;
  • blocco della costruzione di nuovi ipermercati, valorizzazione dei centri storici, rilancio attività commerciali ed artigianali;
  • contrazione con i nuovi POC delle aree edificabili e inserimento nei POC di criteri di risparmio energetico, energie rinnovabili e bioedilizia; incentivare la costruzione di edifici privi di barriere architettoniche in previsione del progressivo invecchiamento della popolazione;
  • green economy: dire no al nucleare e coordinare gli indirizzi sulle nuove tecnologie sulle fonti rinnovabili a livello provinciale;
  • verso rifiuti zero: riuso – riciclo – selezione – trasformazione – distruzione; generalizzazione della raccolta  “porta a porta”; promozione di una filiera corta dei rifiuti; modifica della aliquote di pagamento per lo smaltimento, legandole alla quantità dei rifiuti prodotti con il superamento delle tariffe legate alla metratura abitativa;
  • consolidare la vocazione turistica, arricchendo e qualificando l’offerta con una più marcata caratterizzazione ambientale (rilanciare il parco del delta del Po, progettare lo sviluppo dell’energia solare sulla costa (Riviera solare) valorizzare la ricchezza paesaggistica dell’area collinare);
  • politiche socio-sanitarie: potenziamento e sostegno a interventi di sviluppo di comunità e reti partecipate, politica sociale attenta alle famiglie, sostegno alla crescente domanda di assistenza sanitaria domiciliare e garanzia in un sistema socio-sanitario regionale che prevede l’accreditamento delle strutture, di un giusto equilibrio tra gestione pubblica e privata nell’ottica della centralità dei diritti delle persone;
  • l’istruzione e la ricerca: denunciare con forza il progressivo svuotamento di risorse e di ruolo della scuola pubblica da parte del Governo centrale; necessità di un’azione comune di denuncia e di informazione ai cittadini; le amministrazioni si impegneranno comunque responsabilmente a sopperire, per quanto nelle possibilità delle proprie risorse e competenze ai tagli del governo sostenendo le politiche scolastiche;
  • una politica per la casa incrementando i finanziamenti per l’edilizia residenziale pubblica e i sostegni ai mutui e agli affitti dei giovani;
  • Le pari opportunità: più dignità e peso alle donne e ai giovani a partire dalla composizione della prossima Direzione e Segreteria Provinciale del PD e dalle elette e dagli eletti nelle prossime elezioni amministrative.
  • Il mondo policentrico e la società multietnica sono la realtà e il futuro certo dell’umanità. La storia umana non si ferma con una legge: governarne il corso è il solo modo di garantire lo sviluppo e la sicurezza nella libertà. Pensare all’integrazione in grande, tra i popoli e all’interno di ogni Paese vuol dire costruire il futuro. E’ un processo inevitabile, necessario e prezioso. Dobbiamo garantire flussi legali e integrare chi viene legalmente .Per chi viene ci sono regole e valori universali da rispettare,  per chi accoglie ci sono diritti uguali da riconoscere. Diritti e doveri sono sanciti nella nostra Carta Costituzionale, che è garante di una convivenza e di opportunità egualitarie e rispettose della dignità di tutti gli individui.
  • Promuovere iniziative di consultazione e ascolto degli iscritti e dei cittadini per i temi sociali ed ambientali, per accogliere proposte e contributi per orientamenti politici che coinvolgono ampiamente la società

La coerenza delle prassi politiche ed amministrative con le posizioni annunciate su temi cruciali come quelli sopraelencati deve essere sempre massima, per consentire al partito di riguadagnare la credibilità che molti cittadini sembrano non accordargli più.