Ha vinto Malpezzi

Faenza, elezioni primarie per il futuro candidato sindaco. Si sono contrapposti Malpezzi, area Pd, e De Tollis, candidato ufficiale del Pd. Ha vinto con largo margine Malpezzi.

Da osservatore, che guarda alle cose faentine in quanto comune guida del territorio, faccio alcune considerazioni. La grande partecipazione al voto, oltre settemila cittadini, consolida il sistema delle primarie, testimonia la voglia di partecipare e riconosce il valore della politica.

Ha perso il candidato sostenuto dalla dirigenza del partito, il segretario provinciale, il sindaco in scadenza, il deputato. Ha perso il candidato per il quale si era espresso la quasi totalità della direzione faentina del partito.

Non entro nel merito, ma è politicamente un fatto di grande portata anche se non nuovo (Forlì, Firenze, ecc.) che dovrà produrre delle conseguenze. Non so, ma questo forse vuol dire che in molte parti abbiamo dirigenti e organismi, non abbastanza in sintonia con gli elettori e la città.

Ha vinto il candidato sfavorito dai pronostici, ma che ha detto le cose più chiare (non entro nel merito), meglio comprese e più sentite dagli elettori.

Sul tema della mancata sintonia dei gruppi dirigenti con la base vorrei ricordare che nel corso delle passate elezioni primarie per il segretario nazionale, a Faenza – come anche in altri comuni – nessuna persona con il benchè minimo incarico politico, amministrativo, sindacale, associativo, targato Pd si era pronunciato per Marino, quando invece alla luce dei fatti ha preso più del quindici per cento dei voti degli elettori.

Spero che ora nessun dirigente del partito, sentendosi sconfitto, dica che è colpa del regolamento delle primarie. Potrà anche essere migliorato su qualche punto, ma i problemi sono altri. Bisogna ascoltare tutte le campane che suonano, con intelligenza e lungimiranza. Di sicuro in questa partita ha perso, per così dire, la burocrazia del partito, ma forse ha vinto il partito.