Verso sud quattro, Siponto

Via da Mattinata con qualche rammarico, puntiamo verso Siponto – Manfredonia. Desideriamo vedere il lavoro di Edoardo Tresoldi, un artista milanese che ha ricostruito nel Parco archeologico del quartiere, sulle proprie fondamenta, la struttura di un’antica basilica eretta nei primi anni del cristianesimo. La particolarità deriva dal fatto che la costruzione è stata realizzata in rete zincata elettro saldata.

L’istallazione si trova accanto all’antica cattedrale di S.Maria Maggiore, chiesa con opere d’arte di notevole pregio.

Il complesso si trova nel mezzo di un grande parco archeologico riferito ad uno dei più antichi insediamenti italici, la cui nascita viene stimata attorno al quinto millennio Avanti Cristo. Parlando con persone all’apparenza bene informate, ci dicono di un progetto di ampie dimensioni e di grande interesse storico, al momento fermo e della difficoltà nel proseguire gli scavi per conflitti di interesse con le proprietà dei terreni. Difficoltà che, fra altro, fanno si che nonostante la costruzione di una adeguata e bella reception non si riesca a fare ancora pagare il meritevole biglietto di ingresso.

La reception

Continuando il dialogo con le persone del luogo, arrivo a ricordare le perplessità ricavate dalla visita a Mattinata.

La persona che intrattengo, che a me è parsa seria e responsabile, aggiunge che anche Manfredonia è senza Consiglio comunale in quanto sciolto e commissariato per ingerenze mafiose. Mi dice che i territori di Manfredonia, Mattinata e Monte sant’Angelo sono visti come il centro della mafia del Gargano. Afferma che molti comuni si stanno ripulendo, che è in corso una reazione popolare, che sono fiduciosi. Se non ho capito male anche Monte sant’Angelo è gestito dal Commissario prefettizio, o lo è stato per lungo tempo fino a pochi mesi fa.

Che dire, se non che ci dispiace. I luoghi sono molto belli, rappresentano una attrattiva turistica di pregio, il dovere che sento verso queste persone è quello di incoraggiarli e di non lasciarli soli. La Puglia è una regione bella e progredita, con giuste aspettative per il futuro. Deve riuscire a ripulire completamente le proprie istituzioni. Ma la Puglia fa parte dell’Italia e non è che il resto del Paese stia poi così meglio.

Decidiamo di visitare la marina di Manfredonia.

Partiamo in bici dal parcheggio della chiesa appena visitata e, attraversando la zona archeologica, giungiamo al mare. Qui incontriamo un percorso ciclabile ricavato in un arredo urbano della costa molto bello. Alcune piazze che si stagliano sul mare sono veramente da vedere. Andando in bici può capitare di forare. A noi capita e cercando un meccanico, ci sentiamo rispondere che apre alle cinque del pomeriggio. I giorni successivi capiamo che quello è orario usuale per l’apertura di negozi e botteghe. Per noi una ulteriore prova di quanto l’Italia sia complessa.

Manfredonia – Lungomare

Verso il centro, incontriamo il porto turistico. Ai miei occhi è di grandi dimensioni e occupato da tante barche di pregio. In compenso le dighe foranee costruite attorno ad esso, con sopra costruzioni per attività ludiche e commerciali, appaiono desolatamente sottoutilizzate. L’immagine pare quindi a me quella di una speculazione edilizia consumata ai danni del territorio.

Il porto dei pescatori è invece bello e vivace.

Alle spalle si staglia il Castello svevo angioino che decidiamo di visitare. Lavori in corso, ma reception bella e moderna, presidiata da due impiegati, funzionante. Ci dicono che possiamo visitare le mura e che l’ingresso è gratuito. Anche qui? Cerco di capire e mi dicono che la ragione sta nel fatto che da tempo tentano di fare decollare un polo museale con ingressi a pagamento, ma che non riescono a mettersi d’accordo. In questo centra anche la Curia del luogo. Al porto ci riforniamo di pesce dalla pescheria dei pescatori; due orate dell’allevamento locale – famoso in tutta la costa – una bella triglia di scoglio e quattro gamberoni. Sono di ottima qualità e ci divertiamo a cucinarlo e assaggiarlo.

Manfredonia – Castello Svevo

All’imbrunire torniamo nella zona archeologica per vedere la basilica di Tresoldi illuminata sotto la volta stellata del cielo. L’effetto è molto bello. L’apparenza è quella dell’assenza di materia, di qualcosa di annebbiato di cui ricercare i contorni. La costruzione, alta 14 metri, è stata eretta in rete metallica zincata ed elettro saldata. Viene illuminata dal basso verso l’alto con luci tenui, indirizzate.

Siponto – L’istallazione di Tresoldi

Ne parlo perchè a Castel Bolognese, la città in cui abito, da tempo nell’ambito dell’Amministrazione comunale si parla della possibilità di ricostruire con eguale tecnica la torre minata e fatta saltare per la guerra dai tedeschi. Non mi soffermo su cose di cui non conosco lo stato dell’arte. Posso dire però che a mio parere, se il progetto andasse in porto, susciterebbe curiosità e interesse. Le tre piazze di Castello verrebbero abbellite e sarebbero valorizzate. Una istallazione di quel tipo costituirebbe una attrattiva certa per il turismo dei piccoli centri. La torre, assieme al Museo Civico, al museo Biancini, a Santa Maria della Misericordia, a San Francesco, al Molino Scodellino costituirebbero un insieme di attrazioni veramente interessanti.

Per la notte ci fermiamo con i camper nel grande parcheggio del porto turistico. Tutto tranquillo. Ed ora alcune foto.