Joux-la-Ville e Noyers sur Serein

Dopo qualche giorno nel Morvan ci siamo spostati a nord, verso Auxerre, avendo sempre come riferimento il canale del Nivernais e il fiume Yonne. Praticamente a zonzo come piace a noi, con una sola indicazione di massima fornitaci da Veronique (grazie).

Il contesto è quello tipico di gran parte della Francia: campagne ondulate, boschi, prati pascolo, strade dritte, traffico inesistente, qualche casa isolata, piccoli agglomerati abitativi, qualche comune.

Ci fermiamo a Joux de la ville.

Occorre sapere che in Francia quasi tutte le piccole città sono proposte come “fiorite”. E’ vero, si nota subito e quello è uno dei criteri che spesso ci porta a fermarci. In questo caso è un mordi e fuggi che però ci consente di notare alcune caratteristiche comuni ai piccoli centri abitati di campagna in questa regione. Solo vecchie case, non si capisce quanto abitate; molte di queste in vendita.

La bella chiesa, anche qui deserta, è un Monumento storico. L’arredo è povero e antico. Appare tutto in semplice e gradevole armonia. Poco distante una delle cento fontane perenni della zona. In questo caso adibita a lavatoio.

Joux de la ville

Verso sera arriviamo a Noyers sur Serein, descritta come uno dei borghi medioevali più belli di Francia.

All’ingresso della cittadina si trova un piccolo camping comunale, ma noi ci avventuriamo seguendo la P di parcheggio e ci allochiamo per la notte dietro al Museo. L’impianto del borgo è medioevale e buona parte delle case sono quelle a graticcio del 600″. Attorno le mura con due porte principali e tante torri circolari; poi un bel fiume, il Serein, con molto verde; sopra i ruderi dell’antico castello. Tanti sentieri da percorrere a piedi e la solita bella ciclabile accanto al corso d’acqua.

Il fiume Serein

La città è dedita al turismo e si nota dalla cura con cui viene custodita.

Appare immersa nel verde; il fiume che la circonda per tre quarti si presenta visto dall’alto come un grande corridoio naturalistico, attrezzato, non nato a caso. Pochissime auto in giro e nessuna di sabato e domenica. Case antiche, stradine e piazzette ben curate; botteghe artigianali e ristorazione ben presente e in spolvero, ma non invasive. Un grande Museo civico che raccoglie di tutto, fino alle collezioni di soldatini, ma che in quel contesto ha un senso. Passeggiare e perdersi nelle antiche vie del borgo è bello, così come passeggiare fuori le mura, in mezzo ai giardinetti e orti abbelliti da tante istallazioni che si presentano come piccole, vere opere d’arte.

Scorcio di antiche case

Al mattino decidiamo di salire per visitare i ruderi del castello e ammirare il panorama.

Percorriamo la riva del Serein dalla parte delle antiche torri e per  mezzo di un sentiero segnalato arriviamo a quello che era il castello dove troviamo una squadra di giovani scout intenti a lavorare come muratori e scalpellini. Il gruppo è allegro e ci accoglie con gioia. Li guida un uomo che ci spiega, in inglese, il senso di quello che stanno facendo. Intendono recuperare i ruderi per sfruttare il complesso per fini turistici e per conservarne la memoria. Opera un’Associazione che promuove cantieri di giovani, anche stranieri, che poggiano sull’idea del volontariato e che si sostengono principalmente con donazioni. Infatti, proseguendo nel cammino attorno ai ruderi, incontriamo un cantiere di giovani israeliani. Loro stanno più in disparte. Protetti da segnali di divieto di passaggio e di entrata diretti da una di quelle persone con la barba e il cappello nero, come a volte si vedono nelle cronache dall’Israele. Nemmeno a pensare di potere interloquire con loro.

Proseguiamo e da punti diversi possiamo scorgere dall’alto il bel panorama della cittadina e della rigogliosa campagna che gli sta intorno. In cima al cocuzzolo sono state piazzate diverse istallazioni. Opere realizzate con cura e belle da vedere. Terminato il giro re-incontriamo gli scout e lasciamo loro un’offerta, certamente gradita, per il loro lavoro.

Da non perdere, la visita al Museo delle Arti Naifs e Popolari.

Cresciuto nei secoli con le donazioni di artisti e cittadini, oggi è un punto di riferimento imperdibile per gli amanti dell’arte semplice. Visitarlo costa quattro euro. I dipinti che maggiormente mi hanno colpito sono quelli di una mostra temporanea di un pittore  naif, Manuel Costà detto Costam. Le foto, di alcuni suoi quadri, come quella dei ciclisti a Troyes, sono conosciute anche in Italia. Curioso il quadro di “sconosciuto” che rappresenta un bidet e l’oggetto che spesso se ne serve.

Quadro naif di Manuel Costà

Concludiamo con il consiglio di visitare questo antico borgo, avendo a disposizione tempo e con lo spirito della curiosità. E’ veramente gratificante porre lo sguardo sui piccoli particolari di qualsiasi cosa. Una porta, un balcone, uno stipite, un portico, una vetrina, una edicola, un orticello, un tetto, un cortiletto, un nido di rondine sotto il quale magari è stato steso un telo per proteggere i passanti, una scultura: si ha come l’idea che ogni piccola cosa parli, ci dica qualcosa. E’ una sensazione veramente piacevole.

Ed ora alcune altre foto.

Qui le puntate precedenti del viaggio:

1 – Borgogna e Morvan, Saulieu

2 – Le cittadine del Morvan e Chatillon-en-Bazois