Digione

Tornati alla base, nel Morvan, Nina ci ha accompagnati in visita a Digione. Eravamo curiosi di vedere dove  nostra nipote vive gran parte dell’anno. Nina ha 16 anni, oramai 17. Frequenta la seconda Superiore, coabita con una sua amica nella casa della mamma. Rientra nel Morvan il venerdì sera e torna a Digione il lunedì mattina. In Francia la scuola dura 10 mesi, gli studenti però sono in vacanza due settimane intere ogni sei settimane di attività. L’orario è a tempo pieno. A casa il sabato, la domenica e  il mercoledì pomeriggio.

Abbiamo visto la sua casa, la sua scuola, la strada che percorre per andare a scuola e quella per andare in città con quattro fermate di tram. Abbiamo scrutato il quartiere e notato la padronanza con cui Nina si comporta. Ci ha condotto in giro, facendoci notare le caratteristiche di maggior rilievo di Digione e sotto la sua guida ci siamo sentiti felici.

Digione – una città delle dimensioni di Ravenna – è la capitale del dipartimento della Cote-d’Or e della Prefettura della regione Borgogna-Franca Contea.

E’ posta al centro della storica direttrice sud-nord: Lione, Digione, Parigi. Venne fondata dai romani, ma la tracce storiche maggiormente evidenti sono medioevali. Il suo patrimonio architettonico, imponente e molto ben conservato, testimonia il fasto che la città ebbe a livello europeo. A noi è parsa una città piuttosto moderna, elegante, con una grande zona pedonale e poco traffico veicolare in genere. Lo si deve certamente ad un efficiente trasporto pubblico e alla cura con la quale viene promosso.

Abbiamo notato che le indicazioni a terra ci guidavano alla Rue de la Chouette – la via della civetta.

Seguita quella traccia, ci siamo trovati in un’antica via con case medioevali a graticcio assai ben conservate. Questa via si trova a fianco della chiesa di Notre Dame, in un angolo della quale si trova la famosa civetta, la piccola scultura del volatile che i francesi usano toccare con la mano sinistra, esprimendo un desiderio.

Dicevamo dei grandi palazzi.

All’interno di uno di essi troviamo una grande epigrafe con scritta la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei cittadini, uno dei testi fondanti della Costituzione francese. Il ricordo pubblico della loro Costituzione è un fatto molto comune in Francia. Infatti le tre parole che la orientano: libertà, uguaglianza, fraternità sono spesso visibili nella facciata dei loro Municipi e in altri luoghi.

Un altro imponente palazzo, recentemente ristrutturato, ospita il Museo delle belle Arti.

L’abbiamo visitato con piacere, sempre con Nina come guida. E’ un enorme contenitore di opere indistinte, classificate nel tempo, un poco difficile da seguire secondo logica, essendo le mostre distribuite su piani diversi, con molti corridoi e centinaia di stanze. Sono esposte fra le altre belle opere di Guido Reni, del Veronese, di Tiziano.

La visita finisce a tavola.

Andiamo a sentimento e io pesco non benissimo. La portata che nella Francia da noi visitata equivale alla nostra pizza napoletana è la gallette, una sorte di crepes. Le fanno con diversi ingredienti di base, poi le imbottiscono variamente. Io ne ho scelta una di sapore dolce imbottita con formaggi, noci, prosciutto cotto, miele e chissà cosa ancora. Per il mio gusto, poteva andare meglio. Mentre quelle di Nina e Marisa sono state di loro gusto.

Tornando verso il tram, abbiamo dato un’occhiata alle piazze che due sere dopo avrebbero ospitato alcuni concerti musicali.

Un tradizionale appuntamento di fine estate con i giovani di Digione che segna la ripresa dell’attività scolastica. Nina voleva partecipare. Ha vinto con caparbietà la sua battaglia e, dopo le opportune verifiche di contesto, è andata con l’amica Lucie. Muovendo così un altro passo verso la sua maturità. Contenta lei, contenti tutti.

Ed ora altre foto.

Queste le puntate precedenti del viaggio:

1 – Borgogna e Morvan, Saulieu

2 – Le cittadine del Morvan e Chatillon-en-Bazois

3 – Joux-la-Ville e Neyers sur Serein

4 – Chablis e lo Chablis

5 – Vincelles e Auxerre