Cefali con le melograne

Se volete stupirvi provate i cefali con la melagrana. Hanno riaperto la pesca; venerdì mattina il pescivendolo aveva i cefali, di valle e della qualità migliore, quelli con la macchia gialla vicino agli occhi. Li ho cucinati come si faceva a casa una volta.

Prendete quattro cefali di piccola taglia (sono migliori). Scagliateli, eviscerateli tenendo da parte le uova, tagliate la testa, la coda, le pinne in modo che possano essere contenuti dalla vostra pirofila da forno. Lavateli.

Fate un abbondante trito di prezzemolo, aglio, pane grattugiato e condite con olio, sale e pepe. Riempite col composto la pancia dei cefali, inserendo anche le uova. Rotolate gli stessi nel composto rimasto. Componete i cefali nella pirofila foderata con la carta da forno, aggiungendo poco vino. Infornate a 180 gradi, per 25 minuti circa.

Quando sono cotti, ponete i cefali in un piatto da portata, spaccateli e conditeli con un filo d’olio, un pizzico di sale e di pepe. Stringete sopra una melagrana, irrorando i cefali con il suo roseo succo dolciastro … e buon appetito.

Come sempre, la bontà del piatto deriva dalla qualità degli ingredienti. Nel caso del cefalo, spesso dipende da dove ha pasturato: se nell’acqua ci sono idrocarburi, saprà di petrolio. Ecco perchè il cefalo di valle è preferibile (poi non è sempre detto). Per conoscere il cefalo di valle … fidatevi del vostro pescivendolo. Sappiate però che il cefalo di valle fresco è come spalmato da una sottilissima patina gelatinosa.