Sono 26 le centrali a biomasse per le quali è stato chiesto il parere alla Provincia di Ravenna fino a metà gennaio. Dodoci di queste saranno alimentate con biogas (fermentazione batterica); cinque con biomasse solide (legno, cippato); nove con biomasse liquide (spremitura). Per 19 di queste l’iter dei permessi è concluso, mentre per sette è tutt’ora pendente. Da questo elenco sfuggono quelle già autorizzate, fra le quali quella mega di Russi che, con i suoi 30 megawatt, sarà una delle maggiori d’Italia
La discreta mole di finanziamenti a fondo perduto, che a quanto pare si protrarrà ancora per anni, pare renda molto appetibile l’investimento. E’ quindi logico prevedere che in Provincia possano essere costruiti un numero notevolmente maggiori di impianti rispetto a quelli fino ad ora autorizzati o in pendenza di autorizzazione. Prosegui la lettura…
Per allocare un biodigestore da 1 Megawatt (999 Kw), occorrono fino a 30.000 metri quadrati di terreno (3 ettari). Deve poi essere nutrito con circa 25.000 tonnellate di materia prima (mais, sorgo, fieno, ecc.) all’anno. Per trasportare questo materiale si può ipotizzare il passaggio di 5/6.000 fra camion e trattori all’anno, con evidenti picchi stagionali. Nell’attesa delle “digestione”, che sarà graduale nel tempo, questo materiale andrà allocato.
Quali sono quindi i problemi all’ambiente che si possono prevedere anche solo sulla base di queste scarne informazioni? Alcuni si possono evidenziare con quasi certezza, starà poi agli organi preposti smentire o confermare i dubbi.
Le materie prima allocate, in attesa della “digestione”, potranno fermentare e dare corso a cattivi odori, oltre che a polveri. Il gas che origina la “digestione”, per produrre energia, deve essere bruciato. Sicuramente quindi avverrà una uscita di polveri dai camini. Qualora il digestore sorga in campagna, la rete viaria approntata quando transitavano i carri trainati dai buoi, non sopporterà il traffico dei mezzi pesanti con le conseguenze che si possono bene immaginare.
In questi giorni ho recuperato il testo della risposta resa dall’assessora provinciale all’ambiente ad una interrogazione circa la vicenda dei biodigestori in provincia di Ravenna. E’ molto significativa per la realtà che rappresenta e per gli interrogativi che di conseguenza si pongono. Domani ne parlo.

Manifestazione del Pd
Quindicimila i partecipanti alle primarie di ieri: meno della metà di coloro che votarono per Bersani, meno di un quarto di quelli che fecero la fila per Prodi. Se poi scaliamo i fan, quelli portati, i doverosi, ci accorgiamo che i cittadini che hanno sentito queste elezioni sono stati abbastanza pochi. Bisagna certo mettere in conto la brutta giornata invernale e il periodo festivaliero, ma questo non basta a giustificare la bassa frequenza.
Le ipotesi possono essere varie. Innanzitutto si può pensare che l’istituzione provincia sia quella meno percepita dai cittadini e non senza ragione. E’ un ente che in particolare smista risorse proprie e della Regione verso i comuni, che quindi regola interessi. Spesso alloca risorse, non in base ad una effettiva pertecipazione degli enti che dovrebbe coordinare e sulla base di criteri di equità e di giustizia, bensì subendo il peso politico dei vari enti. Non a caso le persone più avvedute pensano per il futuro ad accorpamenti su aree vaste per le varie provincie, passando poteri propri alle costituende associazioni dei comuni, quindi più vicino ai fruitori. Nel nostro caso si parla di provincia Romagna.
Una seconda ipotesi giustificativa della scarsa partecipazione, può essere ricondotta la fatto che i competitor non abbiano saputo mobilitare abbastanza con i loro programmi e le loro modalità organizzative i cittadini elettori, a partire dalla schiera sempre più ampia di coloro che allargano il partito dell’astensione. Deve fare urgentemente riflettere la troppo scarsa presenza di giovani al voto. Prosegui la lettura…
Voto Serena perché: nasce con il Pd, quindi non è ex di niente; è una candidatura sorta dal basso; vuole mettere un freno al consumo del territorio e alla cementificazione; privilegia la ferrovia al trasporto su gomma; penso che farà uscire Castel Bolognese dal cono d’ombra in cui è stato lasciato per anni; parla di apertura, dialogo e condivisione; mette la qualità alla base di un nuovo sviluppo economico; vuole la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e la filiera nella gestione degli stessi; parla di sostenibilità ambientale, di green economy, di maggiore sobrietà negli stili di vita; sostiene la cultura, l’arte e la bellezza; dice di volere investire maggiormente nella ricerca e nelle persone; punta ad una valorizzazione dei centri storici e a città più belle; si è impegnata ad assumere la trasparenza come stabile compagna di viaggio; vuole pubbliche amministrazioni in case di vetro; parla di dovere di essere controllati e di rendicontazione; è giovane e donna; ha l’esperienza che conta. E’ laureata col massimo dei voti in Fisica, con un Dottorato presso l’Università di Bologna, è stata ricercatrice presso prestigiosi istituti di ricerca italiani e stranieri, fra cui l’Enrico Fermi di Roma e la Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati di Trieste, ed ha ora un incarico alla “School of Physics and Astronomy” di Nottingham, in Gran Bretagna, ha collaborato con l’Universita’ di Harvard, il Max Planck Institute di Monaco, il Weizmann Institute di Tel-Aviv.
Voto Serena perché a Natale siamo tutti più bravi.

Con 3200 firme – 3900 quelle di Casadio – Serena Fagnocchi ha conquistato il diritto di partecipare alle elezioni primarie per il candidato di centrosinistra alle prossime elezioni provinciali. Un risultato per molti inaspettato, dato l’enorme sproporzione delle forze in campo. Da un lato pressochè tutti i sindaci e gli assessori, i dirigenti di primo piano del Pd e quasi tutti i segretari, il netto favore della stampa, dall’altro una persona con un manipolo di supporter. Il risultato ottenuto da Serena ha diversi significati e deve fare riflettere.
Il Partito Democratico deve essere fiero di avere proposto per primo le elezioni primarie in Italia. Esse devono essere un grande processo democratico, utili alla scelta del candidato più gradito e del programma migliore. Se così è, per non tradirne lo spirito, sono necessarie il realizzarsi di due condizioni: i dirigenti del partito debbono essere essenzialmente garanti della competizione in campo fra i vari concorrenti e non prendervi direttamente parte, scegliendo l’uno o l’altro; l’altra condizione da favorire è il sostanziale equilibrio delle risorse economiche in campo. I dirigenti che partecipassero alla contesa e fossero sconfitti, quali conclusioni dovrebbero trarre?
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Congresso del Pd di Castel Bolognese
Riporto una sintesi dell’appello (il testo intero potrete leggerlo fin dai prossimi giorni nel sito del PD provinciale) di un gruppo di militanti del Pd che nelle recenti primarie per l’elezione del segretario nazionale, hanno sostenuto Ignazio Marino.
Premessa
Il risultato delle Regionali ci ha detto che per corrispondere alle aspettative che la nascita del Pd aveva suscitato, per far crescere una cultura, curiosa, ospitale, aperta alle domande della società, per dare risposte ispirate a valori di libertà, giustizia e solidarietà la strada da fare è ancora molta. …. Ci siamo ritrovati per preparare un documento da proporre ad Alberto Pagani, candidato alla Segreteria del PD della nostra provincia. Confermiamo la nostra stima nei suoi confronti e gli chiediamo di imboccare con determinazione la strada dell’apertura verso tutte le espressioni progressiste della società e del rinnovamento. Abbiamo quindi deciso di dare massima visibilità al documento e chiediamo a tutti gli iscritti del Pd di leggerlo e, se lo ritengono condivisibile, sottoscriverlo…
Il senso di una missione
Non si può parlare dei partiti senza affrontare il tema della democrazia e non si può parlare della salute della democrazia se non la mettiamo in rapporto con le domande e le espressioni della società civile… Prosegui la lettura…

Recente manifestazione per salvare l'Omsa
Benessere economico e disagio sociale. Ho ricevuto un lavoro di Rino Gennari, una persona attenta all’evoluzione economica e sociale della nostra provincia, che analizza i dati di un rapporto sulla qualità della vita nelle provincie d’Italia e sviluppa alcune considerazioni. Gennari analizza il rapporto de “Il Sole-24 ore”, elaborato dal suo Centro studi Sintesi, pubblicato recentemente (ndr).
“Il rapporto de “Il Sole-24 ore” … Concentro l’attenzione sulla situazione della nostra provincia. Nella classifica generale, rispetto l’anno precedente, Ravenna passa dall’11° al 12° posto, ma la distanza in percentuale dalla prima in classifica diminuisce, passando da meno 9,7% a meno 8,11%. Inoltre, aumenta il proprio punteggio rispetto alla media nazionale di circa il 2,6%. Si registra quindi un leggero miglioramento relativo. Prosegui la lettura…
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