Dopo il canto e l’incanto, ora il disincanto. La parabola discendente di Berlusconi è certificata da un voto per lui disastroso, che pare trascini anche una Lega incredula. Il PD dimostra di essere un partito dalle grandi potenzialità, la cui base costitutiva tende sempre più a solidificarsi. Il PD, come fisionomia di partito moderno, riformatore e di governo, è in netto vantaggio sul PDL, che appare sempre più un non partito. Questo lascia presupporre che la fase del ricambio politico, anche in Italia, si stia avvicinando.
In questi giorni nel campo di chi ha vinto, le riflessioni si moltiplicano. Come si conviene e come è possibile, dato che oggi ci sono mezzi informativi che consentono a tutti di dire la loro. Non sfuggo alla regola e faccio anch’io alcune considerazioni. Prosegui la lettura…
Credo che, in generale, ma particolarmente in questa tornata elettorale, la cosa più importante sia andare a votare. La vicenda politica di questi anni dimostra quanto sia difficile, ammesso sia giusto, cambiare il risultato del voto. La vicenda di Fini è emblematica. In questi anni tutti coloro che si sono indignati per l’inadeguatezza di Berlusconi, oggi e domani, con il voto, hanno il modo di tradurre la propria indignazione in un fatto concreto. Dopo è tardi.
Berlusconi ha trasformato un voto amministrativo in voto politico. E’ l’ennesimo errore di questa incredibile persona, ormai avviata lungo il viale del tramonto. Tiene su un governo rabbrecciato, con i voti decisivi di qualche deputato dell’altra parte e con l’importante sostegno politico degli estremisti fascisti. Anche la Lega si svena, dona del suo sangue, per puntellare questa persona oramai indifendibile e impresentabile agli occhi di tanti. Prosegui la lettura…
Riporto il contributo di Rino Gennari sull’argomento. Oltre che un grande amico, è, per molte ragioni, una persona autorevole della sinistra nella nostra provincia. Espone analisi e idee interessanti. Più o meno sullo stesso argomento, domani, proporrò un appello di aderenti al Pd della nostra provincia che si inserisce nel dibattito congressuale dei circoli e provinciale. Spero che questi contributi siano letti e commentati da tanti lettori.
LE LEZIONI
Chi ha vinto e chi ha perso
Chi si appresta a leggere queste righe ormai è già molto informato. Perciò mi limito a riassumere il quadro, nel cui contesto inserire una sommaria analisi del voto in Emilia-Romagna e nella nostra provincia, con poche mie riflessioni.
Il confronto riguardante i voti, le percentuali e l’astensione, lo faccio col 2009, perché rispetto al 2005 siamo in un’altra stagione politica.
Il centro destra ha vinto le elezioni regionali, in misura, in modo e in condizioni tali da consentire a Berlusconi di rilanciare in grande stile l’attacco al nostro sistema democratico fondato sulla Costituzione, con l’obiettivo di istaurare un regime dispotico-plebiscitario nel quale comanda un uomo solo, in assenza dei contrappesi fondamentali caratteristici delle democrazie liberali. L’esito dei ballottaggi nelle elezioni amministrative conferma la tendenza negativa per il centro sinistra. E’ però giusto segnalare che il centro destra ha vinto, ma ha dovuto registrare nell’insieme delle 13 regioni, rispetto al 2009, una riduzione % del suo vantaggio sul centro sinistra. Comunque, ha vinto in un modo che probabilmente gli creerà problemi interni Prosegui la lettura…

Porto Corsini
LA CAMPAGNA ELETTORALE – E’ stata brutta perché condizionata dal prepotere dei midia televisivi asserviti in modo vergognoso al signor B. Con i suoi siparietti, con la sua immagine finta, ha sbracato ancora una volta, impedendo una riflessione serena sui temi di attualità e alimentando di fatto la disaffezione al voto.
PDL – A capo del suo partito, il signor B perde il 5/6 per cento dei voti sia sulle europee che sulle politiche. Eppure tutti giù a dire che ha vinto. Quando in realtà a vincere è stata la Lega. Scommetto che se, dall’altra, parte avesse vinto L’Italia dei valori, nessuno avrebbe incensato Bersani come vincitore. Ma allora perché, mi chiedo.
PD – Le cose non sono andate male, ma è molto difficile pensare potessero andare peggio. Sento parlare di alleanze da Grillo, a Casini, alla federazione dei comunisti, passando per Vendola, qualche repubblicano, alcuni socialisti, un po’ di Verdi. Se partiamo da queste alchimie tattiche come possiamo pensare di avere un programma chiaro, preciso, fatto di pochi punti, con dei si e dei no chiari e chiaramente comprensibile da tutti? Mah, attendo spiegazioni. Prosegui la lettura…
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