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Posts Tagged ‘crisi’

Riflessione

6 dicembre 2011 domenico Nessun commento

Napoli - Galleria di Capodimonte

(Ignazio Belfiore). A metà degli anni ’80,  abitando per lavoro a Napoli, approfittai per visitare la splendida Galleria Nazionale di Capodimonte nella quale sono esposti splendidi quadri.

Di questi uno mi colpì particolarmente. Un quadro buio, posto in un angolo di una sala. Si trattava della parabola evangelica del cieco che guida un altro cieco riportata da Luca e Marco.

L’opera è di un pittore fiammingo, Pieter Bruegel il Vecchio; mostra dei ciechi che guidano altri ciechi. Le figure di cinque uomini che camminano in fila indiana, ognuno appoggiandosi a quello che lo precede, mentre il sesto uomo, quello che guida la fila, è caduto in un fosso e vi giace con le mani tese verso l’alto, chiedendo aiuto.

In questi giorni questa visione mi è riapparsa più volte ricordandomi certe situazioni della recente scena politica, la maniera in cui la nostra classe dirigente ha affrontato la crisi ed il modo con cui tanti cittadini hanno preso per buone le rassicuranti parole dei politicanti, di certi giornalisti e di chi  dimenticando qualunque spirito critico, se mai ne hanno avuto uno, hanno fatto loro da megafoni.

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La crisi delle pesche

24 luglio 2011 domenico Nessun commento

Ho sempre seguito con interesse le vicende del mondo dei contadini. E’ il mondo da cui provengo. Conoscendo la straordinaria importanza che l’agricoltura riveste per l’economia di un territorio, sono dispiaciuto e preoccupato per le grandi difficoltà che stanno vivendo. Tutti dovremmo essere preoccupati e tutti dovremmo quindi essere consapevoli e partecipi di questo problema. Perché la crisi delle pesche? Seguendo la stampa di questi giorni non ho esattamente capito le posizioni in campo. Ossia, le proposte dei contadini (divisi fra loro), quelle delle potenti strutture cooperative di commercializzazione e quelle del mondo politico. Credo che la stampa, anche locale, più che dare corda al folclore, dovrebbe fare un sforzo maggiore per “stanare” i protagonisti e le loro idee, se ne hanno. Prosegui la lettura…

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RCBasta

10 marzo 2011 domenico Nessun commento

Castel Bolognese - Sede di Radio RCB

Nel web girano voci, confermate da un giornale locale, che Radio RCB, la gloriosa radio castellana, stia per passare la mano. Una emittente nazionale potrebbe rilevarla a seguito della decisione di alcuni soci della cooperativa proprietaria, di vendere. Si parla di debiti. Tutto questo mentre pare che gli ascolti siano in crescita.

RCB è una radio che può definirsi gloriosa. Opera da trent’anni, è l’unica rimasta in provincia. Rappresenta sicuramente un pezzo della storia recente di Castel Bolognese. Tanti giovani vi hanno lavorato, sono cresciuti professionalmente, tante persone sono state allietate dalla musica scelta sempre con gusto. Ha quindi svolto una funzione sociale di notevole interesse.

Quando una radio se ne va, è come quando chiude un giornale. Non è mai un fatto privato, è sempre un impoverimento culturale per tutti. Bisognerebbe salvarla, questa radio. Almeno tentare. Una parte dei dipendenti sembrano disponibili a rilevarla. Come si dice spesso: ci vorrebbe un tavolo e una forte determinazione nella ricerca di una soluzione positiva per chi, nella radio ci lavora e per Castel Bolognese.

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Berlusconi ha fallito

23 agosto 2010 domenico Nessun commento

Croazia_Slovenia (240)Berlusconi ha fallito. Ha il governo con la maggioranza più ampia dal dopoguerra, ma sarà una delle legislature più brevi. Non sarà l’opposizione a mandarlo a casa, ma una parte degli uomini del suo partito e quindi della sua maggioranza. Lo mandano a casa perchè è una persona moralmente ed eticamente inadatta a guidare una grande nazione democratica. Il suo pauroso conflitto di interessi, la pervicacia nel non volersi fare giudicare dalla giustizia come ogni cittadini, le leggi ad personam per se, per i suoi sodali e per il suo impero economico, l’anima populista e antidemocratica che lo pervade, hanno (finalmente) costretto parte del suo partito a metterlo in discussione. Dopo oltre quindici anni di protagonismo della scena politica, dopo che col suo impero mediatico ha corroso e condizionato la mente di milioni di individui, originando la filosofia del berlusconismo, oggi è costretto a fare i conti non più soltanto con l’opposizione in parlamento, ma con una vasta area di opinione pubblica che gli si sta rivolgendo contro e anche con uomini e donne del suo campo politico di destra che intendono restare nell’alveo della Costituzione e del rispetto delle regole di comune civile convivenza.

Berlusconi ha fallito come uomo politico. Nemmeno può essere incensato come imprenditore in quanto sostenuto nella ricerca della sua smodata ricchezza, da leggi compiacenti e di comodo che prima una classe politica corrotta (Caf) gli ha confezionato, poi che esso stesso ha promosso. Fino all’ultima che gli consente un maxi sconto delle tasse che avrebbe dovuto pagare con la Mondadori. Ora appare come un  animale ferito, stretto dalle sue stesse contraddizioni. Sbraita a più non posso, tiene la scena politica. Grida che vuole le elezioni, ma lavora per non farle, preoccupato della sua sorte personale di fronte alla legge, quando fosse un cittadino come tutti. La ragione vorrebbe che, vista crollare la sua maggioranza, si fosse già dimesso e rimesso il mandato nelle mani del presidente della Repubblica, come vuole la Costituzione. Resiste, ma dovrà farlo. Fermo restando le prerogative di Napolitano, un’ipotesi per il futuro potrebbe essere quella di mettere in sella un governo di scopo, per fare una nuova, giusta, legge elettorale che sostituisca quella porcata fatta perchè Prodi non vincesse, o non riuscisse a governare. Poi nuove elezioni politiche.

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