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Archivio per la categoria ‘Viaggi’

Giro a Monte Mauro

10 gennaio 2012 domenico Nessun commento

Queste belle giornate di sole invitano a camminare a piedi in collina. Vi suggerisco uno dei tanti tragitti possibili nel Parco della Vena del gesso. Portatevi in auto fino a Zattaglia, il minuscolo borgo della valle del Sintria nel comune di Brisighella (Ra). Incamminatevi verso la pianura. Dopo circa un chilometro prendete a sinistra il comodo stradello che vi porterà in cima al Monte Mauro (m. 505). Arriverete ad un bivio, terrete la destra per salire alla chiesa, l’antica pieve di Santa Maria Assunta in Tiberiaci. Il complesso è stato ristrutturato da poco ed è costante meta di pellegrinaggi da parte delle famiglie di contadini che abitavano quei luoghi, poi emigrati in pianura. Un sentierino vi poterà in 5 minuti in cima alla vetta del monte da cui, se la vela è chiara, potrete scorgere i grattacieli di Milano Marittima e Cesenatico. Il dislivello in salita da Zattaglia è di 350 metri (un’ora buona). Poi tornerete al bivio. Nei pressi, un’azienda agricola (Rio Stella) dedita alla pastorizia con vendita di squisite ricotte e formaggi.  Giunti al bivio, proseguirete lungo il crinale fino al valico di Monte Albano da dove scenderete a Zattaglia percorrendo la provinciale (pochissimo trafficata).

La caratteristica principale di tutto il percorso è costituita dai bellissimi panorami  che si possono scorgere. La vallata del Sintria, monte Albano, la Croce di Rontana, la Vena del gesso, Riolo Terme , i calanchi, la pianura, i piccolo borgo di Zattaglia, la stupenda campagna, le forre, la macchia boschiva … . Il dislivello complessivo è di circa 500 metri in salita e in discesa. Occorrono almeno tre ore, compreso le piccole soste. E’ un percorso adatto a tutti, si può fare con le pedule da montagna, naturalmente occorre essere in buona salute.

I presepi di Fiorenzuola di Focara

14 dicembre 2011 domenico Nessun commento

Siamo tornati al Parco San Bartolo per una camminata in quello splendido lembo di terra, miracolosamente conservato sulla costa adriatica a cavallo fra la Romagna e le Marche. E’ stata l’occasione per rivisitare Fiorenzuola di Focara e i suoi Presepi. Se volete trascorrere alcune ore in un piccolo borgo antico ben conservato, vicini al significato del Natale, ma lontani dai suoi eccessi mercantili, passate da Fiorenzuola. Entrerete in contatto con una minuscola comunità di cittadini che ha a cuore il luogo in cui abita e che sente il dovere di conservarlo e valorizzarlo. Non solo offrono con il loro volontariato servizi a chi li visita, ma promuovono iniziative corali capaci di creare senso di appartenenza, interesse e bellezza. Come gli oltre cento presepi che ogni anno allestiscono, con grande fantasia e senso artistico, lungo le vie del paese. Riporto una slide di fotografie che vogliono rappresentare un omaggio a quei cittadini, al loro borgo e all’ambiente in cui vivono.

Borghi d’Italia

12 dicembre 2011 domenico Nessun commento

Il ponte dell’8 dicembre, ci ha permesso di visitare, in camper e in ottima compagnia, alcuni borghi della provincia di Pesaro. Come tradizione, quando ci troviamo da quelle parti si fa una capatina a Fano. Parcheggio al lungomare Sassonia e “grande” pranzo, cucinando all’aperto l’ottimo pesce della marineria locale.

Dopodichè abbiamo visitato Saltara, Cartoceto e Mombaroccio. Tre piccoli borghi medioeveali molto ben conservati, come tanti ce ne sono in Italia e che, assieme a tutti gli altri, costituiscono un patrimonio di inestimabile valore che attende di essere adeguatamente valorizzato.

Come al solito mi appoggio alle foto per decrivere le varie atmosfere che di volta in volta incontro.

Saltara (PU) - Panorama

Saltara (PU) - Strada mercato

Saltara (Parcheggi all’ingresso del paese). Si tratta di un borgo murato, caratterizzato da una grande scalinata di accesso alle mura del castello. Mura molto ben conservate e percorribili, con belle vedute sulle valli circostanti. Di grande effetto una stradina coperta, anticamente adibita a mercato. Siamo in una zona olivicola riconosciuta Dop. Abbiamo visitato Olibon, un oleificio cooperativo. Olio un pò caro, 12 euro al litro, ma di buonissima qualità. Abbiamo apprezzato l’impegno profuso da Pro Loco e “privati” per mettere in piedi un mercatino natalizio e l’iniziativa del grande falò propiziatore di venerdì sera. Purtroppo l’affluenza di pubblico non è stata corrispondente alle attese. Chissà perchè. Prosegui la lettura…

Flash da Budapest

6 dicembre 2011 domenico Nessun commento

Budapest - Il ponte delle Catene

Amici nostri si sono recati recentemente a Budapest. Gli ho chiesto un flash della visita che rifletta il loro stato d’animo al ritorno. Lo pubblico molto volentieri, ringraziandoli.

E’ stato un viaggio di cinque giorni in pulman per noi bellissimo, di quelli che ti restano dentro. Il tour è stato organizzato dal PD di Anita, insieme ad Argenta, Longastrino e Consandolo.

Una cosa fatta un po’ in famiglia, senza il supporto di un’ agenzia viaggi, ma con delle persone meravigliose e con tanta voglia di parlare e di divertirsi. Ci hanno guidati un ragazzo ed un autista che conoscevano molto bene Budapest.

Insieme a loro abbiamo visitato tutta la città molto intensamente. Abbiamo cenato e pranzato nei posti più suggestivi come cantine, fattorie, barche. La guida del posto è stata bravissima.

Della città posso dire che è bella, bellissima: il Danubio, il Bastione dei Pescatori, la basilica di Santo Stefano, la chiesa di Mattia Corvino, il Parlamento, le terme, la Piazza degli Eroi, il castello di Cogollo, il Palazzo Reale, viale Andrassy… . Prosegui la lettura…

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Brisighella, e mi paes

28 novembre 2011 domenico 2 commenti

Una bella giornata di sole autunnale, ci ha portato domenica scorsa a camminare per Brisighella e le sue colline.

Brisighella, pur non essendo eccessivamente celebrata, è per me uno dei borghi più belli d’Italia. Ciò non si deve solo al Santuario del Monticino, al Castello e alla Torre dell’orologio, le famose vestigia poste sui tre colli che la sovrastano. Si deve, in particolare, allo splendido ambiente che la circonda. Dolci colline punteggiate da cipressi e macchie di bosco, campi di ulivi e di vigne pregiate, i gessi, la zona dei calanchi. Un grande senso di pace e di tranquillità.

Nel corso della camminata ho scattato alcune foto che desidero condividere, assieme all’invito a visitare questo paese della Romagna faentina. Potete farlo durante le sue rinomate sagre autunnali, nel corso delle feste medievali, ma anche in giornate più tranquille. Quando potrete così cogliere il senso della tranquilla laboriosità contadina, caratteristica di questi luoghi.

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Mostar, minareti e campanili/2

7 novembre 2011 domenico Nessun commento

Mostar - Panorama

Mostar è una città della Bosnia-Erzegovina, simbolo delle atrocità compiute nel corso della guerra nella ex Yugoslavia. Rino Gennari, che l’ha recentemente visitata, ha approfondito la conoscenza della storia di quella città simbolo e ne ha descritto un interessante reportage, che pubblico con piacere, dividendolo in due parti. Questa è la seconda. Per leggere la prima cliccate Prima parte.

La ricostruzione civile

La ricostruzione delle condizioni di convivenza tra le diverse etnie, aventi culture, religioni, usi e costumi diversi tra loro, condizioni esistenti prima della guerra, anche se precarie, come poi si è visto, è molto più lenta di quella materiale, e il suo procedere è segnato anche da tendenze contrarie. La popolazione di Mostar è composta da bosniaci e croati, con una leggera prevalenza di questi ultimi. I primi, musulmani e i secondi, cattolici. La guerra, come sappiamo, è stata feroce, ma ha avuto anche un’altra caratteristica molto penosa. A Mostar, come in altre città, è stata combattuta tra mostarini bosniaci e croati nelle loro strade, piazze, parchi, cortili. Luoghi dove prima i giovani combattenti delle due parti avevano assieme giocato bambini e poi passeggiato nella maggiore età. Frequentando questi luoghi molti ex combattenti oggi ricordano il punto preciso dove un loro amico o familiare è morto al loro fianco. L’aspirazione alla convivenza è come trattenuta dalle ferite dell’anima. Prosegui la lettura…

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Mostar, minareti e campanili

6 novembre 2011 domenico Nessun commento

Mostar - Il fiume Neretva

Mostar è una città della Bosnia-Erzegovina, simbolo delle atrocità compiute nel corso della guerra nella ex Yugoslavia. Rino Gennari, che l’ha recentemente visitata, ha approfondito la conoscenza della storia di quella città simbolo e ne ha descritto un interessante reportage, che pubblico con piacere, dividendolo in due parti.

La storia

Hajrudin si era recato a cinquanta chilometri da Mostar, dove si pose in ansiosa e trepidante attesa della notizia sull’esito dello smantellamento dell’impalcatura del ponte sulla Neretva, di cui era stato costruttore su incarico del sultano Solimano il Magnifico. Doveva costruire un ponte ad una sola arcata di dimensioni senza precedenti, pena la morte. Il ponte era fatto, dopo sette anni di lavoro tra il 1557 e il 1566. Mancava la dimostrazione che reggeva senza l’impalcatura. Nell’attesa, Hajrudin meditava sul suo futuro: se il ponte avesse retto, sarebbe stato considerato un grande della sua professione; diversamente sarebbe stato mandato a morte, probabilmente impalato. Il  terrificante metodo dell’impalatura è descritto con precisione da Ivo Andric nel suo libro “Il ponte sulla Drina”, per il quale ha ottenuto il premio Nobel. Il giorno stesso della demolizione dell’impalcatura e della conseguente inaugurazione, un messaggero a cavallo gli recò la notizia del successo, con quali conseguenze sul suo stato d’animo, sui suoi pensieri e progetti che è facile immaginare.

Quel ponte sulla Neretva, nel corso dei secoli è poi divenuto un importante simbolo della creatività dell’uomo, della convivenza tra i popoli, del contributo dell’Islam al progresso e alla bellezza. Prosegui la lettura…

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Viaggio in Valpellice e Langhe

7 ottobre 2011 domenico Nessun commento

Di ritorno dalla Francia ci siamo fermati alcuni giorni in Piemonte. Scesi da Sestriere, ci siamo fermati a Finestrelle per dare un’occhiata alla storica fortezza ottocentesca. Era martedì: chiusa. Non avendo potuto visitarla, quel po’ che abbiamo intravisto ci ha reso l’idea di un’opera di difesa veramente imponente. Il muro di difesa si staglia per 3 chilometri lungo la dorsale del monte. Oltre seicento metri di dislivello, 4000 scalini, fortini, polveriere, ponti, casematte, ecc.. A chi volesse visitarla, siccome le modalità e gli orari sono abbastanza particolari, consiglio di programmare per tempo l’evento, consultando il sito ufficiale: www.fortedifenestrelle.com/

Torre Pellice - Casa Valdese

Proseguendo in direzione delle Langhe, abbiamo visitato la Valpellice. Il comune più alto è Bobbio Pellice dove abbiamo subito deciso di pernottare nell’area camper (scarico e carico), versando volentieri, un contributo di 5 euro – al bar della piazza – per la manutenzione. Subito siamo rimasti colpiti dallo “strillo” del giornale locale; ci informava che le centraline di Bobbio non avevano registrato segni di radioattività. Il pensiero è subito corso alla notizia di un incidente avvenuto due giorni prima in una centrale nucleare in Francia. Forse proprio quella che ci è parso di notare dalle parti di Morestel.

Ci siamo subito resi conto che a Bobbio e nell’intera valle è molto presente, credo maggioritaria, la comunità cristiana Valdese, un movimento religioso medioevale, poi confluito nella Riforma luterana. Chiese senza croce con, esposti, messaggi di fratellanza e di interazione diretta con Dio, alcune opere sociali, uno stele in un grande prato che ricorda le vessazioni da loro patite. Abbiamo così visitato meglio il borgo, cercando un contatto con gli abitanti, di carattere abbastanza chiuso, come in tutte le valli. Di notevole interesse un vecchio mulino, funzionante, acquisito recentemente dal comune e altri manufatti storici. Al bar d’angolo della piazza, sicuro centro di vita sociale, ho chiesto se il verde di cui era dipinto la torre del comune potesse politicamente “alludere”. Assolutamente no, mi ha detto la proprietaria gerente; anzi, tutta la valle è di ben’altra visione politica. Prosegui la lettura…

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Viaggio nel Morvan

29 settembre 2011 domenico Nessun commento

Dopo due anni siamo tornati nel Morvan, un altipiano al centro della Francia, nella regione della Borgogna. Vi abbiamo soggiornato per una settimana, in camper, dal 4 all’11 settembre. Le informazioni che fornirò potete considerarle integrative di quanto scritto e illustrato nell’articolo relativo al viaggio di due anni fa, sempre nel Morvan e nella Borgogna. Articolo che troverete rapidamente inserendo le parole: Borgogna, Morvan, viaggio, nella finestrella di ricerca sotto la testata del sito.

Il Morvan è un’area collinare, attorno ai seicento metri di altitudine, caratterizzata dalla presenza di vaste foreste e di prati-pascolo. Nei piccoli agglomerati di case presenti nel territorio vi risiedono in prevalenza persone anziane, dopo anni di lavoro svolto generalmente a Parigi, famiglie di piccoli allevatori di bestiame e di contadini. Si deve al presidente Mitterrand, sindaco per molti anni di Château-Chinon, l’istituzione, negli anni settanta, del Parco Naturale regionale del Morvan. Intese in questo modo valorizzare la vocazione ambientale e turistica del territorio e offrire occasioni di lavoro ai giovani. Lo sviluppo turistico ha faticato a decollare, ma resta intatta la bellezza dei luoghi. Prosegui la lettura…

Dolomiti a piedi

18 agosto 2011 domenico Nessun commento

San Vito di Cadore - Rifugio San Marco

Descrivo brevemente due escursioni casomai qualcuno fosse incuriosito e le volesse percorrere. La nostra base è un piccolo campeggio a San Vito di Cadore in provincia di Belluno, pochi chilometri da Cortina.

Forcella Grande – Valle S.Vito – Corno del Doge. Punto di partenza il rifugio Scotter (1500 m.) dove arriviamo in auto più seggiovia (6 euro). Si sale in 40 minuti al rifugio Cai San Marco (1830 m). Un manufatto antico, caratteristico e strategico per chi vuole addentrarsi nel Sorapiss, ma anche nelle Marmarole. Poi verso la Forcella Grande. Dopo un breve tratto di abetaia e mughi il sentiero si inerpica lungo le roccette e i sassi di un colatoio. Saliamo avendo costantemente alle spalle la valle del Boite e l’abitato di San Vito. Dopo un’ora e un quarto si arriva alla Forcella (2250 m.). La veduta che ci troviamo di fronte è di grande effetto. A sinistra il massiccio del Sorapiss, a destra la Torre dei Sabbioni e la Costa Belprà. Davanti la verde valle d’Ansiei, in lontananza i Cadini.

Decidiamo di scendere lungo il sentiero 226 fino ad un punto in cui una tabella indica la Val San Vito (2040 m). Sulla destra il Corno del Doge con la cengia che vogliamo percorrere. Prosegui la lettura…