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Archivio per la categoria ‘Orto’

L’orto d’inverno

8 febbraio 2012 domenico Nessun commento

Stamattina sono tornato nell’orto. E’ coperto da 30 centimetri di neve. Frugando sotto il bianco manto ho raccolto i cavolini di Bruxelles. Poi con la vanga tre bei porri. Non so che fine faranno i radicchi a palla. Mentre sono certo che riposano tranquillamente i piselli, la fava, l’aglio, la cipolla, la scalogna, gli spinaci, le verze, i cavoli cappuccio. Ma anche l’aspargiaia, la carciofaia, le piante di fragole.

I radicchi invernali e la cicoria di Galatina, passato il grande freddo, germoglieranno e dopo poche settimane, potranno essere consumati. Sempre ringraziando la terra e il suo miracolo.

Certo, qualche sorpresa potrà esserci. Sotto la neve la terra non è ghiacciata, quindi c’è chi continua a muoversi alla ricerca di cibo. E’ la lotta per la vita anche nel mondo animale. Sicuramente sono attivi i topolini e le talpe. Se intercettano le fila dei radicchi, o dei dei carciofi, fanno strike. Pazienza. Prosegui la lettura…

Quando maturano le nespole

15 dicembre 2011 domenico Nessun commento

(15 dicembre) Temperatura mite, ma si annuncia il grande freddo.

Lavori. Approfittando di buone giornata, sono “andato a letame”. Un vicino ha cavalli e pecore, è loro il letame migliore per l’orto. Tornerà buono in primavera, al momento del risveglio delle piante da frutto e delle semine estive. Terminato il lavoro di sotterramento dei cardi per farli diventare “gobbi”.

Si annuncia il freddo dell’est. Bisognerà proteggere per quanto possibile le verdure dell’orto. La principale attenzione va posta ai finocchi. La soluzione migliore è ricoprirli con tessuto-non tessuto.

Raccolto. Ho raccolto le nespole e messe a maturare sopra un letto di paglia, in cantina.

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I primi germogli

1 dicembre 2011 domenico 2 commenti

(1 dicembre) Ancora freddo la notte (meno uno, due gradi) e temperatura mite il giorno.

Lavori. Ho preparato i solchi per la semina delle patate la prossima primavera. In fondo ho sparso il letame della mia concimaia e stallatico, che ho poi ricoperto con un sottile strato di terra. Così facendo, il ghiaccio invernale “cuocerà” il terreno, rendendolo soffice. Sono passato con la motozappa attorno a tutti gli alberi da frutto e le viti, per smuovere il terreno e sotterrare lo stallatico che avevo sparso. Ho completato il lavoro attorno ai fusti delle piante con la zappa.

Semine. Ho messo a dimora ancora una piccola partita di fava nel tentativo di scalare la produzione.

Raccolto. Sono nati (già da quindici giorni) i piselli e la fava. Non ne sono certo, ma credo che il loro processo vegetativo rallenterà tantissimo (e non si fermerà) durante l’inverno, per poi riprendere vigore in primavera. I germogli appena nati, non temono il freddo. Debbono solo essere protetti con poca rete antigrandine, dagli attacchi dei volatili.

La buona stagione fa si che l’orto sia ancora generoso di molti prodotti (cavoli, sedani, porri, rape, radicchi, bietole, finocchi, insalata, cardi).

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E’ il momento di concimare

16 novembre 2011 domenico Nessun commento

Sedani

(16 novembre) I primi freddi notturni fanno da contrappunto a giornate soleggiate e miti.

Lavori. E’ il momento di concimare le piante da frutto e quelle orticole che debbono produrre il prossimo anno. Mi hanno consigliato concime organico (letame). Io ho usato lo stallatico. Si compra a 25-30 euro al quintale. E’ a lento rilascio e ricco di azoto. Due manciate per le piante giovani e le viti. Il doppio nelle piante ad albero adulte.

Fra le piante orticole ho concimato gli asparagi e i carciofi. E’ bene sotterrare leggermente il concime, smuovendo il tereno. Prosegui la lettura…

I buoni frutti dell’orto

11 novembre 2011 domenico Nessun commento

Cako rojo

(12 novembre) La temperatura mite, favorisce buone raccolte.

Lavori. E’ il momento di ripulire i carciofi dai polloni. Si deve fare con le mani e tenuto conto delle spine, potete immaginare. Prosegue il lavoro per sotterrare i cardi e farli diventare “gobbi”, 60 a settimana, mi vorranno circa due mesi. Continuo a togliere i fiori delle fragole. Ho iniziato a ripulire dalle erbacce l’aspargia.

Semine. Dopo nove giorni dalla semina, i piselli fanno già capolino. Ora non debbono crescere troppo; per questo occorre che le temperature si abbassino. Poi bisogna proteggerli dagli uccelli, stendendo sopra rete antigrandine.

Raccolto. Se avete potuto non solo seguire il lavoro dell’orto, ma anche metterlo in pratica, ora disporrete per il consumo di: cavolo broccolo, cavolini di Bruxelles (i primi li ho staccati ieri), cavolo nero per la ribollita, fagiolini, porri, rape rosse e rosate, sei tipi di radicchi, finocchi, insalata. Per gli odori disporrete di: basilico, salvia, prezzemolo, sedano. Non mi sembra poco. E stanno arrivando i cavolfiori, i cavoli cappuccio, i cardi, gli spinaci.

Il giardino dei frutti. Ho raccolto i caki rojo. In questi giorni il campo dei caki mostra i colori dell’autunno: rosseggiante i nostrani, sul giallo gli spagnoli. Davvero bello.

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Le prime semine per l’anno prossimo

3 novembre 2011 domenico 1 commento

Cardo gobbo - La fossetta

Cardo gobbo - Il coricamento

Cardo gobbo - La copertura

(3 novembre) Per chi cura un orto, questi sono giorni di grande lavoro. E’ tempo delle prime semine per il prossimo anno. Come dire, è la partenza del Gran Premio.

Lavori. Inizia il lavoro per sotterrare i cardi. Si scava una piccola fossa a fianco di ogni pianta dove si corica la medesima, piegandola senza che si rompa la radice e ricoprendola con la terra della fossetta successiva. Si lascia scoperta la cima per consentire l’accrescimento della pianta stessa. Con questa operazione, faticosa, il cardo imbianca, assume la caratteristica forma gobba, diventa tenero e croccante, particolarmente se la temperatura va sotto zero. Il cardo è pronto dopo circa tre settimane.

Semine. Dicevo che è tempo di semine importanti. Si parte con i piselli e la fava. Non temono il freddo. Seminati ora avrete piante più robuste e una produzione abbondante e anticipata (rispetto a chi li semina a marzo). Per la fava, due chicci a postarella, trenta cm fra l’una e l’altra. Due dita di terra fine sopra. I piselli io li semino a spaglio in un’unica fila larga circa dieci centimetri. Con mezzo chilo di semi faccio una fila di circa 15 metri.

A seguire ho ho raffinato il terreno, concimato con stallatico e messo a dimora i bulbilli dell’aglio (bianco e rosato) e della scalogna (romagnola e francese). Si spingono i bulbilli nel terreno – con la radice in basso – alla distanza di venti centimetri fra le piante e quaranta centimetri fra le fila. Vengono poi ricoperti con poca terra (un centimetro).

Ho messo a dimora, dopo averle cimate perchè irrubostiscano le radici, le piantine di cipolla (tropea e gialla) per il consumo del prossimo estate. Anche qui, venti centimetri fra le piante e quaranta fra le fila. Poi le piantine di insalata invernale non temono il freddo e ad inizio primavera saranno pronte.

Raccolto. Ho raccolto il primo cavolo broccolo (quello con cui si fanno Orecchiette e broccoli), i primi porri e le prime rape (Vellutata di rape rosse). Qualche fagiolino.

Il giardino dei frutti. Ho raccolto i caki tipo (nostrani). A San Martino raccoglieremo quelli rojo (spagnoli).


Pere volpine

21 ottobre 2011 domenico Nessun commento

Le pere volpine

(21 ottobre) Finalmente una bella pioggia. Almeno 40 millimetri. Il terreno bagnato non consente di lavorarlo, allora osservo a lungo la bellezza dell’orto e della campagna. La gallina del vicino, che becca la mia insalata, fa le uova in un nido vicino all’orto. Penso che le uova mi spettino di diritto, che ne dite?

Ho raccolto erbette, finocchi, cespi di insalata.

Il giardino dei frutti. Ho raccolto le noci, una ventina dopo sei anni, tutte le pere volpine, una cassa di mele cotogne, qualche grappolo d’uva. Intanto le foglie degli alberi da frutto cominciano a colorarsi d’autunno. I zini continuano a fiorire, offrendo un tocco di colore molto bello.

Pollaio. Ho ricostituito il pollaio. Otto pollastre e due faraone.

L’orto e la luna

21 ottobre 2011 domenico Nessun commento

La luna influisce sull’orto? Fiumi di parole fra gli ortolani. Ne ho sentito parlare dalle persone anziane fin da piccolo. Esistono diverse linee di pensiero.

In Romagna, per quanto ne so io, la luna si “legge” in questo modo: LUNA BUONA quando cala, ossia si oscura; LUNA CATTIVA quando cresce, ossia si illumina. Per capire subito, a colpo d’occhio, se cala o cresce, quindi se è buona o cattiva, esiste un metodo certo. Alzate lo sguardo, guardatela: se ha la GOBBA A LEVANTE è luna calante (buona), se ha la GOBBA A PONENTE è luna crescente (cattiva).

Sò che gli ortolani “guardano la luna” particolarmente per le semine. Ma che regola seguono? Mi risulta che piantano a LUNA CATTIVA (crescente) le piante i cui prodotti maturano sopra la terra (la luna illuminandosi, stimola i fiori che debbono dare il frutto). Quindi: piselli, fava, pomodori, melanzane, cetrioli, ecc.. Piantano invece a LUNA BUONA (calante) le piante che danno il frutto sotto terra (la luna, spegnendosi, spegne i fiori rafforzando ciò che cresce sotto terra. Quindi: patate, rape, aglio, cipolla, carote, ecc. .

Sarà vero, non sarà vero? Non so. Però è bello immaginare che la luna possa lavorare assieme a te.

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Ultime verdure estive

17 ottobre 2011 domenico Nessun commento

(17 ottobre) Si prepara il terreno per le semine autunnali.

Raccolto. Ho raccolto gli ultimi pomodori, le ultime zucchine e melanzane. Si potranno consumare almeno fino ai Santi.

Lavori. Ho tolto tutte le piante (esauste) di pomodori, melanzane e zucchine. Ho concimato abbondantemente questo terreno con stallatico e l’ho dissodato con la vanga. Per San Martino vi seminerò i piselli per il prossimo anno. Ho terminato il lavoro di legatura dei cardi.


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I cardi gobbi

14 ottobre 2011 domenico Nessun commento

I cardi

(14 ottobre) Si entra nel vivo del lavoro per fare i cardi gobbi.

Raccolto. Raccolgo ancora in piccole quantità zucchine, pomodori, melanzane e peperoni. Davvero un’annata eccezzionale. Poi i primi finocchi primaticci e i primi cespi di radicchio a palla (variegato di Castelfranco).

Lavori. I cardi, uno ad uno vengono raccolte le foglie, abbracciati e legati con filo di canapa poco sopra la mezzaria. In questo modo continuano la maturazione senza che le foglie si tronchino e si avvia il processo di imbiancamento. Non si può dire che sia un “bel lavoro”, ma è necessario per fare i veri cardi gobbi.

Il giardino dei frutti. Al momenti dispensa melograne, pere volpine, mele cotogne e uva da tavola.